Oscar 2016: le nostre pagelle fashion

Nei giorni successivi alla cerimonia degli Oscar, c’è grande fervore sul web, tra infiniti commenti, critiche, gioie e amarezze per l’assegnazione dei premi, o più frivoli scambi di opinione sui look sfoggiati sul red carpet dalle star. Non parlerò della festa mondiale dedicata a Leonardo Di Caprio, che tanto per non lasciare mai l’atmosfera di ridicolo e paradossale che questo povero ragazzo e grande attore ha dovuto subire fino ad oggi, si potrà festeggiare solo ogni 4 anni (che poi non è vero, perché in America era 28 Febbraio, siamo noi che abbiamo colto la palla al balzo per continuare a prendere in giro il buon Leo). Non parlerò nemmeno del merito, perché io The Revenant non l’ho visto, ma ho sentito e letto un bel po’ di commenti quasi tutti poco entusiasti, però ormai, con tutti i filmoni e le interpretazioni magistrali che ci ha regalato, secondo me a questo punto l’Oscar lo avrebbe vinto pure col remake di In viaggio con Pippo.

Ammettetelo: avete scommesso, avete fatto il TotoOscar, avete organizzato una nottata Bingo a base di caffè e festeggiato la proclamazione di Miglior Attore come quando l’Italia ha vinto i mondiali, con tanto di video reaction in diretta, alcuni veramente degni di nota.

Chiusa l’indispensabile parentesi Leo, i giudizi non finiscono qua. Perché la verità è che ci piace giudicare, ci piace quella sensazione di sederci sulla panchina in piazza e commentare senza ritegno tutti quelli che passano. C’è un animo da suocera pettegola in ognuno di noi.

E allora sediamoci su questa panchina, che affaccia proprio sul red carpet. E diamo libero sfogo alle opinioni, tanto noi quegli abiti, belli o brutti, non li indosseremo mai, ma che dico gli abiti, non potremo mai permetterci nemmeno il fondotinta di Lady Gaga, che costerà quanto la mia macchina.

Avvalendomi di un immeritatissimo potere mi permetterò di decretare i vincitori dei migliori e peggiori outfit della serata.

And the Oscar goes to…

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Brie Larson, lei l’Oscar l’ha vinto davvero, meravigliosa e semplice la cascata di rouches bluette del suo abito Gucci, impreziosito da un’importantissima cintura gioiello.

Effettivamente quest’anno la semplicità è stata la vera vincitrice. E per semplicità non parlo certo della lavorazione dell’abito ma piuttosto delle linee pulite e dell’effetto finale del total look. Basti pensare all’abito smeraldo di Saoirse Ronan in Calvin Klein, davvero mozzafiato, risultato scintillante e lussuoso ma estremamente elegante, sexy ma non volgare la schiena scoperta. Effetto sirenetta per lei, insieme a Naomi Watts in Armani Privé, altrettanto brillante e chic con sfumature dal blu al magenta e ancor più “illuminata” grazie a un meraviglioso collier di diamanti. Semplice, ma estremamente sensuale, anche Rachel McAdams, che indossa un abito verde in seta di August Getty, con tanto di strascico e spacco notevole, anche per lei un’intrigantissima schiena in vista, perfetta fino all’ultima dettaglio nella scelta di gioielli, scarpe, trucco e parrucco.

Finisce in bellezza la sezione “semplicemente sexy” con la statuaria Charlize Theron in Dior rosso, abito dalla scollatura molto generosa ma sempre di classe, accentuato da uno strategico gioiello lungo che va a finire proprio nel mezzo del décolleté. Troppo facile però, a forza di farsi il bagno nell’oro, Charlize non perderebbe il suo charme nemmeno in accappatoio.

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Ottimo risultato anche per le fortunate star che hanno optato per il total white. Fortunate perché non è da tutti saper indossare il bianco, eccetto al proprio matrimonio.

Rooney Mara e Priyanka Chopra sbaragliano la concorrenza e si aggiudicano il premio Haute Couture, per un attimo ci fanno credere di essere alla settimana della moda di Parigi. Trasparenza e pizzo per la prima, quasi austera in Givenchy, abito a maniche lunghe con oblò romboidale appena sopra l’ombelico e spacco centrale con balze. Più romantica invece la modella indiana che indossa un abito a sirena di Zuhair Murad con scollo a cuore, ricami floreali e cintura gioiello.

Degno di una dea greca l’outfit di Olivia Wilde in Valentino, drappeggiato e plissettato, con una coraggiosa scollatura e schiena nuda, davvero splendida. Non perde neanche un punto in versione rossa al Vanity Fair Party, altrettanto divina in Prabal Gurung.

