OSCAR 2016: FINALMENTE LEO, FINALMENTE MAESTRO

E niente, ho fatto la nottata in bianco ma alla fine ce l’ho fatta.

Bibitone di caffè in una mano, telefono per seguire la cerimonia su Snapchat nell’altra ed ecco come si è svolta la mia magica notte dorata del 28 febbraio scorso. Innanzitutto vorrei dedicare un pensiero a quelle tre squisite persone che qualcuno ha definito “esperti di moda”: in primis, di che moda stavano parlando?

E, soprattutto, che cosa avranno mai fatto di così terribile ai loro doppiatori per meritarsi uno scempio del genere? Okay, chiusa parentesi.

Questa cerimonia degli Oscar mi ha aperto un mondo: voi sapevate che il red carpet si svolge di giorno? Io sinceramente pensavo che iniziasse verso le 19 e che si svolgesse tutto di sera con delle luci potentissime provenienti dall’alto per permettere ai fotografi di scattare le loro foto in alta definizione, nonostante il buio.

Il red carpet sembrava infinito: c’era Jennifer Lawrence, con un biondo pazzesco e un abito in nudo e pizzo nero di Dior; c’era l’incantevole Alicia Vikander in Louis Vuitton, Kate Winslet in un abito a sirena nero lucido di Ralph Lauren, una raggiante Soairse Ronan in un bellissimo abito verde irish di Dior; Rooney Mara in pizzo couture firmato Givenchy by Tisci, un abito lilla sognante per Heidi Klum in Versace; una classica (forse troppo, da risultare quasi noiosa) Lady Gaga in abito bianco di Brandon Maxwell. Continua a leggere

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Suffragette: la riscoperta cinematografica del movimento femminista

L’attrice tre volte premio Oscar Meryl Streep nella pellicola Suffragette è Emmeline Pankhurst, leader del movimento Women’s Franchise League dal 1889 al 1928, anno della morte durante il quale è stato concesso nel Regno Unito il voto anche alle donne. La centralità del film è riservata però all’attrice Carey Mulligan, che interpreta  Maud Watts giovane lavandaia di 24 anni che viene avvicinata da un gruppo di attiviste di cui entra a far parte. Una delle attiviste, Alice Haughton, moglie di un parlamentare che nel film è interpretata dall’attrice Romola Garai, invita le donne dalla lavanderia in cui lavorava anche Maud, a manifestare fuori dal parlamento in difesa dei diritti delle donne e in particolare per chiedere il diritto di voto.

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In quell’occasione la polizia reagirà alla manifestazione con violenza e imprigioneranno Maud e altre donne per alcune settimane. Questo atteggiamento di repressione,  come la storia ci insegna, non ha fermato il movimento suffragista in Gran Bretagna (dove è ambientato il film) come nel mondo; dal 1865 infatti milioni di donne si sono battute per il diritto di voto e il riconoscimento della piena dignità delle donne, ma prima di tutto si era consapevoli che per arrivare ad una conquista così importante era necessario cambiare la società, allora come oggi.

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Nel film è inserita anche la storia di un’altra suffragetta Emily Davison coinvolta nei disordini del 1913 cui venne dedicata un’edizione speciale del quotidiano The Suffragette. Nel 1918, la prima grande conquista: il parlamento del Regno Unito approvò la proposta del diritto di voto alle donne limitato però alle mogli dei capifamiglia con certi requisiti di età (sopra i 30 anni, ndr) e più tardi con la legge del 2 luglio 1928, il suffragio fu esteso a tutte le donne del Regno Unito. La prima donna eletta al parlamento del Regno Unito fu Lady Nancy Astor, originaria della Virginia ma che aveva acquisito la cittadinanza del Regno Unito sposando nel 1906 il ricco visconte Waldorf Astor.  La Astor fu proclamata deputato per il partito conservatore il 1º novembre 1919. Per quanto riguarda l’Italia ricordiamo che il percorso fu in parte rallentato dall’unificazione avvenuta nel 1861 e solo nel 1919 le donne ottennero l’emancipazione giuridica.

