Alla scoperta dei British Department Stores

Lo Shopping mall è per definizione il tipo più diffuso di store americano e la parola stessa “mall” fa parte dello slang statunitense. Più sottile e ampio è, invece, il termine utilizzato dagli inglesi , per cui lo shopping mall viene emulato alla latina in qualcosa di molto più elaborato e complesso del semplice centro commerciale americano. La definizione inglese sta infatti ad indicare un punto vendita al dettaglio di grandi dimensioni, spesso non suddiviso per negozi ma in spazi allocati sulla superficie, separati ma aperti tutti su una stessa facciata. Ecco i quattro department store immancabili da aggiungere alla vostra lista di cose da vedere a Londra.

1.Harrods

Partiamo dal più famoso, Harrods. Chi di noi non ha in mente l’orsetto di peluche vestito da poliziotto inglese o con la giacca rossa e fantasia scozzese a quadri? Harrods è icona dello stile inglese, il magazzino di lusso incarna rigorosamente l’eleganza e la semplicità tipiche della moda del Regno Unito. Con un area di 93000 metri quadrati , i 300 reparti sono collegati tra i 7 piani attraverso 46 ascensori. L’arredamento interno è ispirato all antico Egitto e l’esterno ricoperto di luci, l’entrata sul quartiere più bello di Londra , South Kensington. Dalle marche di altissima moda alla cancelleria raffinata del seminterrato al reparto alimentari del piano terra, il negozio è fatto per soddisfare ogni esigenza.Da non perdere il reparto tè e la caffetteria stile europeo prima di riprendere fiato per affrontare il resto del tour.

Mentre aspettate  di essere accomodati nell’esclusivo ristorante The Georgian potrete godere della vista mozzafiato del Terrace Bar affacciato  su Knightsbridge oppure fare un salto al reparto massaggi del quinto piano.Ah, e se per caso voleste vedere come sono fatti i bagni, la vostra curiosità verrà soddisfatta per appena 1 pound a ingresso, perfino il bagno di Harrods è très chic.

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2.Selfridges

Immancabile nella lista dei brand, Selfridges è il paradiso di ogni donna.I sorrisi delle hostess all’entrata, accomodarsi sui tappeti di velluto rossi nella sala delle scarpe perdendosi  tra Louboutin e Alexander McQueen per poi uscire dal palazzo con in mano l’iconica bustina gialla e nera.Selfridges è l’alternativa più accessibile a Harrods e il suo concorrente più temuto. Fondata dall’americano Harry Selfridges , il punto principale della catena di negozi si trova su Oxford street, ed è secondo solo ad Harrods per estensione. Il fondatore ha puntato alla visibilità dei prodotti utilizzando un’originale campagna marketing e l’attenzione rivolta al cliente, i negozi, infatti, vantano un personale tra i più attenti e professionali per rendere il tour di shopping  assolutamente piacevole.

Famosi per capi di abbigliamento e accessori , le marche presenti nel negozio variano dall’alta moda allo stile casual di brand più giovani.

Meraviglioso il piano dedicato alle scarpe merita certamente una visita, ma attenzione a non perdervi, è appositamente costruito a forma di labirinto.

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3.Debenhams

Vicino parente dei precedenti due, eppure un mix di entrambi. Con marche e prezzi più convenienti di quelli di Selfridges , la grande catena di distribuzione inglese racchiude in sé qualsiasi prodotto stiate cercando.Il dipartimento di vendita offre una grande varietà di accessori per l’arredamento, mobili , stoviglie e tessuti  per arrivare ai più classici indumenti e cosmetici.

L’imitazione più vicina potrebbe essere il Corte Inglés spagnolo, ma certamente la sua versione inglese lo supera in raffinatezza e qualità dei prodotti. Splendido l’edificio su Oxford Street, le 18,0000 piastrelle in alluminio di cui è ricoperto si muovono seguendo il vento come uno specchio d’acqua e regalando luminosità surreale all’intera struttura.

