Perché nero non è sinonimo di bello?

C’è qualcosa di sbagliato nell’avere la pelle scura? Facile, ovviamente no. Non possiamo negare che per anni, secoli invece, qualcosa di “sbagliato” vi è stato trovato, è ancora così? Il mondo è andato avanti, anni di lotte per l’emancipazione e battaglie sociali hanno sicuramente portato l’eguaglianza davanti alla legge, ma si sa, l’uomo è un animale complicato e le consuetudini sociali che adotta sono spesso più forti di qualsiasi atto giuridico.

Questo preambolo vuole portare a parlare di un video promozionale che ho scovato su internet. Qualche settimana fa l’azienda di cosmetici tailandese Seoul Secret ha lanciato un nuovo prodotto di bellezza, Snowz. Per pubblicizzare il prodotto è stato creato un video dove l’attrice Cris Horwang dalla pelle molto chiara dice: “Nel mio mondo la competizione è feroce. Se non mi prendo cura di me, tutto quello che ho costruito, la bianchezza sulla quale ho investito, potrebbe scomparire”.

La ragazza parla di “bianchezza” come un investimento, una preziosa caratteristica da curare e da proteggere gelosamente. Ma andiamo per un attimo oltre. Ad un certo punto l’inquadratura del video si allarga e compare un’altra ragazza dalla pelle candida mentre quella della prima attrice diventa sempre più scura (ricordando attori “Blackface” ricorrenti negli Stati Uniti nel primo novecento che erano soliti truccarsi la pelle di nero ma in maniera evidentemente eccessiva e poco realistica, ndr).

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Ecco comparire magicamente fra le ragazze una confezione di Snowz e la pelle di Cris torna ad essere di un colore bianco candido e alla fine, soddisfatta dice: “Bianca per sempre, sono fiduciosa”. Continua a leggere

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“Escilo”, il cervello

Sono le 20 e in un impeto di riflessione serale ho deciso di scrivere un post sul blog. Accanto a me le dispense mi guardano implorandomi di essere aperte e il libro giace ancora caldo sotto il pc. La mia mente carica di studio è stata distratta dal web e da un articolo della Repubblica “”Escilo…il libro e studia”, la sfida dei selfie tra Milano e Palermo diventa virale”.In breve vi spiego cos’è successo è nato un contest tra università italiane che vede come protagonisti i floridi davanzali delle studentesse con scritto sopra il nome dell’università di provenienza.

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Le studentesse di Palermo e gli studenti hanno risposto a suon di libri per mostrare la vera realtà della vita universitaria, quella dei libri, delle notti insonni, dei “chiusoni”prima degli esami, del “non esco dal pigiama da 3 giorni”.

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Direte: che c’è di male in questo contest? In fondo è stata una loro scelta mettere in mostra il proprio punto forte, anche questo è slut shaming. Criticare una donna per le sue scelte, colpevolizzarla.Sei una donna anche tu, cos’hai da ridire?

Mi ha colpito molto nel mio navigare online il commento dell’amministratrice di un gruppo studentesco della mia università che ha scritto e si è rifiutata di pubblicare le foto e definendo quella in questione  “un’iniziativa assolutamente priva di scopo.

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Collezionemista: Yamashita’s Gold Collection

Buongiorno mie/miei cari lettrici/lettori, oggi apriamo questo 2016 con una collezione molto particolare il cui tema mi ha da subito affascinata. (Ho evitato di editare il tipico video da collezione in quanto veniva un lavoro troppo lungo!)

Questa prima collezione ha come tema la vera storia dell’Oro di Yamashita,  tesoro nascosto nelle Filippine dal generale Tomoyuki Yamashita, comandante delle forze d’occupazione di Tokio durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’intera collezione si divide in tre Capsule Collection:

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Giglio D’Oro: collezione in riferimento all’equipe di soldati giapponesi incaricati nel saccheggio degli ori del sud-est asiatico per sopperire alle spese sostenute durante la guerra.

GIGLIODORO

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Fendi ID-ea: la nuova linea decisamente “luminosa”

È un po’ che non ribolliamo qualcosa di The Trendy Diary ma mi sembra giunto il momento! Pronte per sognare un po’? Una collezione davvero eccentrica firmata Fendi in arrivo. Qualche ID-EA? (In esclusiva per voi la peggior battuta della storia)

The Trendy Diary

Fendi ha lanciato, in occasione delle feste appena trascorse, una nuova e divertente capsule collection chiamata FENDIID-ea.
Si tratta di una una nuova linea di borse e accessori che introduce un elemento pieno di luce, ovvero una lampadina.

La scelta è tra uno stile più delicato con dettagli multicolor e morbidi oppure accessori in pelle con borchie, per un effetto più rock.