Mentre aspettiamo la distribuzione italiana del film, già dal trailer molto esplicativo ci si può spingere ad una serie di considerazioni e riflessioni sulla fatica che nella storia tante donne hanno fatto, per ritagliarsi con dignità uno spazio nel mondo della politica, del lavoro e delle istituzioni.

Quelle donne hanno sacrificato gran parte della loro vita a lottare per i loro diritti ma per garantirli soprattutto anche nel futuro, hanno fatto sì che il potenziale delle donne fosse riconosciuto al pari degli uomini. Siamo nel 2015 e il frutto delle lotte di quegli anni è sicuramente evidente, ma l’uguaglianza che viene proclamata costituisce veramente la realtà dei fatti? Un video creato da ELLEUK TV può forse in parte rispondere a questo interrogativo.

 

Chiara Viti

Vedere i film nuoce gravemente alla salute – delle persone emotive –

Nel tempo libero mi piace sedermi sul divano e guardare un bel film. Potrebbe risultare una frase banale, se non fosse che ad esprimerla sia una persona come me.

C’è chi li vede per noia, chi lo fa per addormentarsi, chi li apprezza senza sbilanciarsi troppo. Ci sono persone che vedono film solamente per farsi un sano pianto di sfogo, quelli che lo fanno per non pensare, quelli a cui serve un passatempo dopo cena.

Poi ci sono le persone emotive, che durante quei 120 minuti circa si immergono nello schermo e vivono con i personaggi le loro vite, io faccio parte di quest’ultima categoria. Accompagnati dalle migliori colonne sonore, camminiamo per le strade di New York, per Central Park, nella fredda natura dell’Alaska insieme a Supertramp, su spiagge incontaminate e paradisiache o in qualche paesino europeo dall’aria autunnale, bevendo caffè a portar via.

Ci immedesimiamo, proviamo le emozioni del personaggio che sentiamo più a noi vicino, e alla fine, quando ci rendiamo conto che ai titoli di coda quel che ci rimane è una pila di piatti da lavare e un libro da studiare, ci sale una malinconia infinita,oltre che un pianto singhiozzante con tanto di sguardo fisso verso lo schermo nero con le scritte bianche in movimento. Iniziamo a pensare alla nostra vita, alle nostre giornate, a quanto siano piatte e monotone in confronto alle avventure e alle storie dei protagonisti dei nostri film.

Questo è quello che succede post-visione. Ai più sembrerà una scena esagerata, “tanto è solo un film”, eppure di persone così al mondo ce ne sono, e, per fortuna, qualcuna è mia amica.

L’ultimo post-movie feel l’ho avuto la settimana scorsa dopo aver visto Begin Again (alias “Tutto può succedere”), commedia musicale/romantica di John Carney, con Mark Ruffalo, Keira Knightley e Adam Levine. Apparentemente una pellicola scialba con una trama vista e rivista, mi ha sorpreso proprio perché sottovalutata: dato che di questi tempi commedie romantiche brillanti non ce ne sono, intese in modo da poter essere paragonate a Harry ti presento Sally o A piedi nudi nel parco. Non aggiungo altro per evitare spoiler, però vi consiglio vivamente di vederlo o almeno di ascoltare la sua colonna sonora.

Questo è stato solo l’ultimo di una lunga serie: a partire da Il matrimonio del mio migliore amico a Le ali della libertà, Casablanca e Scent of a woman, per arrivare a Il lato positivo, Manhattan, Come eravamo, tutti i film di Ozpetek, Her, e sì, anche Bridget Jones, come molti altri. Sono storie dense, storie di vite vissute con intensità, con o senza consapevolezza. E quando parlo di intensità, non parlo di avventure immaginarie ma di quotidianità, spezzoni di vita che ci sembrano così lontani solo perché c’è l’atmosfera giusta, la musica giusta, il bar giusto, la bevanda calda sorseggiata mentre si legge quel libro che si vuole leggere seduti in quel café con le poltrone morbide, la corsa mattutina circondati dal verde e dai grattacieli, la passeggiata notturna per le strade del centro ascoltando qualche musicista di strada suonare il suo sax.

