REVIEW: Correttore Istant Age Rewind Maybelline

Nome: Correttore Istant Age Rewind – Light, Nude e l’infiltrato Faircorrettore

Marca: Maybelline

Prezzo: euro 8,71 circa

Quantità: 6.8 ml

Scadenza: 6 mesi

Descrizione: per recensire questo benedetto correttore in maniera completa c’è stato bisogno di una collaborazione a ben sei mani, perciò preparatevi psicologicamente al concertino che stiamo cercando di orchestrare.

Il packaging è costituito da un cilindro di plastica trasparente, così che si possa vedere il contenuto ancora disponibile, con un amabile ghiera ruotabile che permette la fuoriuscita di prodotto. Qui abbiamo la prima grande pecca: tecnicamente sarebbero necessari ben 8 GIRI di ghiera per prelevarne la quantità consigliata – roba che nel giro di 4 giorni ci ritroveremmo inevitabilmente a secco. La seconda pecca, ancora peggiore della prima, è la modalità con cui i signori della Maybelline hanno ben pensato di applicare ‘sto benedetto coso sui nostri innocenti visetti: una  SPUGNETTA. Io, Gaia e Lidia abbiamo avuto più o meno la stessa reazione di orrore al pensiero dei villaggi turistici per batteri che si possono essere sviluppati nei nostri rispettivi Instant Age Rewind; il dramma è che non abbiamo modo di porre rimedio alla situazione, vista l’ovvia impossibilità di rimuovere la fonte del danno e lavarla.

Le tonalità che la sorte ha condotto fra le nostre fameliche dita sono la Light e la Nude – disponibili in Italia – e la Fair, immigrata dagli USA. La sottoscritta, da brava contadinotta con colorito degno di Carlo Conti, si è chiaramente buttata sulla Nude; Gaia e Lidia, invece, nobildonne settecentesche, possono vantare un incarnato ai limiti dell’eburneo, e si sono perciò orientate verso le più chiare tonalità Light e Fair. La differenza fra queste ultime sta principalmente nel sottotono: Light, infatti, è adatto alle ragazze con sottotono dorato, mentre Fair è decisamente più rosa (vedere foto per credere). Nude, com’era prevedibile, è a base calda e per mediterranee dure e pure come la sottoscritta, visto che è mooooolto più scuro dei fratellini.

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Le tre tonalità swatchate da Gaia e da me. Do you Ringo?

La coprenza è andata incontro alle esigenze di solo una fetta della giuria  e, visto che ormai conoscete le mie occhiaie da panda, potete intuire sin da ora chi sia la sfigata che non può dirsi totalmente soddisfatta della prestazioni. Le cronache narrano che se la cavi più che bene su occhiaie tendenzialmente leggere, cominciando a zoppicare su occhiaie più marcate. Nel mio caso specifico, poi, tendeva un po’ a ingrigire la zona occhi, il che non è certo una nota a suo favore. L’idratazione è praticamente nulla, sappiatelo e non fatevi illudere dal nome che promette miracoli in questo senso: su pelli mature non eccelle, purtroppo. La durata però la salviamo, visto che riesce a reggere tranquillamente mezza giornata senza finir troppo nelle pieghette o svanire in una nuvola di fumo.

INCI:

