Grazie alle Secret Bands quest’estate solo gonne!

Alzi la mano chi, in estate, non ha mai avuto il doloroso problema dello sfregamento dell’interno coscia quando si è scelto di indossare una freschissima gonna.Certo, direte voi, capita se si ha qualche chilo di troppo, ma nemmeno tanto: è una questione di calore e di movimento delle gambe, insomma, non è un problema solo delle cicciottelle anche se è principalmente a loro che mi rivolgo mentre scrivo.Sono bella abbondante da tutta la vita e ogni estate il problema si ripresenta quasi sempre peggiorato: l’irritazione e le ferite che lo sfregamento delle cosce mi causano sono uno dei motivi per cui molto spesso scelgo di non indossare le gonne.

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Da quando ho scoperto dell’esistenza delle Secret Bands del Personal Size e le ho provate, la musica è cambiata: si tratta di fasce in pizzo (disponibili in tre colorazioni differenti: rosse, nere e beige e in tre misure diverse, vestendo giro coscia dai 58 agli 80 cm, il prezzo si aggira intorno ai 20 euro) che grazie al bordo con doppia siliconatura alto 15 cm non scendono, non si arricciano (più di tanto) e, soprattutto, non stringono.

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Il mio timore più grande, prima di indossarle, era quello che stringendo troppo si notassero i rotoli di ciccia che sarebbero comunque usciti allo scoperto sotto lo strato leggero della gonna… e invece no! L’effetto è davvero strabiliante: nessuno direbbe mai che si stanno indossando delle “fasce protettive” e la sensazione di libertà e sicurezza che si prova portandole anche per molte ore è pari solo al sollievo che si prova controllando l’interno coscia a fine giornata per vedere che non c’è traccia del rossore tanto temuto e sofferto nel corso degli anni.

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Insomma… quest’estate non ho proprio scuse e finalmente posso sbizzarrirmi come desidero da anni tra vestiti e gonne!

Se volete dare un’occhiata alla collezione Personal Size:http://www.personalsize.it/it/

Chiara Colasanti

 

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Svuota l’armadio: nulla si crea, nulla si distrugge

NB: Questo articolo è nato dalla collaborazione con Zai.net, la rivista madre che ci ha dato la possibilità di dare vita al progetto editoriale di Looksmart.Se vi va passate a dare un’occhiata alla loro versione multimediale la trovate su Apple e Android.

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Se una cosa è preceduta da “keep calm” devi farla, it is known

 

Ricordate la regola di conservazione della massa? Applicatela alla moda ed ecco che nasce il gruppo Fb “Svuota l’armadio”. Federica Romanazzi ha avuto l’idea del secolo: aprire un gruppo Facebook dove è possibile vendere e scambiare i propri vestiti tra privati, semplicemente per liberarsi di quelle cose nell’armadio che restano appese e mai indossate. La comunità è diventata sempre più forte, raggiungendo un numero altissimo di iscritte e coronando un sogno che riguarda un obiettivo più alto del semplice armadio svuotato: contribuire in maniera ecologica ad un’inversione di tendenza per contrastare la società consumista in cui viviamo.

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600-02377761 © Lisa Brdar Model Release: No Property Release: No Illustration of Woman Looking in Cluttered Closet

Da cosa nasce la tua idea di creare un gruppo per vendere/scambiare vestiti?

L’idea di “Svuota l’armadio” è nata nel dicembre 2013, un po’ per gioco e soprattutto da una necessità personale di liberarmi dei tanti vestiti che non mettevo più e che riempivano il mio armadio. Ero una studentessa universitaria e, come tutte le ragazze della mia età, compravo capi d’abbigliamento senza rifletterci troppo, accumulando roba per poi pentirmene il giorno dopo l’acquisto. Ho pensato di creare un gruppo su Facebook e l’idea ha avuto un grande successo. Il gruppo di Roma è cresciuto a macchia d’olio grazie al passaparola tra le ragazze (oggi conta circa 40mila membri) e così ho deciso di lanciare l’iniziativa in tutte le più grandi città italiane. Per trovarlo basta cercare il gruppo della propria città Svuota l’armadio – nome della città. Il gruppo originale è riconoscibile da una stampella bianca su sfondo nero con la scritta “Svuota l’armadio”.

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Andate sulla pagina per scoprire il prossimo

Quali sono i momenti in cui ti senti più soddisfatta di aver realizzato questa tua idea? Quando le ragazze mi dicono che grazie al gruppo hanno potuto pagare l’ultima salatissima tassa universitaria, oppure quando mi dicono di aver conosciuto sul gruppo la loro nuova migliore amica.

In effetti “Svuota l’armadio” non è solo un gruppo di semplice compravendita di abbigliamento, ma è diventato una grande comunità: le ragazze si incontrano, prendono un caffè insieme, si chiedono consigli, insomma, si creano dei veri e propri legami di amicizia che vanno oltre il virtuale. Questo mi rende davvero orgogliosa!

Secondo te qual è la cosa più bella del comprare un capo di seconda mano?

C’è anche un discorso ecologico dietro. Io sono appassionata di ecologia e natura e lavoro in un’associazione di protezione ambientale, per cui penso sempre che dare una seconda vita ad un capo sia essenziale, specialmente nella società consumista in cui viviamo. È importante sostenere il riciclo per attenuare l’impatto che il consumismo attuale ha sulla natura e sull’ambiente in cui viviamo. La maggior parte delle grandi marche d’abbigliamento, infatti, produce i propri capi in condizioni poco sostenibili, per non parlare delle condizioni di lavoro deplorevoli a cui sono sottoposti gli operai. Quindi è sicuramente meglio comprare un capo di seconda mano piuttosto che uno nuovo!

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Tre motivi per iscriversi subito a “Svuota l’Armadio”?

Guadagnare qualcosa liberandosi di ciò che non si usa più, fare tante nuove amicizie e scambiarsi consigli, rifarsi il guardaroba a prezzi piccolissimi.

 

Per qualche consiglio in più su come svuotare il vostro armadio eccovi la teoria e la prassi 😉

Gaia Ravazzi