O forse ciò che ci manca è semplicemente quell’attitudine vincente, quella che ci permetterebbe di affrontare qualunque cosa, quella che noi vorremmo avere ma che non abbiamo il coraggio di tirare fuori.
Proprio per questo, durante l’arco delle giornate facciamo in modo di creare la nostra storia, immaginando la nostra colonna sonora (io me la canto quasi sempre da sola e non solo quando non posso usare le cuffiette), facendo training autogeno e fantasticando sulle centinaia di cose che potrebbero accaderci durante la giornata, risultando molto spesso bizzarri agli occhi degli inconsapevoli, ma anche a quelli di chi ci conosce, e anche bene.

Personalmente, quando posso mi fermo in un bar a godermi un momento di pausa, bevendo un cappuccino e sfogliando Dylan Dog, oppure passeggio per il centro, fermandomi in libreria per ore o su una panchina in un posto ispirante, abbozzando qualche disegno. Sono piccole cose che aiutano a migliorare la nostra vita, in qualche modo, e che ci fanno sentire più vicini alle pellicole che tanto amiamo. Perché le aspettative di noi che leggiamo, che vediamo film e che soprattutto ci appassioniamo per qualsiasi cosa, sono molto più alte rispetto a quelle di coloro che “pensano nella scatola”. E questi momenti di distacco dalla realtà ripetitiva che ci tocca per forza vivere e subire ogni santo giorno ci fanno sentire in armonia con noi stessi, ci fanno stare bene.

Claudia Castaldo

Claudia Castaldo

Poli opposti e recensioni controverse

In autunno il cinema inizia il suo periodo d’oro: tante le proposte interessanti, una di Poli opposti_01queste è Poli Opposti, opera di esordio del giovane regista Max Croci: Luca Argentero e Sarah Felberbaum sono protagonisti di una commedia romantica, leggera e dolce.

Stefano Parisi è un terapista di coppia, gentile, sorridente, educato: il giovane dottore cerca di ascoltare i suoi clienti per motivarli a ricomporre il proprio rapporto con il coniuge. Caludia Torrini è un avvocato divorzista, scontrosa, arrogante e cinica, ma soprattutto arrabbiata con il genere maschile.

Sognatore lui, forte e determinata lei, i due personaggi daranno vita a siparietti divertenti e coinvolgenti: inizia così uno “scontro”, sul pianerottolo in cui si trovano i loro studi e le loro abitazioni.

Non mancano momenti di riflessione in cui Stefano e Claudia, sempre più vicini, si confronteranno a cuore aperto.

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Spoiler

Nel cast anche altri personaggi interessanti come il famoso Dottor Beck, ex suocero di Stefano, psicologo e autore di libri di successo.

Poli opposti ha avuto un grande successo, con oltre 200 mila spettatori in una settimana, ma i giudizi sul web sono contrastanti: “film banale e scontato” secondo alcuni, ma per altri“piacevole commedia”. Voi cosa ne pensate?

“Poli opposti” (Italia, 2015) di Max Croci. Con Luca Argentero, Sarah Felberbaum, Giampaolo Morelli, Tommaso Ragno, Grazia Schiavo, Anna Safroncik ed Elena Di Cioccio.

Nelle sale da giovedì 8 Ottobre.

Laura Lorentini

Oscar 2016: i favoriti e cosa vedere questo inverno al cinema

Quanto suona bene la parola “Oscar”?

Per i cinefili come me, è l’unione di suoni più armoniosa che possa esistere, le diamo un valore unico, un’importanza che va oltre qualsiasi critica: O s c a r.