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Doveroso nominare in questo capitolo “bridal” anche una Lady Gaga stranamente sobria con una tuta strutturata di Brandon Maxwell, che però, a forza di shockare con look eccentrici e oltraggiosi, passa quasi inosservata. Mi dispiace Lady Germanotta, i tuoi parenti italiani non ti hanno mai raccontato la storia di Pierino al lupo?

88th Annual Academy Awards - Arrivals

Dal bianco al nero, una bellissima Jennifer Garner in Versace splende anche senza Ben Affleck al suo fianco, e ricorda a Kate Winslet che, forse, certi abiti non sono adatti a tutti (ma tanto baci e abbracci di Leo se li è beccati lei e quindi, she doesn’t care).

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Un applauso di dovere va al tabù infranto della presunta sfortuna legata al viola: Tina Fey in Versace e Reese Witherspoon in Oscar de La Renta sfidano la scaramanzia, entrambe in abito lungo fino a terra e senza spalline.

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Ben fatto anche per la passata migliore attrice Julianne Moore, quest’anno in veste di presentatrice, che opta per un classico, mai fuoriluogo, total black Chanel, con cui è impossibile sbagliare. O quasi, perché Chanel è anche l’abito grigio-argento di Daisy Ridley, che più che Risveglio della Forza sembra essersi assopita, questa lunghezza alla caviglia non la valorizza e la fa sembrare molto più che una ventitreenne. Lo so, è stata definita da molti come la miglior vestita, eppure, non ci convince.

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Così come non ci convince Alicia Vikander in Louis Vuitton, che con il suo abito gonfio giallo canarino sembra essersi mascherata da Principessa Belle, acconciatura compresa. Menomale che nell’after party si è cambiata e, pur rimanendo fedele al brand, ha avuto un risultato decisamente migliore. Anche la simpatica Jennifer Lawrence in un look nero firmato Dior, ricco di pizzo e piume, è stata apprezzata quasi da tutti, ma purtroppo è difficile non pensare alle sue innumerevoli figuracce, forse per questo sembra sempre un po’ rigida e inevitabilmente goffa. Dev’essere stata dura riuscire a non cadere per l’ennesima volta.

Un’ultima menzione la voglio dedicare a quei look che avrebbero potuto sfiorare l’oscenità, ma che, non si sa perché, su alcune attrici sono risultati quasi convincenti. Un po’ come quando le blogger indossano i mom jeans e sono super stilose mentre se te li metti tu sembra che abbia sbagliato taglia.

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Cate Blanchette è riuscita a dare credibilità a un abito verde acqua Armani Privé che non poteva che essere definito da tutti petaloso e anche un po’ Frozenoso, ma lei può, perché è la Regina degli Elfi. Emily Blunt (forse sponsorizzata da Pantone) ha sfoggiato un Prada rosa pastello con cristalli che però, siccome è incinta, ha avuto un effetto più romantico che stucchevole. Heidi Klum in Marchesa sembra una bomboniera lilla ma siccome è una Top ed è stata lei ad insegnarci che nella moda “un giorno sei in e un giorno sei out”, non me la sento di mandarla Auf wiedersehen.

Infine, tra i poveri maschietti così poco considerati quando si tratta di red carpet – “poveri” si fa per dire visto che hanno la fortuna di schiaffarsi addosso uno smoking in qualunque occasione- nominiamo per puro senso del dovere (e del piacere) Leonardo di Caprio in tuxedo Armani, Eddie Redmayne in Alexander McQueen, Christian Bale in Dolce & Gabbana, Michael Fassbender in Tom Ford.

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Catturano l’attenzione solo Pharrell Williams con un triplo risvoltino che a mio parere gli sarebbe dovuto costatre il divieto di entrare, e un favoloso, eccentrico e mai banale Jared Leto in completo Gucci nero con rifiniture rosse, mocassini in velluto decorati con serpenti di cristalli e fiore rosso, non proprio all’occhiello. Scommetto che ancora non lo avete dimenticato in versione chioma lunga e look Givenchy dell’anno scorso, ma a giudicare dai colori che aveva scelto, non mi sorprenderei se il trend del 2017 sia proprio il suo flower tie!

Francesca Mogioi

 

 

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2 pensieri su “Oscar 2016: le nostre pagelle fashion

  1. Eliana ha detto:

    Ti dirò, l’abito di Daisy Ridley non era poi così male, ma è stato poco valorizzato. Forse con trucco e parrucco diversi l’effetto finale sarebbe stato migliore

    Mi piace

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