Vedere i film nuoce gravemente alla salute – delle persone emotive –

Nel tempo libero mi piace sedermi sul divano e guardare un bel film. Potrebbe risultare una frase banale, se non fosse che ad esprimerla sia una persona come me.

C’è chi li vede per noia, chi lo fa per addormentarsi, chi li apprezza senza sbilanciarsi troppo. Ci sono persone che vedono film solamente per farsi un sano pianto di sfogo, quelli che lo fanno per non pensare, quelli a cui serve un passatempo dopo cena.

Poi ci sono le persone emotive, che durante quei 120 minuti circa si immergono nello schermo e vivono con i personaggi le loro vite, io faccio parte di quest’ultima categoria. Accompagnati dalle migliori colonne sonore, camminiamo per le strade di New York, per Central Park, nella fredda natura dell’Alaska insieme a Supertramp, su spiagge incontaminate e paradisiache o in qualche paesino europeo dall’aria autunnale, bevendo caffè a portar via.

Ci immedesimiamo, proviamo le emozioni del personaggio che sentiamo più a noi vicino, e alla fine, quando ci rendiamo conto che ai titoli di coda quel che ci rimane è una pila di piatti da lavare e un libro da studiare, ci sale una malinconia infinita,oltre che un pianto singhiozzante con tanto di sguardo fisso verso lo schermo nero con le scritte bianche in movimento. Iniziamo a pensare alla nostra vita, alle nostre giornate, a quanto siano piatte e monotone in confronto alle avventure e alle storie dei protagonisti dei nostri film.

Questo è quello che succede post-visione. Ai più sembrerà una scena esagerata, “tanto è solo un film”, eppure di persone così al mondo ce ne sono, e, per fortuna, qualcuna è mia amica.

L’ultimo post-movie feel l’ho avuto la settimana scorsa dopo aver visto Begin Again (alias “Tutto può succedere”), commedia musicale/romantica di John Carney, con Mark Ruffalo, Keira Knightley e Adam Levine. Apparentemente una pellicola scialba con una trama vista e rivista, mi ha sorpreso proprio perché sottovalutata: dato che di questi tempi commedie romantiche brillanti non ce ne sono, intese in modo da poter essere paragonate a Harry ti presento Sally o A piedi nudi nel parco. Non aggiungo altro per evitare spoiler, però vi consiglio vivamente di vederlo o almeno di ascoltare la sua colonna sonora.

Questo è stato solo l’ultimo di una lunga serie: a partire da Il matrimonio del mio migliore amico a Le ali della libertà, Casablanca e Scent of a woman, per arrivare a Il lato positivo, Manhattan, Come eravamo, tutti i film di Ozpetek, Her, e sì, anche Bridget Jones, come molti altri. Sono storie dense, storie di vite vissute con intensità, con o senza consapevolezza. E quando parlo di intensità, non parlo di avventure immaginarie ma di quotidianità, spezzoni di vita che ci sembrano così lontani solo perché c’è l’atmosfera giusta, la musica giusta, il bar giusto, la bevanda calda sorseggiata mentre si legge quel libro che si vuole leggere seduti in quel café con le poltrone morbide, la corsa mattutina circondati dal verde e dai grattacieli, la passeggiata notturna per le strade del centro ascoltando qualche musicista di strada suonare il suo sax.

O forse ciò che ci manca è semplicemente quell’attitudine vincente, quella che ci permetterebbe di affrontare qualunque cosa, quella che noi vorremmo avere ma che non abbiamo il coraggio di tirare fuori.
Proprio per questo, durante l’arco delle giornate facciamo in modo di creare la nostra storia, immaginando la nostra colonna sonora (io me la canto quasi sempre da sola e non solo quando non posso usare le cuffiette), facendo training autogeno e fantasticando sulle centinaia di cose che potrebbero accaderci durante la giornata, risultando molto spesso bizzarri agli occhi degli inconsapevoli, ma anche a quelli di chi ci conosce, e anche bene.

Personalmente, quando posso mi fermo in un bar a godermi un momento di pausa, bevendo un cappuccino e sfogliando Dylan Dog, oppure passeggio per il centro, fermandomi in libreria per ore o su una panchina in un posto ispirante, abbozzando qualche disegno. Sono piccole cose che aiutano a migliorare la nostra vita, in qualche modo, e che ci fanno sentire più vicini alle pellicole che tanto amiamo. Perché le aspettative di noi che leggiamo, che vediamo film e che soprattutto ci appassioniamo per qualsiasi cosa, sono molto più alte rispetto a quelle di coloro che “pensano nella scatola”. E questi momenti di distacco dalla realtà ripetitiva che ci tocca per forza vivere e subire ogni santo giorno ci fanno sentire in armonia con noi stessi, ci fanno stare bene.

Claudia Castaldo

Claudia Castaldo

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Un pensiero su “Vedere i film nuoce gravemente alla salute – delle persone emotive –

  1. Ottavia ha detto:

    Bellissimo post….complimenti!!! Anche io faccio parte del gruppo di coloro che si immedesimano nelle storie e nei personaggi raccontati dai film…..le commedie romantiche poi sono il colpo di grazia…!!! 🙂 P.S ho visto tutto può succedere tempo fa’…..bellissimooo!!! 🙂

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