African-pop:alla scoperta dell’arte di Kehinde Wiley e degli abiti di Stromae

Provate a riesumare le vostre conoscenze in storia dell’arte. Quanti quadri conoscete che hanno come soggetto delle persone di colore? Mmm… nessuno o quasi?

È questo che deve aver pensato l’artista americano di origini nigeriane Kehinde Wiley quando ha impugnato pennello e tavolozza. Tra gli obiettivi della sua arte ci sono quello di dare voce alla cultura dei neri d’America e interrogarsi su cosa voglia dire essere un afroamericano oggi.
Kehinde ha deciso di provocare il mondo dell’arte reinterpretando i quadri più famosi, sostituendo i soggetti bianchi con degli afroamericani.
Il risultato, come potete immaginare, è provocatorio e esilarante al tempo stesso.
Ecco alcuni esempi.

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In questo ritratto Wiley si ispira al celebre quadro di Jacques-Louis David “Napoleone valica il San Bernardo” . Al posto di Bonaparte troviamo un uomo afroamericano, vestito con tanto di pantaloni mimetici, polsino e bandana.

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Kehinde reinterpreta l’episodio biblico di Giuditta e Oloferne, già dipinto, ad esempio, da Caravaggio. Al posto di Giuditta vediamo un’elegante donna afroamericana, che in una mano tiene un coltello e nell’altra regge la testa decapitata di una ragazza bianca. Servono spiegazioni?

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Avete presente le leggiadre fanciulle, note come “Le Tre Grazie” presenti in un dipinto di Raffaello o anche nella Primavera di Botticelli? Ecco, dimenticatele e sostituitele mentalmente con tre rapper del Bronx…Fatto??

Dal 20 febbraio al 24 maggio il Brooklyn Museum di New York ospita una mostra dedicata all’artista intitolata “Kehinde Wiley: A New Republic”…se siete di passaggio;)

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Il filo conduttore delle opere di Kehinde Wiley, oltre ai soggetti afroamericani, sono gli sfondi.
Una miscela coloratissima di fiori, pattern in stile carta da parati e motivi che ricordano stoffe africane. Dimenticate maschere di legno e collanine pseudo-etniche, la vera Africa secondo Kehinde Wiley è POP!

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Le stampe degli abiti della label belga Mosaert ricordano molto gli sfondi vivacissimi dei quadri di Kehinde Wiley. Aspettate, mai sentito parlare della Mosaert?

Forse non sapete che Stromae oltre a deliziarci con tormentoni come “Papaoutai” o “Tous les Memes” disegna anche abiti per la sua casa di moda. Il progetto Mosaert, infatti, prevede che la moda e la musica vadano a braccetto! “Alors on Danse”!

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Così come Kehinde Wiley scardinava le convenzioni della storia dell’arte e criticava la mancanza di soggetti neri, così Stromae è pronto a cambiare le regole della moda. Sì, perchè le sue collezioni sono così senza tempo, che non sono pensate per una stagione in particolare (nessuna P/E o A/W) e non esiste una collezione uomo e una collezione donna. Unisex e per tutte le stagioni. Geniale!

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Mi pare curioso notare che entrambi gli artisti, Kehinde Whiley e Stromae, si trovino a cavallo tra due mondi e due culture, le origini africane da un lato e l’America o l’Europa dall’altra.

Entrambi mixano questi immaginari visivi per creare qualcosa di inedito e mai visto prima, suggerendoci forse che l’originalità proviene sempre di più da chi guarda il mondo da una prospettiva ibrida.

Chiara Martano

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