Immagine AQUA (solvente)
Immagine CYCLOPENTASILOXANE (Silicone volatile)
Immagine DIMETHICONE (antischiuma / emolliente)
Immagine ISODODECANE (emolliente)
Immagine GLYCERIN (denaturante / umettante / solvente)
Immagine PEG-9 POLYDIMETHYLSILOXYETHYL DIMETHICONE (emulsionante / condizionante cutaneo)
Immagine BUTYLENE GLYCOL (umettante / solvente)
Immagine DIMETHICONE CROSSPOLYMER (stabilizzante emulsioni / fissante capelli / additivo reologico)
Immagine NYLON-12 (opacizzante / viscosizzante)
Immagine DISTEARDIMONIUM HECTORITE (stabilizzante / additivo reologico)
Immagine CYCLOHEXASILOXANE (emolliente / condizionante capelli / condizionante cutaneo / solvente)
Immagine PEG-10 DIMETHICONE (condizionante capelli / condizionante cutaneo)
Immagine CETYL PEG/PPG-10/1 DIMETHICONE (emulsionante / condizionante cutaneo / tensioattivo)
Immagine PHENOXYETHANOL (conservante)
Immagine SODIUM CHLORIDE (viscosizzante)
Immagine POLYGLYCERYL-4 ISOSTEARATE (Emulsionante)
Immagine CAPRYLYL GLYCOL (emolliente / umettante)
Immagine DISODIUM STEAROYL GLUTAMATE (condizionante capelli / condizionante cutaneo / tensioattivo / detergente)
Immagine ETHYLHEXYLGLYCERIN (Conservante, battericida)
Immagine METHYLPARABEN (conservante)
Immagine LYCIUM BARBARUM FRUIT EXTRACT (astringente / condizionante capelli / condizionante cutaneo)
Immagine CHLORPHENESIN (conservante)
Immagine ETHYLPARABEN (conservante)
Immagine ALUMINUM HYDROXIDE (emolliente / umettante / viscosizzante)
Immagine PEG-9 (umettante / solvente)
Immagine N-HYDROXYSUCCINIMIDE (condizionante cutaneo)
Immagine PALMITOYL OLIGOPEPTIDE (additivo biologico)
Immagine CHRYSIN (condizionante cutaneo)
Immagine PALMITOYL TETRAPEPTIDE-7 (condizionante cutaneo)

Può contenere:
Immagine CI 77891 (colorante cosmetico)
Immagine CI 77491 (colorante cosmetico)
Immagine CI 77499 (colorante cosmetico)

Giudizio: positivo

Pro: adatto a occhiaie leggere e a pelli non eccessivamente segnate o secche. In più ha una buona durata e, se acquistato fuori dall’Italia, anche una buona scelta di colori.

Contro: il drammatico INCI, il totalmente assente effetto Anti-age, la poca idratazione. La spugnetta CE FA SCHIF’, e la mancata esistenza, su modello delle mezze stagioni, delle mezze tonalità che invece sarebbero più che necessarie pure.

Voto: 7

Flaminia Russo, Gaia Ravazzi e Lidia

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Il romics è per tutti

Donne e fumetto.Due universi così lontani e così vicini al tempo stesso.Oggi vogliamo condividere una riflessione di Federica, blogger di Indaco&Cannella, in merito al vero valore di una convention della portata del Romics,che avverrà a breve nella capitale.

Originally posted on Indaco&Cannella:

il romics e’ per tutti

Siccome credo che uscire ogni tanto fuori dalla propria comfort zone sia fondamentale per crescere e per ampliare i nostri orizzonti, esattamente un mese fa ho deciso di esplorare un mondo a me sconosciuto: quello del Romics.

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Per chi non lo sapesse, il Romics è una fiera sul fumetto che si tiene due volte l’anno a Roma, quattro giorni ininterrotti di spettacoli ed eventi. Dire che riguarda esclusivamente il fumetto mi sembra riduttivo: abbraccia non solo il mondo dei comics ma anche quello dei videogiochi, del cinema, dei cartoni animati e delle anime giapponesi, dei manga e della televisione. Importanti case editrici e collezionisti arrivano da ogni parte d’Italia per prendere parte alla manifestazione, così come le tante persone comuni che decidono di lasciare la loro vera identità a casa per passare un giorno nei panni del loro personaggio preferito: il cosiddetto cosplay. Per quel preciso weekend non si è più Mario Rossi da Pescara, ma Thor, un personaggio della Disney o un protagonista di un telefilm.