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4.Fortnum and Mason

Impossibile ed estremamente riduttivo definirlo come negozio di alimenti, Fortnum and Mason rientra perfettamente nella descrizione del department store inglese andando al di là della definizione stessa. Nato nel 1770 come emporio della regina, il negozio è oggi noto  fornitore di prodotti alimentari di qualità, celebre soprattutto il simbolo più tipico del Regno Unito, il tè. Il palazzo situato nel cuore di Myfair  racchiude all interno dei 5 piani una grande varietà di rivenditori alimentari e numerosi ristoranti, rifornito di cibi esotici, caviale, foie gras e vini provenienti da tutto il mondo.

La qualità dei prodotti è indiscutibile essendo il negozio abituato a soddisfare le richieste del palazzo reale, se siete indecisi su quale ricordo portare a casa dal vostro soggiorno inglese, l’assortitissima varietà di tè presenti è quello di cui avete bisogno.

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Benedetta Di Prospero

 

 

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REVIEW: Salviette struccanti idratanti delicate ViviVerde Coop

Nome: Salviette struccanti idratanti delicate

Marca: ViviVerde Coop

Prezzo: non ricordo con precisione, credo intorno ai 3eurovivi-verde-salviette

Quantità: 20 salviette

Scadenza: 6 mesi

Descrizione: la pigrizia è una fedele compagna di molte, troppe di noi. Lo so, è inutile che vi mettiate a fare le gnorri nascondendovi dietro il giornale: chi con maggiore, chi con minore frequenza,  prima o poi tutte cadiamo nel tranello “stasera non mi strucco, sono troppo stanca… mi lavo bene il viso domattina”. Nonostante la consapevolezza dell’inevitabile inizio di mattinata accompagnato da imprecazioni e maledizioni in lingue ormai dimenticate per aver reso faccia e cuscino dei veri e propri pezzi di arte cubista, è pratica comune cedere alla tentazione e restare con indosso litri di fondotinta, mascara e compagnia . SBAGLIATO! Non c’è nulla di peggio per la pelle e per la biancheria del vostro letto che seguire il consiglio della pigrizia tentatrice. Un buon compromesso – mettendo ovviamente in conto un lavaggio mattutino moooolto profondo ed accurato – sono le salviette struccanti.

Quelle di cui andiamo a parlare oggi sono le Salviette struccanti idratanti delicate proposte dalla linea di bio-cosmetici della Coop, che vengono poco e si trovano facilmente (rendendo le mie ricerche da testatrice compulsiva estremamente semplici). Se ne hanno 20 a confezione; vista l’abitudine della sottoscritta di truccare quasi esclusivamente gli occhi, limitando il trucco viso ad un po’ di blush , in genere me la cavo ampiamente utilizzandone una a serata. Sono imbevute di struccante quanto basta, e la confezione è fornita di sigillo richiudibile per evitare che si secchino in un battibaleno: il pacco che sto correntemente utilizzando, per farvi un esempio, è stato aperto a fine settembre, e le salviette al suo interno sono ancora in perfetto stato. La detersione è abbastanza buona, anche se chiaramente non ai livelli di uno struccante cazzuto come l’olio di cocco o l’acqua micellare SO’BiO étic di cui vi ho parlato recentemente, e, udite e udite, non mi hanno dato nessun tipo di problema con bruciorini misti agli occhi. La mattina dopo l’utilizzo sono necessariamente costretta a eliminare qualche traccia residua di mascara o di matita e a lavare il viso a fondo, ma sepoffa’.

 

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Ugh – Ancora non sono arrivata a questi livelli, per fortuna

 

Insomma, signore e signorine, ora non avete più scuse: tocca struccarsi prima di andare a nanna, in un modo o nell’altro.

