Le 4 fasi della make-up addiction

Il cammino per padroneggiare la nobile arte del make-up è lungo e irto di difficoltà:

  • 1)Lipgloss, matita nera e fondotinta, aka l’era buia

Lipgloss: è stato il primo amore di tutte, forse il primo trucco in assoluto che si impara ad usare (e abusare), almeno per noi figlie degli anni 90. L’effetto specchio è il risultato sperato, mentre l’appiccicume l’effetto collaterale che lo farà odiare a vita a fidanzati e affini ed, passate le medie, anche a noi.

Aspettativa

Aspettativa

Realtà

Realtà

Matita nera: precisamente nella rima interna dell’occhio, indifferentemente dalla forma dello stesso, ignorando ogni possibile effetto di rimpicciolimento. Continua a leggere

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FOTOGRAFIA DI MODA: Nick Knight

In una botta di spirito da fotografa e in un momento di voglia di cultura ho deciso che aprirò una rubrica dedicata ai più celebri fotografi di moda di cui spesso e volentieri sappiamo poco e nulla.E no, non mi sto riferendo al tipo di fotografo qui sotto.

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Oggi è il turno di Nick Knight, fotografo inglese classe 1958. Tra le sue collaborazioni più importanti spiccano nomi come Yamamoto, Galliano e McQueen ma anche molti ritratti di celebrità famose e ben 36 cover di Vogue.

La sua carriera inizia nel lontano 1982 dopo la pubblicazione del suo primo libro Skinheads e il successivo lavoro alla realizzazione del catalogo dello stilista Yamamoto.

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Il look perfetto per la laurea

È il giorno più atteso e sognato da tutti gli studenti,è il giorno in cui ogni serata persa a studiare o ogni giornata estiva non trascorsa al mare sembra avere un senso: è il giorno della laurea.

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Come ogni occasione importante dove siamo al centro dell’attenzione, la cosa più importante dovrebbe essere apparire al meglio.

Le ultime lauree a cui ho partecipato però mi hanno davvero stupito. sembrava che i laureandi facessero a gara per indossare il look più scontato e inappropriato possibile.Perciò ho deciso di scrivere una guida per trovare l’oufit perfetto per questo giorno così speciale.

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Come sempre prima le signore, e dunque incomincerei da un punto essenziale: i tacchi.

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Sì, care mie laureande, il tacco ci vuole.E anche un tacco importante.

Per un giorno nella vostra vita vi proibisco di lamentarvi.Sopporterete questo lieve fastidio per apparire più sicure e belle e perché no, anche un po’ sexy. Continua a leggere

10 capi di abbigliamento che non dimenticherete mai

1.La borsa per cui vi siete giocate il vostro primo stipendio o i risparmi di una vita.

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Triste ma vero.Gli acquisti migliori sono quelli sudati. la fantomatica borsa di Chanel che costò un patrimonio (quella in foto viene 2450 euro) o il vostro primo capo firmato, ma anche le vostre prime Loubutin nere, trattate quasi come un cimelio.

2.Quello che indossavate la sera in cui siete riuscite a rimorchiare il vostro attuale fidanzato.

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Bhe, dire che non li dimenticherete mai mi sembra esagerato. Direi più fino al prossimo cambio di fidanzato. Che sia un vestitino, un top o delle scarpe, quel capo, se siete delle shopping addicted come me, resterà nella vostra memoria e lo assocerete matematicamente a quell’incontro, nel bene e nel male.

3.Il vostro vestito da sposa

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Non tutte fremono all’ idea di sposarsi ma ogni modaiola che si rispetti ama e osanna gli abiti da sposa.Di ogni foggia e colore (perché si, non solo il bianco è un must) li osserverete e bramerete ma il vostro sarà davvero indimenticabile.

4.Quel vestito che una volta prestato non avete mai restituito alla vostra migliore amica.

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Sono una brutta persona. Lo ammetto. Ma scommetto che anche voi rovistando nell’armadio troverete un capo, un accessorio che non è mai ritornato al legittimo proprietario (anche vostra madre o vostra sorella) perché troppo bello per essere restituito. Continua a leggere

TBT: Tutta colpa delle passerelle?

Abbiamo già dato il benvenuto alla bella stagione, il sole ha sorpreso i nostri guardaroba che ancora risentono delle uggiose giornate di pioggia e freddo, e in questo  momento dell’anno accostano gli ultimi maglioni pesanti a giacche di pelle a qualche indumento più leggero che timidamente incoraggia il bel tempo. E pensando al tanto atteso e temuto cambio di stagione, lanciamo occhiate preoccupate alla bilancia, stiamo per ri-scoprirci e banalmente torniamo a parlare di peso.

Ma parlare di peso -per quanto possa sembrare futile- è sempre delicato, perché è parlare di bellezza, ma non solo, è parlare di autostima, di standard e di stereotipi imposti.

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Le grandi opere d’arte secondo Photoshop: il graphic designer calabrese Nazareno Crea modifica i volti più illustri della storia dell’arte combinandoli con i rigidissimi canoni moderni di bellezza

La guerra dell’apparire si combatte tra due schieramenti opposti: quello delle super magre, e quello delle super-grasse ed entrambe le parti chiamano in causa la grande imputata, “la Moda”.