Eppure, come in tutte le cose belle, da qualche parte ci deve pur essere la fregatura. Nel nostro caso, la fregatura si chiama “Academy”, quel maledettissimo consiglio di critici e chi sa cos’altro che annualmente si riunisce e stabilisce chi sia degno di portarsi a casa La Statuetta e chi no. Quel maledettissimo consiglio che da vent’anni fa patire le pene dell’inferno al nostro adorato Leo e che non premia (e mai premierà) un regista del calibro di Scorsese solo per antipatia reciproca. Quello stramaledettissimo consiglio che puntualmente premia pellicole solo per i temi affrontati, senza considerare le competenze tecniche e le performance degli attori (cfr. 12 anni schiavo) Nonostante questo, ogni anno, noi appassionati stiliamo un totoOscar e iniziamo con le scommesse, in attesa della notte dorata.

Ora vediamo quali sono i favoriti e i film che sono assolutamente da NON perdere al cinema, questo inverno.

1. BLACK MASS di Scott Cooper

Biopic, nonché gangster movie, che potrebbe ricondurre Johnny Depp nell’Olimpo cinematografico. Condotto molto bene, intrigante, e Johnny sa come tenere la scena. Racconta la storia di James “Whitey” Bulger, criminale di origini irlandesi e fratello di un senatore (Benedict Cumberbatch).

black mass

2. TRUMBO di Joy Roach

Trumbo è un biopic. Ci narra la storia di Dalton Trumbo (interpretato dal grande Brian Craston, Breaking Bad), regista, scrittore e sceneggiatore americano, vissuto negli anni ’40 e ’50 e allontanato dal Sindacato degli Scrittori per via delle accuse politiche che gli erano state fatte. Ma Trumbo era realmente comunista?

trumbo

3. THE HATEFUL EIGHT di Quentin Tarantino Continua a leggere

Settembre, parole d’ordine: mai ‘na gioia e SERIE TV

Siamo nel mese del mai ‘na gioia per eccellenza: è finita l’estate, l’abbronzatura svanisce, il richiamo della palestra incombe e quello della dieta anche, ma soprattutto c’è quel maledettissimo mostro della sessione autunnale dietro l’angolo.

Sì sì, quello che sta dietro le vostre spalle quando vi voltate, quello dietro lo schermo del pc quando cazzeggiate su Facebook, quello che vi invia gli allarmi sullo smartphone per ricordarvi che la prenotazione per il secondo appello è aperta. Quel bastardo lì. E allora come consolarci? Come riempire le nostre deprimenti serate casalinghe, fatte di infradito, smalto rovinato e abbigliamento anti-sesso, in questi afosi giorni di studio e avvilimento? SERIE TELEVISIVE.

Vi avverto, io sono il diavolo tentatore, colei che venera questo genere di intrattenimento e che vi farà passare al Lato Oscuro, se siete deboli di carattere o semplicemente facili da accalappiare. Perché le serie tv sono belle, sono rilassanti, sono accattivanti e sanno come prenderci, teletrasportandoci nei loro mondi e facendoci dimenticare del nostro, inclusi i problemi (e gli esami) che ne fanno parte.

E perché proprio settembre? Ovviamente per via delle numerose premiere degli altrettanti show televisivi, alcuni nuovi di zecca pronti per essere assaporati, altri che ci propongono la stagione successiva a quella che ci ha fatto emozionare fino a qualche ilmese fa (E poi, si è appena conclusa la 67esima edizione degli Emmy, non c’è qualche titolo che vi ha incuriosito? Apparte la gallery di LookSmart sul red carpet ndr).

Ecco la mia top#8, le 8 serie che vi suggerisco, alcune nuove, appena sfornate, altre lavate con Perlana. (Direi top#10, ma è inutile che mi metta a discutere su Game Of Thrones e su Breaking Bad. Vero?!)

