Le 4 fasi della make-up addiction

Il cammino per padroneggiare la nobile arte del make-up è lungo e irto di difficoltà:

  • 1)Lipgloss, matita nera e fondotinta, aka l’era buia

Lipgloss: è stato il primo amore di tutte, forse il primo trucco in assoluto che si impara ad usare (e abusare), almeno per noi figlie degli anni 90. L’effetto specchio è il risultato sperato, mentre l’appiccicume l’effetto collaterale che lo farà odiare a vita a fidanzati e affini ed, passate le medie, anche a noi.

Aspettativa

Aspettativa

Realtà

Realtà

Matita nera: precisamente nella rima interna dell’occhio, indifferentemente dalla forma dello stesso, ignorando ogni possibile effetto di rimpicciolimento. Vero è che truccarsi gli occhi è la vera conquista, quando ancora non si capisce il grande potere di una base ben fatta (beata ignoranza). Saggie accortezze come scegliere una matita waterproof o bruciarne la punta con un accendino sono frutto dei primi disastri da matita colata senza decenza.

Dopo qualche tempo, ci rendiamo anche conto che esistono altre varianti del trucco occhi oltre al Cleopatra style.

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Fondotinta: sì, quando erroneamente pensavamo di poter ignorare il sottotono della pelle, che l’industria cosmetica avesse prodotto una nuance identica al colore della nostra carnagione e che un’abbronzatura fosse riproducibile con una terra senza l’ombra dell’effetto maschera.

  • 2) Ombretti di colori assurdi, centinaia di ombretti di colori assurdi:

Ebbene sì, c’è quella fase di euforia che viene dopo l’aver capito come ottenere un incarnato naturale e non far colare il trucco (la scoperta di primer potion cambia la vita), nella quale si prova il desiderio irrefrenabile di creare trucchi scenografici, solo trucchi scenografici.

Questo è il momento degli ombretti di ogni forma e colore, dei relativi trucchi sulla scala cromatica del verde, blu, viola etc. e dell’eyeliner grafico. In alternativa ad occhi da gatta, make-up incentrati sulle labbra, con rossetti very very bold.

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Sempre lei

  • 3)Ombretti nude, palette opache, amore per la Naked:

È la naturale conseguenza della fase precedente, soprattutto quando il trucco diventa un’abitudine si iniziano a prediligere colori neutri e a sfruttarne i superpoteri nascosti.

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4)Less is more: L’età della ragione

Arriva un momento in cui ci si accorge che la qualità supera sul lungo periodo la quantità sia in termini di prodotti che compongono il look, sia per quanto riguarda quelli da mettere nel carrello. È il momento in cui ti accorgi che vale la pena spendere un po’ di più per i prodotti importanti, e comprarne di meno.

Se Charlize Theron sceglie un trucco minimal, un motivo ci sarà

Se Charlize Theron sceglie un trucco minimal, un motivo ci sarà

In conclusione:

Comunque non saremo mai Angelina, tanto vale mettersi l'anima in pace

Comunque non saremo mai Angelina, tanto vale mettersi l’anima in pace

Elisa Yoshitake

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Un pensiero su “Le 4 fasi della make-up addiction

  1. ifyouagency ha detto:

    Buonasera, sono Silvia Carrara, blogger di IF You. Vorrei invitarti a seguire il mio blog… Tratto articoli legati a make up, cosmetica, wellness e profumeria… Oltre a tante curiosità sul benessere…. :))

    Mi piace

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