Dal 2001 (anno della prima edizione) ad oggi, il Romics è cresciuto in maniera esorbitante. Da un solo appuntamento annuale, quello di ottobre, il successo riscosso ha portato gli organizzatori a raddoppiare l’appuntamento anche ad aprile. Per darvi un’idea di quanto sia frequentato, proprio l’ultimo tenutosi quest’anno ha battuto il record di presenze: 180.000 visitatori, 30.000 in più rispetto alla scorsa edizione. Crazy, eh?

Adolescenti e cinquantenni, uomini e donne, single e famiglie al completo, da soli o in compagnia, appassionati o curiosi chiaramente estranei al mondo del fumetto: il Romics fa impazzire tutti e me ne sono resa conto non appena ho varcato l’entrata della Nuova Fiera di Roma, il polo della capitale che ospita l’evento. Anzi, l’ho capito ancor prima, quando studiavo la diversità delle persone che erano in treno con me. Nel mio vagone, pieno di parrucche color acquamarina, vestiti merlettati e trucchi eccentrici, si sentivano accenti del nord e del sud, madri che rimproveravano i figli con fermezza e ragazzi che si lamentavano della loro professoressa di chimica, bambini che piangevano e uomini di mezza età che parlavano con la loro voce profonda e distinta.

Quando si entra nella fiera, sembra di entrare in un mondo parallelo dove ognuno è chi sceglie di essere, un posto dove ci si consiglia, si parla di ciò che appassiona e si creano nuove amicizie. Con in sottofondo le musiche tipiche dei cartoni animati giapponesi, si passeggia per i corridoi esibendo i propri costumi, che siano super elaborati o arrangiati il giorno prima non ha importanza.

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Il Filo di Arianna: Weird Things Costumers Say in Bookshops di Jen Campbell

Titolo: Weird Things Costumers Say in Bookshops   p22055668

Autore: Jen Campbell

Genere: Umoristico

Chi può apprezzarlo: Chi fa della massima di Bukowski “La gente è il più grande spettacolo del mondo.E non si paga nemmeno il biglietto” la propria legge di vita.

Chi non lo amerà:Chiunque abbia bisogno di una trama per apprezzare un libro pienamente.

Citazione:

“CUSTOMER: Hi, I just wanted to ask: did Anne Frank ever write a sequel?
BOOKSELLER: ……..
CUSTOMER: I really enjoyed her first book.
BOOKSELLER: Her diary?
CUSTOMER: Yes, the diary.
BOOKSELLER: Her diary wasn’t fictional.
CUSTOMER: Really?
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Balkis-quasi-senza-testa (o Come riparare il vostro rossetto decapitato )

A chi non è mai successo di trovare il rossetto preferito reciso a metà?
Se c’è qualcuna che può vantare un evento del genere shame on you campana, perché tutta la sfiga che è stata risparmiata a voi è chiaramente stata data in dotazione alla sottoscritta.

OVVIAMENTE quale potrà mai essere l’ innocente rossettino che la sorte ha voluto cercare di strappare dalle mie amorevoli cure, se non il preferito del momento, il primogenito, colui che si prospettava mio compagno nella stagione fredda? Sì, parlo di lui: il povero Balkis.

Sorvolando sul rantolo di disperazione che ho emesso quando mi sono accorta del disastro (che poi pure io che posso volere, a portarmelo costantemente dietro era inevitabile che accadesse), dopo appena quattro/cinque ore di lamentele ho deciso di rimediare alla situazione come meglio potevo e di informarmi sulle tecniche per sistemare il suddetto rossetto in fin di vita.

