Vintage-mania: la moda passa, lo stile resta

Poche settimane fa. Brick Lane. Il luogo più hipster di Londra, culla della street art e della moda vintage. Poi ci sono io,  una bambina entusiasta persa in un parco giochi di mercatini, capelli colorati, look eccentrici. Tra un innamoramento fugace e l’altro, tra un “perché io vestita così sembro stupida e lei (ragazza stilosa random) invece è pazzesca?”, non ho potuto resistere. Mi sono concessa un acquisto, ponderato e limitato, fra i mille che avrei fatto se avessi avuto in tasca la carta di credito di Enzo e Carla. Una felpa stile anni ’80, taglio crop e manica lucida/cangiante in acetato. Non vi interessa, lo so, ma mi sembrava giusto concludere il discorso. Ancora più giusto, è aprire un’indispensabile parentesi: tra pezzi davvero vintage e accessori fatti a mano, occhio alle etichette tagliate: qua e là ho riconosciuto qualche articolo di H&M spacciato per un pezzo da collezione e venduto anche a più di quanto fosse stato pagato. Dopo questo lungo preambolo, passiamo al vero articolo (Oh no! Avete letto dieci righe superflue! È che vi rendo partecipi del flusso di pensiero che mi porta a scrivere).

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Brick Lane

La riflessione scaturita da una giornata a Hipsterlandia all’insegna del vinile e delle tute acetate, oltre al fatto che dovrei svuotare l’armadio di nonna e potrei farne una fortuna, è piuttosto un’analisi sociale da diversi punti di vista. Quanto realmente capiamo di ciò che la moda ci propone e, soprattutto, ripropone? L’anno scorso guardavamo un video di Cindy Lauper e pensavamo “o mio Dio come si conciava la gente”, oggi,  col calzino di spugna bene in vista, andiamo alla ricerca del Levi’s a vita alta. Negli anni ‘90 pancia scoperta e vita bassa, nel 2000 maglie oversize e poca carne in mostra, nel 2015 pancia di nuovo scoperta, ma solo un po’, senza ombelico.

Copri sopra scopri sotto, scopri sopra copri sotto, scopri tutto.

Dopotutto, la moda è questo. La moda è attingere, la moda è ispirare, la moda è rendere omaggio, la moda è reinventare. E’ tutto già esistito. La moda ci rende incoerenti, ci rende ingenui. Il suo fascino vi farà sempre fare un passo falso, vi farà sempre indossare qualcosa che in precedenza avete criticato. Troverete la giustificazione adatta, per continuare a credervi anticonformisti convinti e incorruttibili. Poveri illusi.

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Avere qualcuno (o meglio qualcosa) che ci concede, oggi, di indossare una gonna longuette con un paio di sneaker senza sembrare ridicoli, è così diabolicamente irresistibile. L’importante è non navigare nell’ignoranza. Sapere che le tendenze di oggi provengono dalle tendenze di ieri, che il passato è un pozzo senza fondo da cui pescare, reinterpretare e personalizzare nuove idee, nuovi stili, nuovi abbinamenti. E’ qui che sta la personalità, non siate passivi, Non copiate la forma senza conoscere il contenuto, non pensiate che il trend urban sia spuntato da un giorno all’altro negli store di Brandy&Melville, “spulciate” un po’ nella storia delle subculture.

Sapere rende liberi, diceva il buon vecchio Socrate.

Non si tratta semplicemente di riproporre in chiave moderna una tendenza del passato, né di fare shopping di seconda mano al mercatino dell’usato, anche perché, in quel caso, fareste grandi affari, mentre il vintage richiede molto tempo e non meno denaro. Il suo valore, infatti, cresce in maniera esponenziale. Troppo facile altrimenti. L’importante è riconoscere la differenza.

La linea sottile tra vintage e vecchio sta tra qualcosa di raro e ancora oggi prezioso, e qualcosa di semplicemente antico e demodé, superato e non più interessante. Basta pensare a un vino d’annata, lasciato invecchiare trent’anni, e per questo considerato pregiato, e un vino conservato più del dovuto, che sfortunatamente sa solo di tappo. L’oggetto vintage ha un valore riconosciuto, di culto, irriproducibile, che spesso fonda le sue radici nella qualità e nella produzione dei materiali che purtroppo, oggi, non è più cosi curata e non soddisfa a pieno il rapporto col prezzo, perfino nei più grandi brand di lusso.

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Credits What I wore

Ancora diverso è il retrò, che può essere attuale ma di gusto passato, un’automobile può avere delle linee che ne ricordano il modello storico, mantenendo invece tecnologia e innovazione dei nostri tempi.

Insomma non è così difficile, bisogna solo scegliere con consapevolezza evitando l’effetto cheap; se sembrate la copia senza rughe di vostra nonna ve ne dovreste pure accorgere, qualcosa evidentemente è andato storto. Siate furbi allora e sfoggiate il vostro outfit con disinvoltura e una buona dosa di autoironia, che non guasta mai.

Francesca Mogioi

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