72esima BIENNALE DI VENEZIA: tra i Fantastici Quattro, i film in gara e Johnny sul red carpet

L’Esposizione Internazionale d’arte di Venezia ha riaperto i battenti per la sua 72esima edizione, siamo già al quinto giorno, il tifo per i vari lungometraggi c’è, i critici pronti a sparare anche sulla Croce Rossa anche. Ma cosa ci propone quest’anno la leggendaria Biennale?

Ad aprire il sipario c’ha pensato il cineasta islandese Baltasar Kormakur con Everest, un film narrante la tragica storia della spedizione sulla nota vetta avvenuta nel 1996. Sebbene questo nome non sia familiare ai più, le pellicole di Kormakur hanno sempre raggiunto ottimi risultati al botteghino – nonostante le tematiche forti – e stavolta lo troviamo a dirigere la coppia Jake Gyllenhaal-Keira Knightley.

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“Everest”, Kormakur

Tra le 22 pellicole in gara, troviamo quattro italiani: Marco Bellocchio con Sangue Del Mio Sangue, Piero Messina, assistente di Paolo Sorrentino per This Must Be The Place e La Grande Bellezza, che presenta la sua opera prima, L’Attesa, che propone una Juliette Binoche nei panni di una donna siciliana alle prese con un incontro inaspettato durante un periodo di stallo nella sua vita; Giuseppe Gaudino che dirige Valeria Golino in Per Amor Vostro e Luca Guadagnino con A Bigger Splash, film dal cast internazionale – e insolito-: come protagonista a fianco del celeberrimo Ralph Finnes (tra i molti, Il Paziente Inglese e Gran Budapest Hotel), Guadagnino sceglie niente poco di meno che Dakota Johnson, la stella delle chiacchieratissime Cinquanta sfumature, una scelta più lungimirante che artistica, direi.

“L’Attesa” di Piero Messina

In ogni caso, siamo tutte qui a dare maggior sostegno possibile ai nostri Fantastic Four, vista la disfatta totale della Triade Moretti-Sorrentino-Garrone a Cannes.

Lo ricordiamo per chi se lo fosse perso: quest’anno a Cannes sono accaduti avvenimenti importanti e contrastanti. Non si vedevano tre italiani in gara, tra cui un neo premio Oscar – Sorrentino, La Grande Bellezza– da più di vent’anni, ma, nonostante questo e nonostante i pronostici positivi enunciati dai più esperti, siamo tornati a casa a mani vuote. Ancora non è chiaro a cosa sia stato dovuto questo enorme flop generale, anche se alcuni critici sono convinti che, se non Sorrentino, almeno Garrone col suo Racconto Dei Racconti arriverà alle nomination dell’Accademy. Io sono per Youth – La Giovinezza, ma a questo punto chiudo gli occhi, incrocio le dita e mi convinco che la speranza sia l’ultima a morire…

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“A Bigger Splash”, Luca Guadagnino

Il Festival veneziano accoglie anche due premi Oscar, Tom Hooper e Charlie Kaufman, che presentano rispettivamente The Danish Girl e Anomalisa. The Danish Girl si presenta come un film carico d’aspettative: Eddie Redmayne, premio Oscar al miglior attore 2015 per La Teoria del tutto, solo lo scorso anno ci è apparso come una rivelazione del grande schermo e, proprio a causa della prematura candidatura e vittoria della statuetta, ci immaginiamo e pretendiamo che la sua performance sia come minimo ottimale. D’altronde, il suo personaggio, la sceneggiatura e l’ambiente della storia lo aiutano: Copenaghen anni ’20, una coppia di artisti, lei ritrae lui sotto spoglie di donna ma lui si trova a suo agio, talmente a suo agio da decidere di cambiare sesso. Questa pellicola narra la storia – vera – del primo transessuale, Lili Elbe, e la trasformazione fisica di Redmayne è impressionante. Che questo ruolo gli possa valere una seconda candidatura?

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Sulle luci scintillanti del red carpet, invece, brillano sopra tutti Johnny Depp e Amber Heard, quest’ultima in gara con The Danish Girl (in cui ha una parte secondaria, grazie al cielo).

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La coppia ha sfoderato tutto il romanticismo sfoderabile: i novelli sposi ci hanno reso partecipi della loro complicità con sguardi affiatati, abbracci, qualche bacio. E anche le fan più ostinate e gelose del nostro pirata preferito hanno ceduto a un sospiro sognante.

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L’unica pecca, purtroppo assolutamente non sorvolabile, è stata proprio la sua apparizione… Depp sembra completamente cambiato, gonfio, ingrassato, pallido, invecchiato – e assolutamente mal vestito!! -. Che ti è successo, Johnny? Ma, soprattutto, chi ti vuole talmente male da averti mandato in giro conciato così? Sul web sono partite le innumerevoli critiche amare: “sembra Tonio Cartonio”, “appare un pino selvatico in lontananza”, “questo è quel che succede a lasciare una bruna per una bionda” sono i commenti più quotati. Io, da tua antica amante, ti rivolgo un appello, o mio divino: se questo è l’effetto che ti fa una bella ventenne bisessuale, ti prego, torna con Vanessa Paradis, con Kate Moss oppure ritatuati Winona Forever sul braccio, torna a dar fuoco ai locali, a suonare con l’ultimo sopravvissuto dei fratelli Phoenix, a strafarti come se non ci fosse un domani… Ma ti scongiuro,  JOHNNY, RIPRENDITI! Con amore, la tua…

Claudia Castaldo

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