OSCAR 2016: FINALMENTE LEO, FINALMENTE MAESTRO

E niente, ho fatto la nottata in bianco ma alla fine ce l’ho fatta.

Bibitone di caffè in una mano, telefono per seguire la cerimonia su Snapchat nell’altra ed ecco come si è svolta la mia magica notte dorata del 28 febbraio scorso. Innanzitutto vorrei dedicare un pensiero a quelle tre squisite persone che qualcuno ha definito “esperti di moda”: in primis, di che moda stavano parlando?

E, soprattutto, che cosa avranno mai fatto di così terribile ai loro doppiatori per meritarsi uno scempio del genere? Okay, chiusa parentesi.

Questa cerimonia degli Oscar mi ha aperto un mondo: voi sapevate che il red carpet si svolge di giorno? Io sinceramente pensavo che iniziasse verso le 19 e che si svolgesse tutto di sera con delle luci potentissime provenienti dall’alto per permettere ai fotografi di scattare le loro foto in alta definizione, nonostante il buio.

Il red carpet sembrava infinito: c’era Jennifer Lawrence, con un biondo pazzesco e un abito in nudo e pizzo nero di Dior; c’era l’incantevole Alicia Vikander in Louis Vuitton, Kate Winslet in un abito a sirena nero lucido di Ralph Lauren, una raggiante Soairse Ronan in un bellissimo abito verde irish di Dior; Rooney Mara in pizzo couture firmato Givenchy by Tisci, un abito lilla sognante per Heidi Klum in Versace; una classica (forse troppo, da risultare quasi noiosa) Lady Gaga in abito bianco di Brandon Maxwell.

E questi solo i principali abiti, quelli che più ci hanno colpiti. Leonardo di Caprio (Armani) e Eddie Redmayne (Alexander McQueen), come al solito, i migliori sul tappeto rosso. Trash Alert: avvistati i coniugi Hardy (Tom Hardy e signora) vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori della dinastia dei Ming*. D’altra parte, con Lady Gaga in bianco e bionda Versace, avevamo proprio un bisogno fisico di saziare quella fame di trash da cerimonia di premiazione (lui sempre e comunque bellissimo, eh).

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Passando ai vincitori, il premio Oscar al miglior film è andato a Il Caso Spotlight  (McAdams, Ruffalo, Keaton), che ha ottenuto anche quello alla miglior sceneggiatura originale; Alejandro González Iñárritu ha vinto per la seconda volta di fila (vedi Birdman, premio Oscar alla miglior regia 2015) la miglior regia grazie a The Revenant – Il Redivivo; la semi sconosciuta Brie Larson ha ottenuto il premio alla miglior attrice protagonista con Room (che mi ha ricordato la “meteora Lupita” degli Oscar 2015).

Un applauso infinito e lacrime di gioia per il nostro adorato Leonardo di Caprio, che è riuscito a conquistare il premio Oscar al miglior attore protagonista grazie al suo ruolo in The Revenant e un applauso ancora più forte per il nostro orgoglio italiano, il maestro Ennio Morricone, che dopo decenni di carriera è finalmente risultato meritevole del premio alla miglior colonna sonora, nonostante abbia alle spalle colonne sonore del calibro di C’era una volta in America, Gli Intoccabili, La leggenda del pianista sull’oceano e così via. Meglio tardi che mai, per l’Academy.

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Record di statuette per l’imponente Mad Max – Fury Road (Theron, Hardy) che – tra miglior sonoro, migliori effetti speciali, miglior montaggio e così via – è riuscito a portare a casa ben sei Oscar tecnici.

Non c’era dubbio su chi vincesse il miglior film d’animazione, il nome sulla targhetta era stato scritto dopo il primo botteghino: Inside Out ha ammaliato il cuore di tutti, grandi e più piccoli. Migliore sceneggiatura non originale a The Big Short – La Grande Scommessa (Bale, Gosling, Pitt, Carell). Ci ha lasciati piuttosto interdetti la vittoria di Mark Rylance (Il Ponte Delle Spie) per il miglior attore non protagonista, dato che tutto ci aspettavamo, persino la vittoria di nonno Stallone ai danni di un ottimo Bale, ma certo non questo.

Che cosa ci rimane di questa ennesima notte dorata? Un discreto spettacolo, dei meravigliosi abiti, degli altrettanto meravigliosi film, Leonardo di Caprio e Kate Winslet più romantici dei signori Morricone sul red carpet; ma, soprattutto, un’enorme mancanza: il web e noi tutti siamo stati privati di uno dei nostri passatempi preferiti, le memes su Leo e l’Oscar.

Cosa mai ci inventeremo adesso?!

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Claudia Castaldo

Claudia Castaldo

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