Le borse Petite2Jours, By The Way, Micro Baguette sono decorate dal logo FENDI o dalla nuova lampadina, entrambi in shearling. Mentre la 2Jours, la Petite2Jours e i portafogli sono presentati in colori più scuri con applicazioni, borchie e i famosi occhietti “Bag Bugs”.

Decisamente eccentrica ed originale!



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White Cake Django

E niente, ieri ho rivisto Django unchained e ho notato la torta: quindi oggi white cake (e Leonardo Di Caprio) per tutti!

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Il mio primo post non può che non essere dedicato alla Musa Ispiratrice.
In una scena del film Django di Tarantino, Monsieur Calvin Candie, interpretato
 da Leonardo Di Caprio, offre un po’ di torta bianca a Django e al suo compagno.

Si tratta della Signora WHITE CAKE !!

Una torta pura candida e soffice come la neve:

 un pan di spagna alla vaniglia ripieno di crema al formaggio e 

ricoperto da una glassa di 

crema al burro e cioccolato bianco.

RICETTA

Pan di Spagna

500gr di zucchero

450 gr di farina

1 bustina di lievito in polvere

5 albumi
225 gr di burro morbido
240 ml di latte
2 cucchiaini di estratto di vaniglia

Crema al formaggio per la farcitura:

800 gr di crema al formaggio (tipo Philadelphia)

150 gr di zucchero a velo

1 cucchiaio di succo di limone

Frosting copertura:

225 gr di burro

350/400 gr di zucchero a velo

250 gr di…

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Al milanese piace attillato

Milanese, che mi combini?

Sally on the roof

Qualche giorno fa ho letto sul Corriere che la nuova tendenza della moda maschile prevede il ritorno a uno stile morbido, più disinvolto delle attuali braghette rubate al fratellino. Questo mi ha fatto tornare in mente un pezzo scritto un po’ di tempo fa, ma sempre attuale (almeno per ora), sulla simpatia dell’uomo milanese per gli abiti attillati. Eccolo!

StringiMI, ovvero perché al milanese piace attillato

Gli abiti seconda-pelle, fino a pochi anni fa, erano appannaggio esclusivo di donne e rockstar: un po’ scomodi, a volte penalizzanti, erano visti dall’uomo medio come un vezzo per pochi eccentrici e qualche supereroe.
Poi, all’improvviso, c’è stata un’inversione di tendenza. Don Johnson, che in Miami Vice sembrava così cool, è stato declassato a pagliaccio e i suoi abiti taglia comoda – gli stessi abiti che conferivano al bel Sonny Crockett un fascino non indifferente – oggi sono diventati l’antitesi dell’uomo di successo. Nemmeno…

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PANTONE 2016 : LA RIVINCITA DI BARBIE BALLERINA

Il primo articolo che scrissi per questo blog, circa un anno fa, era sul Marsala -no, non il vino- il colore Pantone del 2015. Quale decisione più semplice, quindi, se non scrivere come primo articolo del 2016 qualcosa sul suo successore. Anno nuovo, colore nuovo. Anzi, quest’anno, come saprete, il “signor Pantone” ha deciso di cambiare le carte in tavola, e decretare ben due colori dell’anno: Rosa Quarzo e Azzurro Serenity (tradotto in termini più abbordabili, stiamo parlando di nuance vicine al cipria e al lavanda/carta da zucchero).

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Molti designer hanno infatti sfoggiato i suddetti colori nelle collezioni Primavera Estate, proponendoli nei dettagli ma anche in  total look (basti vedere la sfilata di Carolina Herrera per rendersene conto), per non parlare dell’outfit di Dakota Jhonson alla Mostra del Cinema di Venezia.

95d68dd982c1312457842e4390e50757.jpg 'Black Mass' Premiere - 72nd Venice Film Festival

La scelta sembra provenire da un forte bisogno psicologico  della società contemporanea, quello di “staccare la spina”, una sorta di cromoterapia per dare sollievo  alle nostre menti – e ai nostri occhi- ed evadere dallo stress e dalla frenesia metropolitana.

La verità è che potrei scrivere un articolo su quanto il rosa dia un tocco femminile al vostro outfit e si abbini facilmente a un bel jeans, e quanto il Serenity illuminerà il vostro look e farà risaltare i vostri occhi azzurri. Ma non ce la faccio. Ammettiamolo, la scelta è fra due colori non proprio usuali nella maggior parte degli armadi, eccetto quello di Barbie e del Mio Mini Pony . Un misto tra il nido del reparto di ostetricia, la lezione di propedeutica della tua cuginetta di terzo grado e la sala d’attesa di un dentista. Una scelta di tonalità decisamente rassicurante e politically correct, una da femminuccia e una da maschietto. Un po’ meno azzeccata però sul fronte praticità: in fondo  l’anno scorso andavamo sul sicuro con tutte le tonalità del bordeaux, di assortimento ce n’era tanto, e senza tanti problemi di abbinamento.