INCI: 
Immagine AQUA (solvente)
Immagine LAURYL GLUCOSIDE (Tensioattivo nonionico dolce)
Immagine POLYGLYCERYL-2 DIPOLYHYDROXYSTEARATE (Emulsionante)
Immagine GLYCERIN (denaturante / umettante / solvente)
Immagine PARFUM
Immagine COCO-CAPRYLATE (emolliente)
Immagine CAPRYLIC/CAPRIC TRIGLYCERIDE (emolliente / solvente)
Immagine ALTHAEA OFFICINALIS ROOT EXTRACT (emolliente)
Immagine CAMELLIA SINENSIS LEAF EXTRACT (vegetale)
Immagine CHAMOMILLA RECUTITA FLOWER EXTRACT (emolliente)
Immagine PHENOXYETHANOL (conservante)
Immagine SODIUM BENZOATE (preservante)
Immagine CITRIC ACID (agente tampone / sequestrante)

Giudizio: positivo

Pro: sono un buon ripiego per quando siamo prese dalla pigrizia serale e lo struccante consueto sembra essere diventato il nostro peggior nemico, hanno ottimo INCI e non vengono praticamente nulla

Contro: non possono diventare l’abitudine, soprattutto se siete solite andarci giù pesante con il trucco

Voto: 8

Flaminia Russo

Suffragette: la riscoperta cinematografica del movimento femminista

L’attrice tre volte premio Oscar Meryl Streep nella pellicola Suffragette è Emmeline Pankhurst, leader del movimento Women’s Franchise League dal 1889 al 1928, anno della morte durante il quale è stato concesso nel Regno Unito il voto anche alle donne. La centralità del film è riservata però all’attrice Carey Mulligan, che interpreta  Maud Watts giovane lavandaia di 24 anni che viene avvicinata da un gruppo di attiviste di cui entra a far parte. Una delle attiviste, Alice Haughton, moglie di un parlamentare che nel film è interpretata dall’attrice Romola Garai, invita le donne dalla lavanderia in cui lavorava anche Maud, a manifestare fuori dal parlamento in difesa dei diritti delle donne e in particolare per chiedere il diritto di voto.

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In quell’occasione la polizia reagirà alla manifestazione con violenza e imprigioneranno Maud e altre donne per alcune settimane. Questo atteggiamento di repressione,  come la storia ci insegna, non ha fermato il movimento suffragista in Gran Bretagna (dove è ambientato il film) come nel mondo; dal 1865 infatti milioni di donne si sono battute per il diritto di voto e il riconoscimento della piena dignità delle donne, ma prima di tutto si era consapevoli che per arrivare ad una conquista così importante era necessario cambiare la società, allora come oggi.

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Nel film è inserita anche la storia di un’altra suffragetta Emily Davison coinvolta nei disordini del 1913 cui venne dedicata un’edizione speciale del quotidiano The Suffragette. Nel 1918, la prima grande conquista: il parlamento del Regno Unito approvò la proposta del diritto di voto alle donne limitato però alle mogli dei capifamiglia con certi requisiti di età (sopra i 30 anni, ndr) e più tardi con la legge del 2 luglio 1928, il suffragio fu esteso a tutte le donne del Regno Unito. La prima donna eletta al parlamento del Regno Unito fu Lady Nancy Astor, originaria della Virginia ma che aveva acquisito la cittadinanza del Regno Unito sposando nel 1906 il ricco visconte Waldorf Astor.  La Astor fu proclamata deputato per il partito conservatore il 1º novembre 1919. Per quanto riguarda l’Italia ricordiamo che il percorso fu in parte rallentato dall’unificazione avvenuta nel 1861 e solo nel 1919 le donne ottennero l’emancipazione giuridica.

Mentre aspettiamo la distribuzione italiana del film, già dal trailer molto esplicativo ci si può spingere ad una serie di considerazioni e riflessioni sulla fatica che nella storia tante donne hanno fatto, per ritagliarsi con dignità uno spazio nel mondo della politica, del lavoro e delle istituzioni.

Quelle donne hanno sacrificato gran parte della loro vita a lottare per i loro diritti ma per garantirli soprattutto anche nel futuro, hanno fatto sì che il potenziale delle donne fosse riconosciuto al pari degli uomini. Siamo nel 2015 e il frutto delle lotte di quegli anni è sicuramente evidente, ma l’uguaglianza che viene proclamata costituisce veramente la realtà dei fatti? Un video creato da ELLEUK TV può forse in parte rispondere a questo interrogativo.