La prima modalità che ho scovato penso si adatti soltanto a chi non ha problemi ad applicare il rossetto in questione con un pennellino, che sia per abitudine o perché il prodotto non è proprio un must quotidiano e se anche quella volta che decidete di indossarlo ci passate qualche minuto in più non muore nessuno. In parole povere, si stacca definitivamente il rossetto, avendo cura di prelevare con una spatolina o un qualunque altro attrezzo sufficientemente sottile anche ciò che resta all’interno del pack, e lo si squaglia. Come? La maggioranza dei post che ho letto in merito lo ripongono in un cucchiaio – io vi consiglierei di usarne uno da tavola, a meno che il prodotto non sia proprio pocopoco – scaldandolo poi con la fiamma di un accendino o di una candela fino a liquefarlo (attenzione a non scaldarlo troppo, ovviamente!). Una volta sciolto basta travasarlo in un qualunque contenitore, lasciandolo raffreddare per qualche ora.

Il secondo metodo è quello che maggiormente si adatta alle mie necessità: applicare un rossetto con le dita è improponibile, a mio parere, ma allo stesso tempo Balkis è talmente versatile da rendermi impossibile non desiderare di usarlo nel 95% delle occasioni in cui metto il naso fuori di casa. E che fai, ti porti costantemente dietro il pennellino labbra, dileguandoti per 3 ore per andarlo a riapplicare? Non se ne parla proprio.

BUGIA.

Quindi, armatevi di buona pazienza e di tranquillità e cominciate l’opera di sutura.

In primo luogo, anche in questa modalità è necessario decapitare definitivamente il povero rossetto: un colpo netto e tac! Balkis ha perso la testa. Sentendovi in colpa come una madre che abbia fatto fuori il proprio figlio preferito, tornate a rivolgervi alla fida candela, fata madrina di noi ciompette: scaldate con cautela la base del rossetto, non tanto da scioglierlo del tutto e bruciare anche la plastica/metallo del packaging ma a sufficienza perché il prodotto cominci a liquefarsi, rendendo così possibile l’opera di riattaccamento (eh?). Quindi riaccostate rapidamente le estremità separate, facendo leggermente pressione perché si uniscano. Il consiglio è di lavorare

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indossando dei guanti per evitare di impastrocchiare tutto ciò che c’è nelle vicinanze, e magari premunirsi di tovagliolo/ scottexbenedetto/ qualsiasi cosa risparmi la superficie su cui state lavorando dall’uscire fuori maculata. Una volta soddisfatte della presa messa in atto fra moncherini potete passare un’ultima volta il tutto sulla fiamma, richiudere e riporre in frigorifero per qualche ora. Io l’ho lasciato una giornata, visto che non si sa mai (non perchè mi ero dimenticata di toglierlo, nono).

Metto le mani avanti: ho dovuto provare questa tecnica 3-4 volte prima di riuscire nell’intento, ma alla lunga l’ho spuntata io, nonostante la manualità da alpaca ubriaco. Abbiate fede e tentate!

Il Profumo ~ storia, evoluzione, attualità.

Il fascino eterno del profumo e la sua storia. Condividiamo oggi un articolo di Racconti del Passato che parla del compagno per eccellenza di ogni donna. Un monito per ogni ragazza e donna: non abusatene troppo perché altrimenti sarete oggetto delle maledizioni di tutti i malcapitati in ascensore dopo di voi #truestory

Racconti dal passato

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Storicamente….

alabastronIl Profumo (dal latino per, “attraverso”, e fumum, “fumo” attraverso il francese parfum) è una miscela a base di alcool o sostanze oleose, con sostanze odorose, il cui uso è principalmente quello di procurare sensazioni olfattive gradevoli, che stimolino un senso di benessere.

I cosmetici profumati come il Kyphi erano già conosciuti ed utilizzati dagli Egizi circa 5000 anni fa, come attestato da rinvenimenti archeologici nel sito di Luxor, vennero largamente utilizzati da tutti i popoli del Mediterraneo antico, dai Greci, dai Romani e dagli Arabi.

bottiglie-di-profumo-romano-I-III Bottiglie di profumo epoca romana

Durante questa fase storica lo scopo principale era proteggere la pelle dal sole ed infatti quasi tutti i profumi erano a base oleosa con aggiunta di aromi vegetali, tra i più utilizzati si potevano trovare: la mirra, l’aloe, l’incenso, il benzoino, il nardo e il terebinto. Alcuni erano coltivati dai Sabei ed altre popolazioni vicine, zona ora…

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The curvy diary: 6 outfit Violeta by Mango (parte prima)

Mettiamo subito in chiaro una cosa, la più importante: non sono una fashion blogger e non ho le carte in regola per diventarlo, nonostante mi piaccia curiosare sui profili di chi ne ha fatto una vera e propria professione.