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Empire appartiene a quella categoria di serie televisive che se non l’hai vista non hai capito niente. È un musical drama, quindi oltre a inserirci violentemente nella vita privata di un magnate della discografia e della sua famiglia, ci incanta con delle impressionanti canzoni inedite, un misto tra soul e hip-hop, cantate dai protagonisti ma anche dagli special guests, come Courtney Love, Rita Ora e Snoop Dogg (o Lion?). Continua a leggere

Operazione U.N.C.L.E: i magici anni 60

La moda passa, cresce, corre. Ah no, non era così il detto.

Sugli schermi italiani ormai da inizio settembre il film di Guy Ritchie ispirato alla celebre serie televisiva americana Organizzazione U.N.C.L.E che fa dello spionaggio internazionale la sua carta vincente. Se la trama lascia qualche punto interrogativo per gli amanti del genere,  l’atmosfera, un misto tra 007 e Vacanze romane, non può che attrarre l’occhio esteta delle amanti del look alla Twiggy. Senza tralasciare i due bei pezzi di manzi: Henry Cavill (lo ricorderete nei panni dell’ultimo Superman) e Armie Hammer che interpretano rispettivamente bonazzo 1 e bonazzo 2 (scherzo), Napoleon Solo, spia americana e Illya Kuryakin, suo acerrimo nemico e spia russa.

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La  prima cosa che colpisce l’occhio avido della fashionista sono i costumi (e che costumi).Gli anni 60 minimalisti e geometrici, dai colori vivaci e dalla classe infinita, da Prada a Dior.Vi verrà voglia di essere Gabrielle, sempre circondata da uomini bellissimi e abiti chic dall’aria retrò.

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Joanna Johnston, costumista del film conosciuta per film come Indiana Jones e Chi ha incastrato Roger Rabbit ci fa rivivere emozioni del passato riportandoci direttamente nella Dolce Vita.Eccovi alcuni dei look più interessanti indossati da Gabrielle e dalla cattiva di turno, Victoria Vinciguerra. Continua a leggere

72esima BIENNALE DI VENEZIA: tra i Fantastici Quattro, i film in gara e Johnny sul red carpet

L’Esposizione Internazionale d’arte di Venezia ha riaperto i battenti per la sua 72esima edizione, siamo già al quinto giorno, il tifo per i vari lungometraggi c’è, i critici pronti a sparare anche sulla Croce Rossa anche. Ma cosa ci propone quest’anno la leggendaria Biennale?

Ad aprire il sipario c’ha pensato il cineasta islandese Baltasar Kormakur con Everest, un film narrante la tragica storia della spedizione sulla nota vetta avvenuta nel 1996. Sebbene questo nome non sia familiare ai più, le pellicole di Kormakur hanno sempre raggiunto ottimi risultati al botteghino – nonostante le tematiche forti – e stavolta lo troviamo a dirigere la coppia Jake Gyllenhaal-Keira Knightley.

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“Everest”, Kormakur

Tra le 22 pellicole in gara, troviamo quattro italiani: Marco Bellocchio con Sangue Del Mio Sangue, Piero Messina, assistente di Paolo Sorrentino per This Must Be The Place e La Grande Bellezza, che presenta la sua opera prima, L’Attesa, che propone una Juliette Binoche nei panni di una donna siciliana alle prese con un incontro inaspettato durante un periodo di stallo nella sua vita; Giuseppe Gaudino che dirige Valeria Golino in Per Amor Vostro e Luca Guadagnino con A Bigger Splash, film dal cast internazionale – e insolito-: come protagonista a fianco del celeberrimo Ralph Finnes (tra i molti, Il Paziente Inglese e Gran Budapest Hotel), Guadagnino sceglie niente poco di meno che Dakota Johnson, la stella delle chiacchieratissime Cinquanta sfumature, una scelta più lungimirante che artistica, direi.

“L’Attesa” di Piero Messina

In ogni caso, siamo tutte qui a dare maggior sostegno possibile ai nostri Fantastic Four, vista la disfatta totale della Triade Moretti-Sorrentino-Garrone a Cannes. Continua a leggere