Novica in association with National Geographic

Oggi vi parlo di uno store online, e fin qui niente di nuovo sotto al sole, ma questa volta si tratta di una piattaforma con un profilo etico molto speciale: Novica è un portale che consente di acquistare oggetti di artigianato di arredamento e abbigliamento provenienti da tutto il mondo.

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La politica di Novica è mettere in contatto gli artigiani locali delle parti più svantaggiate del mondo direttamente con i consumatori finali, dando loro la possibilità di godere interamente del frutto del proprio lavoro, senza essere sfruttati da catene di produzione lunghissime, e consentendogli così di produrre oggetti di maggiore qualità.

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In pratica Novica è una piattaforma gratuita sulla quale gli artigiani possono accedere ai potenziali clienti e ad un team di assistenti in loco che li aiuta nel processo di inserimento nei prodotti nel sistema e ne certifica la qualità. Continua a leggere

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DIY: Cozy headband

NB: Questo articolo è nato dalla collaborazione con Zai.net, la rivista madre che ci ha dato la possibilità di dare vita al progetto editoriale di Looksmart.Se vi va passate a dare un’occhiata alla loro versione multimediale la trovate su Apple e Android.

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Se una cosa è preceduta da “keep calm” devi farla, it is known

Le feste sono alle porte e la ricerca del regalo perfetto per le amiche (e al tempo stesso economico) è iniziata. Il dramma di conciliare tasche piangenti e belle figure porta l’arte dell’arrangiarsi all’extremis. Una proposta semplice ma d’effetto per sorprendere senza spendere.

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OCCORRENTE:

-Lana q.b
-Uncinetto (o ferri)
-Un bottone
-Ago da lana
-Pazienza
-Circonferenza approssimativa della testa della vostra amica (testa piccola/grande)

REALIZZAZIONE:

Per la realizzazione della fascia si può procedere seguendo diverse strategie. In primis dovete scegliere come volete creare la fascia, se all’uncinetto o a maglia. Dopodiché vi converrà scegliere la trama più adeguata al risultato che volete ottenere. In questo caso abbiamo scelto di realizzarla con l’uncinetto e fermarla al centro con un bottone. Se non siete pratiche di uncinetto il modello proposto è comunque molto semplice.

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La fascia in foto è realizzata con l’ausilio di due tipologie diverse di punto: punto basso e woven stitch.

1) Dovrete fare per prima cosa una catenella di circa sei punti. Dopo di che per le prossime nove file è necessario realizzare punto basso aumentando man mano le maglie facendo due punti bassi nell’ultimo punto.Alla fine di ogni riga fate un punto,eccetto la nona dove ne farete due.

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STYLOVER40: L’outlet della solidarietà

Non potevamo non condividere un articolo del genere (e una scoperta del genere!).Per uno shopping più economico ma anche consapevole, uno shopping proficuo, ma che pensa anche agli altri. Leggete oltre e date un’occhiata al blog.

Originally pressed on Stylover40:

All’outlet per solidarietà!

Non ci crederete… ma erano anni che non andavo in giro per outlet, forse quasi 10!!!
Non è stata una scelta studiata ma per una serie di motivi, stile di vita, figli, famiglia, tempo… non mi è più capitato di organizzare spedizioni “folli” presso i grandi Mall delle firme italiane.

Ricordo che in passato, quando ancora le location degli spacci erano dei veri e propri magazzini (tutt’altro che accoglienti e all’ultimo grido come ora) era difficile anche riuscire a capire dove esattamente si trovassero e sopratutto come fare per arrivarci.
Le indicazioni su come raggiungere lo spaccio di questa o quell’azienda si tramandavano tra cerchie ristrette di amiche come fosse un segreto da rivelare solo a poche elette…

Negli anni, avendo vissuto in diverse città d’Italia, avevo costruito una mappa dettagliatissima dei migliori outlet, capillare e precisa come una rete autostradale, prima ancora che inventassero Google map.
Non perdevo occasione per andarci, incastrando la spedizione in qualsiasi tipo di spostamento in lungo o in largo per lo stivale.
C’era una tappa per quando si andava a sciare, una tappa per quando si passava la frontiera, una per il week in Toscana… Insomma nulla era lasciato al caso!

Col tempo però le cose sono un po’ cambiate.

Ma… Non più tardi di qualche settimana fa ho trascorso uno splendido week end tra le morbide e sinuose colline della campagna Toscana e… senza lontanamente immaginarlo, lungo la strada mi sono imbattuta in uno degli outlet più grandi della catena McArthurGlenBARBERINO DESIGNER OUTLET.
Complice la necessità di un paio di scarpe nuove per mio marito ed un articolo letto su Vogue qualche giorno addietro… La sosta lungo la strada del rientro e’ stata d’obbligo!

