I falsi miti sull’abbronzatura

Facciamo del bene e ribadiamo una volta per tutte che la protezione solare non vi impedirà di abbronzarvi, ma vi aiuterà a scongiurare il rischio di un melanoma quindi, mettetela.

Detto ciò, ci sono una serie di falsi miti duri a morire che riguardano l’esposizione al sole:

Fonte: sito di Eucerin

1) Applicando un elevato fattore di protezione è possibile esporsi tutto il tempo che si desidera
Per mantenere costante la protezione iniziale è necessario riapplicare i solari con frequenza, soprattutto dopo bagni in mare o docce, o comunque in accordo con il FP utilizzato. In ogni caso, è sempre preferibile evitare scorpacciate di sole durante le ore più calde.

2) Una volta abbronzata, la pelle non necessita più di protezione
Anche la pelle scura deve essere protetta, sebbene con filtri inferiori rispetto a quelli impiegati durante i primi giorni dell’esposizione. L’abbronzatura infatti rende la pelle più resistente alle scottature, ma non la protegge dall’invecchiamento cutaneo.

3)Strofinando la pelle, l’abbronzatura se ne va
Nulla di più sbagliato: al contrario, sono consigliati uno o due scrub alla settimana su tutto il corpo per eliminare le cellule morte. Il risultato è un’abbronzatura più omogenea e luminosa.

4) Per il viso è idonea la comune crema con filtro 15 impiegata normalmente in città durante tutto l’anno
Errato, perché i “semplici” prodotti d’uso quotidiano sono formulati per proteggere dal fotoinvecchiamento, non dalle scottature, mentre le creme solari contengono filtri e principi attivi specifici contro l’azione nociva dei raggi UVA/UVB.

5) Lampade abbronzanti prima di esporsi al sole contribuiscono a evitare scottature
La pigmentazione data dalle lampade UVA è solo superficiale: non conferisce alla pelle lo stesso livello di fotoprotezione che si ottiene invece con i raggi solari. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha deciso di alzare il livello di rischio delle apparecchiature Uv passandole dalla categoria “probabili cancerogeni” a quella di “cancerogeni per l’uomo”. Quando si va a fare una lampada bisogna comportarsi come quando si prende il sole: occorre procedere con gradualità. Meglio darsi una regolata e, in caso di dubbi, chiedere al dermatologo.

6) La predisposizione all’eritema solare è congenita
In questo tipo di reazione al sole gioca un ruolo determinante la predisposizione, ma l’eritema solare può anche essere la conseguenza di esposizioni incontrollate o dell’impiego di prodotti sensibilizzanti.

7) Il sole asciuga acne e brufoli
I raggi solari migliorano solo apparentemente l’acne: nell’immediato, imperfezioni e brufoli sembrano scomparire, ma alla fine della stagione estiva può verificarsi un peggioramento delle lesioni acneiche e dei punti neri. È fondamentale applicare prodotti con filtri solari elevati, non comedogenici.

Elisa Yoshitake

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2 pensieri su “I falsi miti sull’abbronzatura

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