L’ARTE SECONDO OBEY

L’appuntamento con la nostra rubrica dedicata all’arte e alla moda continua ma oggi abbiamo deciso di lasciarvi sulle spine fino al nostro prossimo appuntamento dedicato alla moda secondo Obey.

Shepard Fairey, meglio conosciuto come Obey, è un artista di strada statunitense. Molti di voi probabilmente lo conoscevano solo come una scritta sui cappellini da rapper. Sono sicura che, ne siate consapevoli o meno, avete già visto almeno un’opera di Obey. Avete presente l’immagine di Barack Obama utilizzata per la sua campagna elettorale del 2008 ? Ecco, l’ha disegnata Obey.
Barack_Obama_Hope_posterArtista di strada, si inserisce a pieno titolo tra quei nomi celebri come Keith Haring e Basquiat ,che hanno dato dignità alla street art. Per ammirare questo tipo di opere non è necessario recarsi in un museo e pagare un biglietto, ma esse convivono con noi dipinte sui muri della città. Una delle sue opere più celebri, oltre al poster dedicato a Obama, è “André the Giant Has a Posse” che rappresenta un famoso lottatore. La scelta di questo soggetto non ha una motivazione ben precisa, ma Obey voleva scatenare una reazione mediatica in tutto il mondo. E possiamo dire che ci sia riuscito. Obey utilizza la tecnica della Sticker Art: la maggior parte delle sue opere sono adesivi.

Una forma d’arte di massa, democratica, facilmente riproducibile in molti esemplari e veloce da attaccare nei luoghi più frequentati della città. Alcuni elementi ricorrenti nella sua estetica sono il colore rosso e scritte ben visibili da graffitaro. Che la sua arte sia politicizzata e che Obey sia, come si suole dire, un artista impegnato, è chiaro anche dal fatto che sul suo sito Obeygiant.com possiamo leggere un vero e proprio manifesto.

Qui Obey va a scomodare addirittura Heidegger. Nel manifesto dichiara di aver scelto di usare gli sticker per incuriosire e far riflettere le persone. Ognuno può trovare un significato diverso ai suoi adesivi, questo rifletterà la personalità dell’osservatore. Aggiunge inoltre che, gli adesivi, da sempre, sono stati visti come una forma di vandalismo o di protesta. E’ curioso invece pensare alla quantità di manifesti pubblicitari che ricoprono le nostre città. Potremmo raggruppare i suoi lavori in:

-Opere impegnate e/o a tema politico :

-Raffiguranti personaggi celebri:

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-Alcune molto interessanti dedicate alle donne nel Medio Oriente:

Se volete approfondire la vita e le opere di questo artista vi consiglio i libri “Chi è Obey? E perchè fa tanto discutere?” di Arnaldi Valeria e “Shepard Fairey in arte Obey”. “La vita e le opere del re della poster art” di Sabina de Gregori.

To be continued…

Chiara Martano

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