Il potere della contaminazione

“L’abito non fa il monaco”, si dice, o forse, di questi tempi, sarebbe più giusto dire “l’abito non fa la femmina”, oggi più che mai si può essere femminili anche con un look androgino.

Jean-Paul-Gaultier-2015-Paris-Couture-Spring-Wedding-Gowns-Collection-5 Jean-Paul-Gaultier-Haute-Couture-Spring-2015

Jean-Paul-Gaultier-last-ready-to-wear-collection-SS-2015-www.style2klik-11 Jean-Paul-Gaultier-last-ready-to-wear-collection-SS-2015-www.style2klik-26

Chi pensa che l’icona per eccellenza del crossdressing sia Lady Gaga, deve sapere che le sue radici sono ben più lontane, lo insegnano i più grandi maestri della moda: Yves Saint Laurent, Giorgio Armani, interpreti dello smoking al femminile, ispirati a Betty Catroux e Marlene Dietrich, muse dal corpo magro, sottile, uno stile inconsueto ma di impatto immediato e seducente.  La donna in tailleur, i capi del guardaroba maschile combinati con gli elementi dell’abbigliamento femminile, oggi quello de “la garçonne”, che negli anni Venti fu la grande rivoluzione di Chanel, è un vero e proprio stile di vita.

tumblr_mdffeqE0QO1rtwjmgo10_1280 Betty-Catroux_0x440

4d00f0eeb1f3ed6cbe241c62e37f27a2 androgyny_as_an_abomination_or_aphrodisiac_notjustalabel_1699865063_0

Fra i maggiori esponenti di questa filosofia, Jean Paul Gaultier, dagli anni Ottanta ad oggi, è forse uno dei pochi che è riuscito a ribaltarne il pensiero anche dal punto di vista maschile, in modo inusuale, irriverente, ma sempre allegro e ironico.

jean_paul_gaultier11

Curioso, spiritoso, trasgressivo, esuberante, uno dei più imprevedibili e geniali creatori di moda. L’enfant terrible si nutre di contaminazione, assimila tutto: paesi, culture, persone di ceto sociale diverso, giorno, notte, musica, parole, lingue, immagini, tradizioni, non si pone barriere, più le cose sono diverse, più lo interessano. Ama il linguaggio artistico del video e del cinema, ha disegnato abiti per Madonna, Kylie Minogue, Lady Gaga e Marylin Manson, e costumi per film come Il quinto elemento di Luc Besson, Kika – Un corpo in prestito di Pedro Almodóvar e La città perduta di Jean-Pierre Jeunet.

Madonna-Modelling-for-jean-paul-gaultier-the-what-she-wears-in-the-blond-ambition-tour-blond-ambition-era-28756992-456-6006a00e54ecca8b988330163059945e0970d

Alla base del suo lavoro c’è l’idea del corpo non come natura morta ma come struttura, architettura di base. Il corpo è già di per sé un essere vivente, importante all’interno quanto all’esterno, ecco perché i suoi capi sono spesso leggeri, trasparenti, con stampe effetto tatuaggio, una vera e propria seconda pelle. Ciò che questo stilista comunica attraverso gli abiti è l’identità in continua evoluzione, gioca con i generi e le convenzioni, fa sfilare modelli e modelle fuori dagli stereotipi, predilige testimonial decisamente fuori dal comune: Beth Ditto, frontwoman dei Gossip (per la quale ha poi realizzato anche l’abito del suo matrimonio), il modello transessuale Andrei Pejic, prima che diventasse donna a tutti gli effetti, Daphne Selfe alla “tenera” età di 87 anni.  Trova stupido come la moda si ostini ancora a dividere il mondo attraverso i sessi, organizzando in date diverse le collezioni donna e quelle uomo, perché in fondo “la primavera arriva allo stesso momento per tutti”. Per lui non esistono distinzioni di sesso né nei tessuti né nelle forme dei capi, non a caso ha reso popolare l’uso della gonna per l’uomo.

beth-ditto-jean-paul-gaultier-runway     jean-paul-gaultier-beth-ditto-wedding-dress-sketch-vogue-25july13-facebook

00410big_1 Andrej+Pejic+Jean+Paul+Gaultier+Runway+Paris+0H5TZmy21Jhl

Jean Paul Gaultier non si considera un artista, non ha frequentato scuole per stilisti, ha iniziato questo mestiere per merito di sua nonna, un’infermiera che, oltre a offrire cure ai suoi clienti, raccoglieva anche le loro confidenze dando consigli su come vestirsi, cambiare acconciatura, cucinare. E’ così che ha capito che il modo in cui ci si presenta agli altri, diventa a tutti gli effetti il modo migliore di comunicare se stessi. Come un taglio di capelli o un vestito possano dire qualcosa di una persona, questo è ciò che realmente lo affascina della moda: le persone più che i capi, l’invenzione dell’esprimere la propria identità. Sempre grazie alla nonna, poi, ha scoperto l’emozione del teatro, ragione per cui è solito presentare le sue sfilate in modo estremamente spettacolare.

“La banalità è la condanna dell’uomo virile” dice “siamo tutti uomini e donne fatti di una sensibilità che può essere maschile per la donna e femminile per l’uomo. E’ l’educazione che ha separato questa complementarietà”.

Gaultier crede in un futuro in cui il conflitto si trasformerà in convivenza, per lui non esiste UNA bellezza, ma DELLE bellezze. Tutto può essere bello, dipende dall’angolazione da cui viene osservato. Basta guardare, aprire gli occhi e abbandonare preconcetti e codici precisi.

Francesca Mongioì

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...