 

Chiara Viti

Victoria’s Secret Fashion Show 2015: le foto e le novità dell’evento 

Se ne parla sempre e noi non possiamo che condividere questo articolo di The Trendy Diary e nel frattempo buttarci in palestra nella speranza di assomigliare almeno alla sorellastra brutta di Lily Aldridge. Eccovi una carrellata dei migliori look sfoggiati nel tanto amato (e odiato) Victoria’s Secret Fashion Show. Detto ciò, buoni complessi a tutte.

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The Trendy Diary

Il 10 novembre 2015 si è svolta a New York la sfilata che festeggia i 20 anni di Victoria’s Secret.
Uno show unico e spettacolare che sarà trasmesso in televisione il prossimo 8 dicembre sulla CBS.
Immancabili i live dove i protagonisti sono stati Selena Gomez, The Weeknd e Ellie Goulding,i quali durante la performance hanno accompagnato musicalmente ben 44 ragazze.
E’ toccato a Lily Aldrige indossare il pezzo più prestigioso della collezione: il Fireworks Fantasy Bra:un reggiseno tempestato di diamanti e gemme dal valore di due milioni di dollari.
Novità della sfilata, oltre ai dieci nuovi angeli, è anche la partecipazione di Gigi Hadid e Kendall Jenner.
Intanto, aspettando che l’evento vada in onda, vi lascio qualche foto dell’evento!











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STYLOVER40: BALMAIN PER H&M: NOI CI SIAMO STATE!

LE CORAGGIOSE RAGAZZE DI STYLOVER40 SONO ANDATE AL CELEBERRIMO EVENTO BALMAIN PER H&M, QUI SOTTO LA LORO TESTIMONIANZA:

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“6.02 di giovedì 5 novembre… Ricevo il primo messaggio su whatsApp… “Sono già in piedi, tu ci sei?”
Io in verità dormivo ancora ma… appena aperti gli occhi confesso che il mio primo pensiero è stato quello di dare uno sguardo al cellulare.
Sapevo che qualcuno era già in giro per la città!

7.22… Secondo messaggio:” sono in centro, intravedo già la fila, sbrigati!”

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7.30… Un immagine ed uno simile gigantesco. Era lei, la mia compagna di avventura, che mi scriveva: “Ce l’ho fatta! Ho preso il braccialetto per il turno delle 10.30… Fai piu’ in fretta che puoi, sono personali e ne distribuiscono uno a testa!”
Dunque era tutto vero! I braccialetti, l’accampamento fuori il negozio … Ed io che non ci credevo.
Il tempo di portare mia figlia a scuola ed arrivare in centro e i braccialetti erano già tutti esauriti.
Ma, nonostante tutto… Si preannunciava una mattinata troppo divertente per pensare di abbandonare il campo.
[…]

Dopo aver sbirciato qua e là tra le buste dei primi acquirenti, decidiamo di iniziare ad entrare.

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Il negozio era di fatto aperto al pubblico. Solo l’accesso alla gabbia era blindatissimo.

Ci siamo addirittura gustate l’intera collezione da vicino (senza toccare… Era vietato!) e godute le prove in camerino dei turni precedenti, definendo con estrema accuratezza la strategia giusta per sfruttare al meglio i nostri 10 minuti.

Alla fine una sola di noi due avrebbe avuto accesso all’area riservata alla Balmain collection, l’altra ( cioè io) avrebbe guardato il tutto da fuori con sguardo complice e paziente in attesa di intrufolarsi nell’area camerini!

Esattamente 5 minuti prima del orario assegnato, neanche fossimo in aeroporto, una voce annunciava:” Il gruppo delle ore 10.30 si prepari al gate”.

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Alle 10.30 in punto la stessa voce dichiarava finalmente aperta l’accesso all’aria Balmain.

Quei 10 minuti, a me che ero fuori, sono sembrati lunghissimi… Ma in compenso ho notato cose che forse chi era in gabbia nemmeno ha percepito.

