TBT:Mary Quant, Peter Pan in (mini)gonnella

È primavera, e la minigonna, uno dei capi più sfruttati di tutti i tempi, torna a spadroneggiare nei nostri armadi; lasciati da parte per qualche mese leggins e collant, suoi fedeli compagni nella stagione fredda, torna a proporsi fresca e colorata, a tinta unita o in stravaganti fantasie, simbolo indiscusso della proclamata libertà femminile.

Mary Quant, High Priestess of Sixties fashion, come è  stata definita, geniale ideatrice di questo intramontabile must, ha visto ben ripagata la propria indipendente originalità: da giovanissima bohèmienne londinese, assolutamente spiantata e unicamente dotata di grande inventiva, è arrivata a ricevere dalle mani della regina Elisabetta l’alta onorificenza di Cavaliere della Corona Britannica per aver esportato il look inglese in tutto il mondo.

November 1965: Chelsea fashion designer and make-up manufacturer Mary Quant. (Photo by Keystone/Getty Images)

November 1965: Chelsea fashion designer and make-up manufacturer Mary Quant. (Photo by Keystone/Getty Images)

Lasciati gli studi e la casa dei genitori, la ragazzina che non voleva crescere e indossare abiti da adulta trova un compagno di vita e ideali in Alexander Plunket Greene, con il quale compera, non appena si presenta la possibilità, una boutique, Bazaar, punto di partenza per la diffusione a macchia d’olio del suo stile fra i ragazzi.

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Caratterizzata da un look sbarazzino e per nulla propenso a cedere alle imposizioni di stile comportate dall’età, la Quant riesce a dar voce alla generazione dei più giovani degli anni ’60: proponendo un’ idea completamente nuova della donna e della moda, scatenerà una vera e propria rivoluzione, i cui effetti sentiamo ancora oggi. Brillante stilista, nonché imprenditrice, sarà lei a lanciare ufficialmente sul mercato la mitica mini, proponendola addosso ad un’allora giovanissima Lesley Horney, alias “Twiggy”, il volto fresco ed il fisico acerbo della Swinging London.

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Dopo di lei, i suoi stivaloni alti e le sue calze colorate, a catena si scatenerà la corsa alla liberalizzazione dell’abbigliamento: hot pants e mini-abiti, all’insegna dell’anticonformismo  e di una femminilità nuova e totalmente fuori dagli schemi tradizionali.

Nonostante le critiche di grandi stilisti della generazione precedente, prima fra tutti Cocò Chanel, che, pur avendo enormemente contribuito alla modernizzazione della moda e della figura della donna, non riuscì a cogliere la genialità della creazione della Quant, la minigonna si è dimostrata uno dei capi più vincenti nella storia dello stile: ballando ai ritmi degli indimenticabili successi dei Beatles, ha attraversato gli anni ’60 con la grinta e la vitalità tipica della sua ideatrice, seppur con qualche piccolo inciampo, ed ora occhieggia anche a noi fra il caos del cambio di stagione, vittoriosa nella sua impresa di preservare la freschezza giovanile di chi la indossa.

Flaminia Russo

tratto da Looksmart primavera-estate 2013

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