Per assistere alla battaglia basta aprire un qualsiasi blog di moda in cui ci sia la possibilità di “commentare”, la lingua universale attraverso cui chiunque sia dietro uno schermo può, senza volto e senza vergogna, dire la sua, raccontando di sé e all’evenienza scagliandosi contro sconosciuti con opinioni diverse, al fine  di ottenere tanti “like”.

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Dunque la parola è data alle ragazze normali, quelle che vediamo tutti i giorni sull’autobus o in centro a fare una passeggiata, che amano mangiare il gelato e amano sentirsi belle, e che di fronte alle spietate modelle che cavalcano le passerelle dall’alto del loro metro e ottanta sentono il bisogno di mettersi in discussione. Scatta il paragone, scatta il commento:

“Carina la collezione X, peccato per le modelle sono anoressiche, che schifo!”; “A me sembrano bellissime, porto una trentotto non credo di essere troppo magra.”; “Fatele mangiare”; “Dici così perché sei una cicciona frustrata..” e così via. Insomma, delle ragazze “normali” non si può fare di tutta l’erba un fascio, sono diverse tra di loro e ognuna si sente bella a modo suo, o cerca di essere bella come meglio crede. Del resto cosa può esserci di più soggettivo della bellezza? Eppure i canoni esistono, e in un momento in cui si sventola la bandiera del relativismo e della libertà, paradossalmente viene  imposto un prototipo di bellezza  da seguire.

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REVIEW: NAKED BASICS

Nome del prodotto: Palette Naked Basics

Marca: Urban Decay

Costo: 27,50 €

Descrizione: la sorella minore della ben più nota Naked, Urban_Decay_Naked_Basics_Palette_1391690810ma non per questo meno valida. Partiamo dal packaging, pulito, agevole e compatto: ringraziamo le menti della Urban Decay che sembrano aver abbandonato definitivamente la graziosa ma scomodissima confezione in cartoncino vellutato con chiusura a calamita ( leggi: ombretti sparsi praticamente OVUNQUE se la vostra preziosa valigia dovesse essere un po’ troppo sballottata in giro) perchè la Naked Basics si presenta più piccola di uno smartphone, in latta opaca e con chiusura a scatto: il paradiso, specie quando si scopre il bello specchio che prende interamente la parte superiore della confezione, una volta aperta. Continua a leggere

Abbigliamento sportivo low cost

Questo sarà l’articolo più ipocrita di sempre visto e considerato che da qualche anno a questa parte il mio concetto di sport può riassumersi così:

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Lo sport uccide

Ma poiché in fondo un tempo lontano praticai anche io dello sport,e poiché da allora non è cambiato il fatto che non ho intenzione di spendere più di 10€ per qualcosa nella quale sarò comunque orrenda, vi propongo un sano articolo di shopping sportivo.

Poi si sa che la gente da buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio…Oh.
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5 TREND PRIMAVERILI DA PROVARE

La primavera è arrivata anche se il meteo per ora non ci assiste.Qui a Roma grandi diluvi e pioggerelle infami durante la maratona più lunga dell’anno e un weekend degno di 50 sfumature di grigio.Unica consolazione: dare una sbirciatina ai trend della stagione nella speranza di poter cacciare fuori il tanto amato vestitino giallo da mettere senza calze.Lo so, penserete che sono una povera illusa.

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In inglese tutto sembra più figo ma parliamoci chiaro.Sto parlando di un camicione o per chiamarlo con il suo nome un abito camicia. L’abito camicia è un ottimo passepartout e sarà il nostro fedele amico e “copri-cicciette” da leggings  in questa lunga primavera. La sua caratteristica principale: essere casual e chic allo stesso tempo. Perfetto con le calze e gli stivali, ma anche con i sandali senza calze se siete delle Valchirie mai intimidite dal freddo.

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IL SEGRETO DI ELIE SAAB

Avete visto l’abito che ha indossato Taylor Swift alla cerimonia dei Grammy Awards? Qualcuno lo ha definito cheap e ha “accusato” la povera cantante di somigliare ad una Barbie pronta per il ballo di fine anno. Io invece credo che somigliasse più che altro alla Sirenetta. E’ questo ciò che accade quando si ha la fortunata opportunità di indossare un abito disegnato da Elie Saab, si viene immediatamente proiettati in una fiaba. Solo qualche settimana fa Emma Stone ha sfoggiato un suo abito mozzafiato sul Red Carpet degli Oscar, aggiudicandosi a voce quasi unanime il titolo di miglior outfit della serata.

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In anni di osservazione, studio e passione per la moda, ammirazione e desiderio di quei meravigliosi abiti che sfilano in passerella, sono giunta ad una conclusione in merito ai designer libanesi. La mia teoria sostiene che debbano necessariamente avere una qualche innata capacità o deformazione genetica per cui, non so come, sono tutti così eccezionalmente abili nel lavorare il tessuto e donare alle loro collezioni un’atmosfera surreale e da sogno. Non può essere altrimenti, che sia una coincidenza o un ingrediente segreto nella loro dieta, sembrano essere cresciuti mangiando pane e tulle.

D’altronde, cos’altro ci si può aspettare da un genio precoce che, a soli nove anni, cuciva abiti per sua sorella maggiore?

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