Il motivo per cui ho deciso di scrivere questo post è uno solo: farvi entrare nella mente di una persona sovrappeso quando va a fare shopping.

Si parla tanto di “curvy”, di “morbidezze” e di “ciccia in eccesso”, ma il problema spesso è come se ne parla. Non dico di additare ogni piccola imperfezione con fare da Inquisizione spagnola, per carità, ma non dico nemmeno di chiudere gli occhi davanti a quelli che spesso sono i rischi che si possono correre.

Chiudiamo la parentesi subito dopo averla aperta: se una persona è in salute e sta bene con se stessa, agli altri cosa dovrebbe interessare del suo aspetto fisico? Sono una appassionata seguace della filosofia “Vivi e lascia vivere!”, ma sono anche una sostenitrice della filosofia per cui le aziende di abbigliamento dovrebbero ricordarsi più spesso di fare taglie più umane e meno aliene.

Vi è mai capitato di provare a indossare un pantalone della vostra taglia e non riuscire a far passare nemmeno la caviglia?
Vi è mai capitato di trovare il vestito dei vostri sogni ma non riuscire a chiudere l’ultimo pezzetto di lampo? Continua a leggere

16 Luscious Italian Words And Phrases You Need In Your Life

Che l’Italia abbia il suo indiscusso e meritato fascino è cosa risaputa, che gli stranieri siano vittime del suddetto fascino anche, quindi nessuna sorpresa che Buzzfeed abbia fatto una gallery molto stile tumblr sulle 16 parole che in italiano esistono e in inglese no:

16 Luscious Italian Words And Phrases You Need In Your Life

quello che sorprende sono le parole scelte da Buzzfeed, alcune desuete (meriggiare, andiamo!) altre fin troppo recenti (apericena).

Chi ha studiato una lingua straniera lo sa: una delle prime cose che lo studente italiano (ma penso valga un po’ per tutti) fa è provare a tradurre tutte le espressioni italiane o dialettali di fatto intraducibili, ottenendo un indubbio effetto comico. Tutto ciò è per dire che, cari amici di buzzfeed, capiamo i vostri sforzi e comprendiamo.

Ciò premesso, che cavolo è il culaccino?

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Settembre, parole d’ordine: mai ‘na gioia e SERIE TV

Siamo nel mese del mai ‘na gioia per eccellenza: è finita l’estate, l’abbronzatura svanisce, il richiamo della palestra incombe e quello della dieta anche, ma soprattutto c’è quel maledettissimo mostro della sessione autunnale dietro l’angolo.

Sì sì, quello che sta dietro le vostre spalle quando vi voltate, quello dietro lo schermo del pc quando cazzeggiate su Facebook, quello che vi invia gli allarmi sullo smartphone per ricordarvi che la prenotazione per il secondo appello è aperta. Quel bastardo lì. E allora come consolarci? Come riempire le nostre deprimenti serate casalinghe, fatte di infradito, smalto rovinato e abbigliamento anti-sesso, in questi afosi giorni di studio e avvilimento? SERIE TELEVISIVE.

Vi avverto, io sono il diavolo tentatore, colei che venera questo genere di intrattenimento e che vi farà passare al Lato Oscuro, se siete deboli di carattere o semplicemente facili da accalappiare. Perché le serie tv sono belle, sono rilassanti, sono accattivanti e sanno come prenderci, teletrasportandoci nei loro mondi e facendoci dimenticare del nostro, inclusi i problemi (e gli esami) che ne fanno parte.