Il personale dedicato a quell’area era numerosissimo e di una gentilezza davvero inaspettata… Le ragazze addette alla vendita erano premurose come delle hostess di una compagnia di volo extra lusso… Anche quelli della sicurezza sembravano felici di esseri lì e nei limiti delle regole stabilite dalla casa madre, erano complici e disposti a tutto pur di accontentare chi girava dentro e fuori quella gabbia di matti.” [continua]

Per l’articolo originale –> qui

Un tocco in più per ogni Rapunzel

Ogni Rapunzel che si rispetti ama e venera i propri capelli sciolti ma l’effetto Maria Maddalena, combinato con i capelli in faccia da fare invidia a the Ring alla prima folata di vento ci fanno trovare piccoli accorgimenti che ci rubano 5 minuti pur restando trendy.

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Dopo una serie di tentativi Pinterest non riusciti, abbiamo deciso di ricreare un’acconciatura semplice ma particolare se fatta con i propri capelli. Dico propri capelli perché spesso e volentieri si vedono trecce posticce che purtroppo però non si sposano bene con tutti i colori di capelli.

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Se come la nostra, Elisa, dunque avete lunghissime chiome di capelli, questa acconciatura sarà un vero e proprio gioco da ragazzi e non sembrerà plasticosa come le amichette di plastica sopra. Se, invece, non avete i capelli così lunghi ma amate il risultato, vi consiglio di cercare bene sul web il colore che si possa adattare meglio ai vostri capelli prima di buttarvi sulle tre colorazioni di H&M: giallo, marrone e nero ( di certo non biondo, castano e ebano).

Il risultato sarà questo:

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OCCORRENTE:

-Chioma alla Raperonzolo

-Forcine q.b.

-Elasticini

REALIZZAZIONE:

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Vedere i film nuoce gravemente alla salute – delle persone emotive –

Nel tempo libero mi piace sedermi sul divano e guardare un bel film. Potrebbe risultare una frase banale, se non fosse che ad esprimerla sia una persona come me.

C’è chi li vede per noia, chi lo fa per addormentarsi, chi li apprezza senza sbilanciarsi troppo. Ci sono persone che vedono film solamente per farsi un sano pianto di sfogo, quelli che lo fanno per non pensare, quelli a cui serve un passatempo dopo cena.

Poi ci sono le persone emotive, che durante quei 120 minuti circa si immergono nello schermo e vivono con i personaggi le loro vite, io faccio parte di quest’ultima categoria. Accompagnati dalle migliori colonne sonore, camminiamo per le strade di New York, per Central Park, nella fredda natura dell’Alaska insieme a Supertramp, su spiagge incontaminate e paradisiache o in qualche paesino europeo dall’aria autunnale, bevendo caffè a portar via.

Ci immedesimiamo, proviamo le emozioni del personaggio che sentiamo più a noi vicino, e alla fine, quando ci rendiamo conto che ai titoli di coda quel che ci rimane è una pila di piatti da lavare e un libro da studiare, ci sale una malinconia infinita,oltre che un pianto singhiozzante con tanto di sguardo fisso verso lo schermo nero con le scritte bianche in movimento. Iniziamo a pensare alla nostra vita, alle nostre giornate, a quanto siano piatte e monotone in confronto alle avventure e alle storie dei protagonisti dei nostri film.

Questo è quello che succede post-visione. Ai più sembrerà una scena esagerata, “tanto è solo un film”, eppure di persone così al mondo ce ne sono, e, per fortuna, qualcuna è mia amica.

L’ultimo post-movie feel l’ho avuto la settimana scorsa dopo aver visto Begin Again (alias “Tutto può succedere”), commedia musicale/romantica di John Carney, con Mark Ruffalo, Keira Knightley e Adam Levine. Apparentemente una pellicola scialba con una trama vista e rivista, mi ha sorpreso proprio perché sottovalutata: dato che di questi tempi commedie romantiche brillanti non ce ne sono, intese in modo da poter essere paragonate a Harry ti presento Sally o A piedi nudi nel parco. Non aggiungo altro per evitare spoiler, però vi consiglio vivamente di vederlo o almeno di ascoltare la sua colonna sonora.

