YOOX: recensione, e cronaca

Avevo in mente di scrivere una recensione su Yoox, uno dei più frequentati portali di shopping online, ormai da un po’ di tempo. Ho fatto bene a procastinare (come al solito, o forse no) perché così ho anche occasione di parlare dello “scandalo” che li ha recentemente riguardati.Screenshot_2015-04-28-18-24-48

– Innanzitutto cosa è Yoox? Trattasi di un sito di shopping online, sullo stile di Zalando, ma con un livello di prezzi generalmente più alto, tratta il prét à porter delle grandi marche, ed i brand di medio/alto livello: da Patrizia Pepe a RED Valentino, passando per Balmain, con frequenti sconti e promozioni che consente alle fashion victim di acquistare l’oggetto del desiderio ad un prezzo sensibilmente più basso (sempre in proporzione).

L’applicazione per lo smartphone, in particolare, è decisamente ben fatta (e per questo volevo parlarvene) in quanto sia intuitiva che completa:
Screenshot_2015-04-28-18-23-40Si presenta divisa in sezioni e con la possibilità di passare da una all’altra tramite il menù al lato, sempre apribile.

Se cercate un prodotto specifico è presto fatto, quasi sicuramente lo troverete, con una scheda dettagliata, a questo punto potete procedere all’acquisto in app o salvare il prodotto tra i vostri preferiti, in questo caso Yoox vi avvertirà quando scenderà di prezzo o se dovesse rimanere un unico pezzo.

– Menzione d’onore merita la ricerca dell’app che permette di stabilire il range di prezzo, gli eventuali stilisti da preferire,taglie (compresi mezzi numeri per le scarpe), taglie, stampa, materiali ed il tipo di capo d’abbigliamento che si cerca, con all’interno delle sottocategorie ancora più precise.
Ad esempio, se ho scelto “borse” posso scegliere ulteriormente tra “borse a mano”, “borse a spalla”, “borse a tracolla”, “borse da lavoro”, “zaini e marsupi”.
Se cercate un capo di abbigliamento es “giacca”, automaticamente esclude le altre categorie.
Da ciò si conclude che Yoox è un’azienda che lavora bene, infatti ha un volume d’affari  non indifferente:

“[…]Comparto lusso/abbigliamento in forte rialzo a Milano con Moncler (+4,50%) e soprattutto Yoox (+5,06% a 22,66 euro): quest’ultima mette a segno un notevole rimbalzo in chiusura di ottava, recuperando tuttavia solo una porzione delle ampie perdite subite dal top di fine aprile a 31,42.[…]” La Stampa 8 maggio 2015.

Cosa può andare storto?

Vi chiederete voi, e probabilmente si chiedeva anche il CEO di Yoox, Federico Marchetti, all’indomani della fusione con Net-a-porter che spensierato rilasciava interviste sul radioso futuro proprio e dell’azienda.

Succede che, a quanto pare, la società cui Yoox ha appaltato vari stabilimenti, tra cui quello di Bologna, MrJob facesse lavorare in condizioni inumane le operaie, costringendole a ritmi di lavoro estenuanti senza neanche la possibilità di andare al bagno per non perdere il ritmo di lavoro, imbustando scarpe, vestiti & co a ripetizione tanto da minandone la salute fisica e psichica.

Ma ciò che è peggio è che le vessazioni denunciate dalle operaie non sono legate esclusivamente all’ambito professionale: molestie verbali, fisiche e psicologiche sembra siano state perpetrate ai danni delle lavoratrici dall’ormai ex responsabile dello stabilimento, il quale

“[…]avrebbe vessato e maltrattato per tre anni 11 lavoratrici straniere, con intimidazioni continue, rimproveri, offese, avance sessuali, sottoponendole a condotte umilianti e degradanti. Il pm Beatrice Ronchi gli contestava maltrattamenti, estorsione continuata e tentata violenza sessuale, commessi dal 2011 al 2014[…]”. Da La Repubblica 4 giugno 2015 link: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/06/04/news/abusi_e_umiliazioni_in_fabbrica_a_processo_responsabile_della_coop_mr_job-116030932/

Le autorità competenti indagano, e Yoox nega di essere mai stato a conoscenza dei fatti in esame:

“Fin dall’inizio Yoox ha sempre proclamato la propria estraneità rispetto a quanto denunciano le operaie: «C’è un contratto d’appalto in un magazzino satellite diMr.Job, con lavoratori dipendenti di quest’ultima gestiti in autonomia e sotto la responsabilità di Mr.Job» ha ripetuto più volte la multinazionale fondata da Federico Marchetti, che ha preteso la rimozione di tutti i responsabili maschi nel magazzino dove sarebbero avvenute le molestie. Ma c’è un punto che a Florinda (Babalic, imbustatrice ndr) preme sottolineare: “È la Yoox a decidere i ritmi, chi mandare via, chi punire, chi merita una promozione”, racconta all’HuffPost.
In effetti all’Interporto di Bologna a ordinare i ritmi di lavoro che per i lavoratori Mr Job risultano “insostenibili” è proprio un manager scelto da Yoox, un argentino di nome José Cheein.[…] Cheein, incaricato come Digital Production Director, decide tutto. E la conferma viene dalle mail che spedisce continuamente ai responsabili della cooperativa Mr Job. Mail che chiedono di aumentare i ritmi fino allo stremo: “La produttività richiesta era di 800 pezzi in 12 ore, poi abbiamo abbassato a 700, non avevo capito che abbiamo ancora di più abbassato a 600 ma non sono d’accordo comunque”, si lamenta un giorno scrivendo ai responsabili Mr Job.”

Da Huffington Post 6/09/2014, link:http://www.huffingtonpost.it/2014/07/31/yoox-gestisce-capannoni-mrjob_n_5636635.html

La questione, insomma, è spinosa, certo è che situazioni di lavoro ai limiti dello schiavismo siamo soliti immaginarle in paesi poveri o con un passato di povertà, non certo in Italia, sotto gli occhi del mondo “civile”.

Elisa Yoshitake

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