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GOLDEN GLOBE 2016: RED CARPET ALL’INSEGNA DELLA SOBRIETÀ E #LEONARDODAIVINCI!

Questo 2016 comincia bene per Leonardo Di Caprio: finalmente riesce ad ottenere il premio al miglior attore protagonista in un film drammatico, grazie all’interpretazione de Il Redivivo (The Revenant, dal 16 gennaio nelle sale italiane) e si spera che questo sia solo il trampolino di lancio per il tanto atteso Oscar.golden-globe-20161.jpg

Alejandro Gonzáles Iñárritu non esce vincitore di un’unica statuetta: il suo The Revenant, infatti, non delude le aspettative e riceve anche il premio alla miglior regia e quello al miglior film drammatico, il che fa sperare sempre più in una seconda vittoria a febbraio. Che sia la volta buona per Leo e una doppietta per il regista? (cfr. Birdman, miglior film/miglior sceneggiatura originale/miglior regista Oscar 2015)

Durante questa serata abbiamo assistito anche ad una vittoria italiana: il Golden Globe alla miglior colonna sonora è stato assegnato al maestro Ennio Morricone che, grazie al lavoro svolto con Quentin Tarantino in The Hateful Eight (nelle sale italiane dal 4 febbraio), riceve la terza statuetta americana (cfr. Golden Globe 1999 alla migliore colonna sonora per La leggenda del pianista sull’oceano e premio Oscar 2007 alla carriera).

Il premio alla migliore attrice protagonista in un film drammatico è stato assegnato a Brie Larson (Room), inaspettato visto che la critica aveva dato per scontato la vittoria di Cate Blanchette per l’interpretazione in Carol. E ancora, Jennifer Lawrence che, come tutti immaginavamo, ha di nuovo conquistato il premio alla migliore attrice protagonista in un film commedia con la sua ennesima e coinvolgente interpretazione, terza collaborazione con il regista David O. Russell, stavolta in Joy (dal 14 gennaio, al cinema).giphy-2.gif

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“The women who really change the game are always the women who no one knows what to do with”

Cate Blanchett, protagonista del controverso film in uscita “Carol” sull’amore lesbico nell’America degli anni ’50, parla del ruolo provocatorio dell’arte e di altri temi scottanti

Piacere, Donna!

Un’intervista ad ampio raggio durante il meeting Women in the World India Summit, tenutosi in India a Nuova Delhi , ha coinvolto l’attrice 7australiana Cate Blanchett, che ha aperto il dibattito sul ruolo dell’artista come provocatore, spiegando i suoi numerosi “perché”. L’attrice si è esposta anche su argomenti tanto delicati quanto attuali come l’adozione e la crisi internazionale dei rifugiati, ed ha spiegato l’importanza sociale del suo nuovo film recentemente prodotto dal regista Todd Haynes.

Cate Blanchett risulta essere una persona molto riservata ma estremamente attiva, infatti è impegnata da ben 8 anni assieme al marito Andrew Upton in molte questioni umanitarie. L’attrice durante l’incontro ha sostenuto che il legame tra arte e politica è obliquo ed estremamente potente <<Io non sono un animale politico, per natura>>, ha affermato in risposta ad una domanda circa i ruoli che le vengono attributi nei suoi film, << Ma credo che l’arte sia un prodotto…

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Volez, Voguez, Voyagez : la mostra su Louis Vuitton

Nel lontano 1854 l’imprenditore Louis Vuitton dà il via a quello che diventerà un vero e proprio status quo della pelletteria e degli accessori moda di lusso.

Nel 1867 il marchio si conquista un posto all’esposizione universale di Parigi.Alla morte del fondatore, il figlio George,dopo aver preso le redini dell’azienda di famiglia, decide di promuovere a livello internazionale la compagnia, esibisce i prodotti al Chicago’s World Fair del 1893 e nel 1896 lanciando il celebre marchio Monogram. Chi non lo conosce?

Ci sono poi i famosi bauli, non utili quanto un trolley ma estremamente affascinanti.

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E, concedetemi un parere personale, la regina di tutte le borse, Alma Vernis LV

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A prescindere da quelli che siano i vostri gusti personali, e da quale colore,forma, disegno della maison preferiate, sarete felici di sapere che Louis Vuitton celebra“Volez, Voguez, Voyagez – Louis Vuitton” al Grand Palais fino al 21 Febbraio 2016.

Curata da Olivier Saillard, la mostra ripercorre il grande viaggio di Louis Vuitton dal 1854 appunto,sino ad oggi, attraverso gli scatti dei fondatori della Maison e di coloro che ne disegnano il futuro. Continua a leggere