Questo è stato solo l’ultimo di una lunga serie: a partire da Il matrimonio del mio migliore amico a Le ali della libertà, Casablanca e Scent of a woman, per arrivare a Il lato positivo, Manhattan, Come eravamo, tutti i film di Ozpetek, Her, e sì, anche Bridget Jones, come molti altri. Sono storie dense, storie di vite vissute con intensità, con o senza consapevolezza. E quando parlo di intensità, non parlo di avventure immaginarie ma di quotidianità, spezzoni di vita che ci sembrano così lontani solo perché c’è l’atmosfera giusta, la musica giusta, il bar giusto, la bevanda calda sorseggiata mentre si legge quel libro che si vuole leggere seduti in quel café con le poltrone morbide, la corsa mattutina circondati dal verde e dai grattacieli, la passeggiata notturna per le strade del centro ascoltando qualche musicista di strada suonare il suo sax.

O forse ciò che ci manca è semplicemente quell’attitudine vincente, quella che ci permetterebbe di affrontare qualunque cosa, quella che noi vorremmo avere ma che non abbiamo il coraggio di tirare fuori.
Proprio per questo, durante l’arco delle giornate facciamo in modo di creare la nostra storia, immaginando la nostra colonna sonora (io me la canto quasi sempre da sola e non solo quando non posso usare le cuffiette), facendo training autogeno e fantasticando sulle centinaia di cose che potrebbero accaderci durante la giornata, risultando molto spesso bizzarri agli occhi degli inconsapevoli, ma anche a quelli di chi ci conosce, e anche bene.

Personalmente, quando posso mi fermo in un bar a godermi un momento di pausa, bevendo un cappuccino e sfogliando Dylan Dog, oppure passeggio per il centro, fermandomi in libreria per ore o su una panchina in un posto ispirante, abbozzando qualche disegno. Sono piccole cose che aiutano a migliorare la nostra vita, in qualche modo, e che ci fanno sentire più vicini alle pellicole che tanto amiamo. Perché le aspettative di noi che leggiamo, che vediamo film e che soprattutto ci appassioniamo per qualsiasi cosa, sono molto più alte rispetto a quelle di coloro che “pensano nella scatola”. E questi momenti di distacco dalla realtà ripetitiva che ci tocca per forza vivere e subire ogni santo giorno ci fanno sentire in armonia con noi stessi, ci fanno stare bene.

Claudia Castaldo

Claudia Castaldo

Friends: gli anni Novanta conquistano i nostri cuori (e armadi)

NB: Questo articolo è nato dalla collaborazione con Zai.net, la rivista madre che ci ha dato la possibilità di dare vita al progetto editoriale di Looksmart.Se vi va passate a dare un’occhiata alla loro versione multimediale la trovate su Apple e Android.

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Se una cosa è preceduta da “keep calm” devi farla, it is known

Se cinque anni fa mi avessero giurato che gli anni 90 sarebbero tornati di moda, sarei scoppiata in una fragorosa risata. Impossibile. Abbiamo presente lo stesso decennio? Salopette, collane in plastica, jeans a vita alta e magliette corte. Oh mamma, in questo momento mi rendo conto di aver elencato i trend più in voga del momento, eppure, non sono di certo stati inventati nel 2015.Anzi.

In questa rubrica dedicata alle contaminazioni, vi parlo oggi di una serie televisiva sempre attuale (e non solo per i vestiti) che compie quest’anno ben 20 anni dal suo primo episodio. L’ultima volta abbiamo parlato di Jess di New Girl ( se volete leggere il pezzo lo trovate qui), oggi parleremo di tre personaggi: Rachel, Monica e Phoebe della serie tv Friends.

La serie è ambientata in un loft newyorkese (anzi, tecnicamente due) dove un gruppo di sei amici abita e si scambia battute irriverenti sulla propria vita sentimentale e non. Un po’ sulle righe di How I Met Your Mother, serie tv che ha ripreso lo stesso fil rouge se avete presente il genere.

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Tre ragazze, tre diversi stili che riflettono le loro personalità: in primis abbiamo Jennifer Aniston che interpreta Rachel, il cui bob ha segnato la storia delle acconciature.