E perché proprio settembre? Ovviamente per via delle numerose premiere degli altrettanti show televisivi, alcuni nuovi di zecca pronti per essere assaporati, altri che ci propongono la stagione successiva a quella che ci ha fatto emozionare fino a qualche ilmese fa (E poi, si è appena conclusa la 67esima edizione degli Emmy, non c’è qualche titolo che vi ha incuriosito? Apparte la gallery di LookSmart sul red carpet ndr).

Ecco la mia top#8, le 8 serie che vi suggerisco, alcune nuove, appena sfornate, altre lavate con Perlana. (Direi top#10, ma è inutile che mi metta a discutere su Game Of Thrones e su Breaking Bad. Vero?!)

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Empire appartiene a quella categoria di serie televisive che se non l’hai vista non hai capito niente. È un musical drama, quindi oltre a inserirci violentemente nella vita privata di un magnate della discografia e della sua famiglia, ci incanta con delle impressionanti canzoni inedite, un misto tra soul e hip-hop, cantate dai protagonisti ma anche dagli special guests, come Courtney Love, Rita Ora e Snoop Dogg (o Lion?). Continua a leggere

La genealogia dello zainetto

NB: Questo articolo è nato dalla collaborazione con Zai.net, la rivista madre che ci ha dato la possibilità di dare vita al progetto editoriale di Looksmart.Se vi va passate a dare un’occhiata alla loro versione multimediale la trovate su Apple e Android.

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Se una cosa è preceduta da “keep calm” devi farla, it is known

I ragazzi sono fortunati, fortunatissimi. La loro vita entra nello spazio microscopico di una tasca, due: portafoglio, chiavi varie e l’immancabile – e enorme- smartphone che sbuca fuori da ogni dove.

La vita delle ragazze è diversa, crescendo si comprano le prime borse e borsette di ogni foggia e dimensioni, talmente piene da sviluppare un nuovo tipo di scoliosi: la schiena storta da borsa. Una patologia rara delle ragazze che non riescono a spostare la propria borsa dalla spalla destra alla spalla sinistra che risultano quindi immancabilmente piegate da un lato a mo’di torre di Pisa.

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A noi bambini degli anni 90 e primi 2000  hanno insegnato che zaini e marsupi sono IL MALE SCESO IN TERRA, l’orrendo lascito degli appariscenti anni 80. Crescendo si sono create due fazioni: quelle a favore dello zainetto Invicta prima generazione e quelle che abolirebbero anche l’utilissimo zaino dei Pokemon dei bambini delle elementari. Continua a leggere

The Creeper: la nuova collezione di Rihanna per Puma 

Vi piace Rihanna ed il suo stile particolarissimo? Bhe a noi sì, perciò dobbiamo rendervi partecipi del fatto che ha appena creato una collezione per Puma, leggete qui:

The Trendy Diary

In data 15 settembre è iniziata la collaborazione tra il brand Puma e la bellissima Rihanna.La cantante, nominata creative director del marchio, ha disegnato la sua prima collezione di sneakers chiamata Creeper.

Obiettivo principale è quello di riportare in auge la musica e la moda dell’epoca punk che ha caratterizzato la fine degli anni ’80, coniugandola alla tradizione sportiva di PUMA.

Ecco che il modello più tradizionale di senaker del brand, viene modificato con l’uso della suola platform (o creeper) abbinata alla classica tomaia in suade.

Nella campagna per il lancio della collezione, Rihanna è stata fotografata con Travi$ Scott, suo amico e anche produttore discografico.
Il modello Black/White, in edizione limitata, è già in vendita sul sito Puma, mentre a partire da venerdì 18 settembre lo sarà in alcune boutique selezionate dal brand. Per poterle acquistare nelle nuance Black/Black/Gum e Gum/Gum si dovrà invece aspettare…

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