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È LUI

Tutte le donne che hanno vissuto gli anni 90 ,e sono sufficientemente adulte per ricordarseli (mie madre inclusa, ahimè), hanno una vera e propria fissa per questo taglio scalato. Il suo stile, ben più invidiabile in fatto di vestiti, mischia abbigliamento sportivo e casual con abiti minimal davvero di classe, all’insegna del less is more.

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Monica, aka Courtney Cox, è una donna forte, con i piedi per terra che si può permettere abiti di alta sartoria, come si nota nelle sue scelte. Indossa spesso abiti eleganti, sicuramente meno eccentrici della altre due, rendendo i suoi look i più ricreabili anche due decenni dopo. La sua firma, spesso un dolcevita nero o colorato, che allora spopolò, insieme anche al suo iconico taglio di capelli.

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Ultima ma non ultima, Phoebe,interpretata da Lisa Kudrow.Il suo animo fricchettone è protagonista anche nella scelta dei look: ama i colori accesi, le fantasie e i gioielli vistosi,per farla breve amava gli statement necklace prima ancora che si chiamassero in tal modo.Insomma,ha uno stile un po’ country e colorato dall’aria estremamente vintage.

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Il segreto per ricreare i loro look è semplice: andate a caccia di capi vintage nell’armadi delle vostre madri, qualcosa salterà sicuramente fuori e ,magari, senza saperlo vi ritroverete vestite esattamente come Rachel in un episodio di Friends, è capitato persino a Taylor Swift, perché non dovrebbe succedere a voi?

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E se non conoscete la serie (o non l’avete vista), correte a seguirla

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Gaia Ravazzi

REVIEW: Lozione micellare bio Hydra Aloe Vera – SO’BiO étic

Nome: Lozione micellare bio Hydra Aloe Vera

Marca:  SO’BiO étic

Prezzo: intorno ai 10 euro

Quantità: 500 ml

Scadenza: 6 mesi

Descrizione: torniamo a parlare di pulizia della pelle e degli alleati necessari per questo  step semplice ma fondamentale per non ritrovarci invase da un esercito di brufoli e punti neri. Oggi troviamo sul banco degli imputati la Lozione micellare all’Aloe vera proposta da SO’BiO éticuno dei marchi più celebri fra le amanti della cosmesi naturale. 

Mi levo subito il dente e vi dico che mi piace, e pure parecchio. In primis  è estremamente delicata nel rimuovere sia il trucco viso che quello occhi (il che non è sempre una certezza, specialmente per chi ha l’occhio irritabile come me), pur riuscendo a levare TUTTO. Mascara rignosi (termine altamente tecnico), ombretti no-transfer, macchie di olio motore: niente resiste davanti al potere dell’aloe e del fiordaliso (ok, forse sto esagerando un po’ – ma poco, giuro). In secondo luogo non lascia un appiccicume eccessivo, anche se personalmente consiglio  sempre di lavare comunque il viso con un buon detergente, così da essere sicure di non lasciare neppure una briciola di zozzume a otturare i pori del povero faccino. Da non dimenticare l’ottimo INCI e il profumoprofumoso, tanto floreale e tanto buono. Ah, e, cosa non da poco, è tanta: la confezione standard è da mezzo litro (sì, quanto una bottiglietta d’acqua), quindi, almeno per quel che mi riguarda, basta e avanza per sciogliere diversi mesi di mascheroni.

INCI: 

Immagine AQUA (solvente)
Immagine GLYCERIN (denaturante / umettante / solvente)
Immagine POLYGLYCERYL-4 CAPRATE (emulsionante)
Immagine CENTAUREA CYANUS (FLOWER) WATER* (condizionante cutaneo)
Immagine ALOE BARBADENSIS LEAF JUICE* (emolliente)
Immagine SODIUM LEVULINATE (condizionante cutaneo)
Immagine BENZYL ALCOHOL (Allergene del profumo / conservante / solvente)
Immagine PARFUM
Immagine SODIUM BENZOATE (preservante)
Immagine SODIUM HYDROXIDE (agente tampone / denaturante)
Immagine ALOE BARBADENSIS LEAF JUICE POWDER* (emolliente)
Immagine LIMONENE (Allergene del profumo)
Immagine LINALOOL (Allergene del profumo)
Immagine CITRIC ACID (agente tampone / sequestrante)
Immagine CITRONELLOL (additivo)
or Immagine CITRONELLOL (Allergene del profumo)
Immagine DEHYDROACETIC ACID (conservante)

*Ingredients from organic farming

Giudizio: positivo

Pro: strucca bene quasi tutto (non l’ho mai testata su trucchi water-proof), ha ottimo INCI e  rapporto qualità-quantità-prezzo

Contro: 

Voto: 8

Flaminia Russo

Sotto le coperte con Le Perle di Pinna e Yamamay

Sono sicura che la maggior parte di voi sappia di chi stiamo parlando se parlo di Andrea Pinna… o meglio, se seguivate Pechino Express sapete sicuramente di chi sto parlando.
Il 50% della coppia degli Antipodi (l’altra metà della coppia è Roberto Bertolini) che ha conquistato il pubblico con la sua simpatia aveva già conquistato moltissime persone con il suo progetto “Le Perle di Pinna” ( che molte di voi avranno letto sui social o sulle magliette di Happiness, qualche tempo fa.

Adesso è tornato a stampare le proprie frasi su dei capi d’abbigliamento, nello specifico dei pigiami: è uscita infatti da pochi giorni la capsule collection firmata Yamamay in collaborazione con Le Perle di Pinna e all’evento nello store Yamamay di Milano c’eravamo anche noi.

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Abbiamo fatto un paio di domande ad Andrea, tra uno spritz, un vodka lemon (era leggero, tranquille: erano le 19!) e due bellissime rose che ci ha regalato in conclusione della rapida ma molto divertente chiacchierata tra gli espositori di camice da notte e quelli di strani indumenti in pizzo dall’aria incredibilmente scomoda.

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I pigiami della linea firmata Le Perle di Pinna invece hanno l’aria proprio comoda: facevano venire proprio voglia di indossarli e correre sotto le coperte per guardare le puntate di Aquarius o quelle di Scream Queens da recuperare, con i biscotti in una busta e una tazza di tisana nell’altra… dopo il selfie di rito da mettere su Instagram grazie al quale sfoggiare una delle sarcastiche perle di Pinna.

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Com’è nata e come si è sviluppata la collaborazione con Yamamay?
Avevo già pensato ad una cosa del genere: volevo fare un prodotto che fosse simpatico ma che potesse arrivare a quante più persone possibili, quindi non legato a quei marchi super cari (che non mi avrebbero mai cagato, oltretutto!). Ho conosciuto questo ragazzo con cui ho collaborato e che è diventato mio amico, abbiamo proposto l’idea al marchio che ha reagito in maniera super entusiasta ed è venuta fuori questa collezione che secondo me è molto carina e sono molto soddisfatto!
Questa è anche la prima volta che vengono inseriti anche dei disegni, perché fino ad oggi c’erano le magliette solo con la frase, invece stavolta ho coinvolto un mio amico grafico con cui ho collaborato per rendere il tutto molto più d’impatto anche a livello d’immagine!

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Una dritta che ti senti di dare a chi vorrebbe diventare un “creativo” e si trova tante strade aperte davanti a sé, ma non sa che direzione prendere?
Il mio consiglio può sembrare un consiglio strano, ma nasce dalla mia esperienza personale: la mia passione più grande era la moda, poi ho scoperto che ero più bravo a scrivere, quindi il mio consiglio è più che quello che vi piace, scoprite quello in cui siete bravi! Non sempre corrispondono, eh… io volevo fare lo stylist! Alla fine nel mondo della moda ci sto entrando dalla finestra, diciamo così, però ho scoperto di essere più bravo a scrivere e ho cambiato strada! Fare quello in cui sei più bravo ti dà maggiori soddisfazioni, sei meno frustrato… sono del parere di seguire i propri sogni, ma non a tutti i costi. Prova, ma se ti accorgi che devi spostarti su un’altra carreggiata… spostati, perché sennò diventa frustrante. Se vuoi fare il cantante e non sai cantare ti ritrovi a vivere una ben magra esistenza: cambia, fai qualcos’altro…

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Chiara Colasanti