Avevo letto di un progetto circa un charity store dedicato a chi ama la modaTHE VINTAGE PROJECT!


In pratica uno store in cui i capi sono donati dai grandi brand della moda o da celebrità come Beatrice Borromeo, Franca Sozzani, Eva Longoria, Julianne Moore, Karl Lagerfeld, Lady Gaga, Sarah Jessica Parker e Taylor Swift.
E sapete una cosa? Dopo aver gironzolato qua e là tra i vari mall presenti in quell’outlet, l’unico posto in cui ho trovato qualcosa di veramente speciale e per cui valesse la pena essere lì quella mattina è stato proprio THE VINTAGE PROJECT!


Ho acquistato uno splendido chiodo in pelle argento platino donato da Ralph Lauren ad una cifra assolutamente accessibile, il cui ricavato sarà donato in beneficenza a sostegno della Fondazione IEO-CCMper la ricerca oncologica, cosa volere di più?


Andateci, ne vale assolutamente la pena ;-)!

Per l’articolo originale—> qui

 

Alla scoperta dei British Department Stores

Lo Shopping mall è per definizione il tipo più diffuso di store americano e la parola stessa “mall” fa parte dello slang statunitense. Più sottile e ampio è, invece, il termine utilizzato dagli inglesi , per cui lo shopping mall viene emulato alla latina in qualcosa di molto più elaborato e complesso del semplice centro commerciale americano. La definizione inglese sta infatti ad indicare un punto vendita al dettaglio di grandi dimensioni, spesso non suddiviso per negozi ma in spazi allocati sulla superficie, separati ma aperti tutti su una stessa facciata. Ecco i quattro department store immancabili da aggiungere alla vostra lista di cose da vedere a Londra.

1.Harrods

Partiamo dal più famoso, Harrods. Chi di noi non ha in mente l’orsetto di peluche vestito da poliziotto inglese o con la giacca rossa e fantasia scozzese a quadri? Harrods è icona dello stile inglese, il magazzino di lusso incarna rigorosamente l’eleganza e la semplicità tipiche della moda del Regno Unito. Con un area di 93000 metri quadrati , i 300 reparti sono collegati tra i 7 piani attraverso 46 ascensori. L’arredamento interno è ispirato all antico Egitto e l’esterno ricoperto di luci, l’entrata sul quartiere più bello di Londra , South Kensington. Dalle marche di altissima moda alla cancelleria raffinata del seminterrato al reparto alimentari del piano terra, il negozio è fatto per soddisfare ogni esigenza.Da non perdere il reparto tè e la caffetteria stile europeo prima di riprendere fiato per affrontare il resto del tour.

Mentre aspettate  di essere accomodati nell’esclusivo ristorante The Georgian potrete godere della vista mozzafiato del Terrace Bar affacciato  su Knightsbridge oppure fare un salto al reparto massaggi del quinto piano.Ah, e se per caso voleste vedere come sono fatti i bagni, la vostra curiosità verrà soddisfatta per appena 1 pound a ingresso, perfino il bagno di Harrods è très chic.

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2.Selfridges

Immancabile nella lista dei brand, Selfridges è il paradiso di ogni donna.I sorrisi delle hostess all’entrata, accomodarsi sui tappeti di velluto rossi nella sala delle scarpe perdendosi  tra Louboutin e Alexander McQueen per poi uscire dal palazzo con in mano l’iconica bustina gialla e nera.Selfridges è l’alternativa più accessibile a Harrods e il suo concorrente più temuto. Fondata dall’americano Harry Selfridges , il punto principale della catena di negozi si trova su Oxford street, ed è secondo solo ad Harrods per estensione. Il fondatore ha puntato alla visibilità dei prodotti utilizzando un’originale campagna marketing e l’attenzione rivolta al cliente, i negozi, infatti, vantano un personale tra i più attenti e professionali per rendere il tour di shopping  assolutamente piacevole.

Famosi per capi di abbigliamento e accessori , le marche presenti nel negozio variano dall’alta moda allo stile casual di brand più giovani.

Meraviglioso il piano dedicato alle scarpe merita certamente una visita, ma attenzione a non perdervi, è appositamente costruito a forma di labirinto.

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3.Debenhams

Vicino parente dei precedenti due, eppure un mix di entrambi. Con marche e prezzi più convenienti di quelli di Selfridges , la grande catena di distribuzione inglese racchiude in sé qualsiasi prodotto stiate cercando.Il dipartimento di vendita offre una grande varietà di accessori per l’arredamento, mobili , stoviglie e tessuti  per arrivare ai più classici indumenti e cosmetici.

L’imitazione più vicina potrebbe essere il Corte Inglés spagnolo, ma certamente la sua versione inglese lo supera in raffinatezza e qualità dei prodotti. Splendido l’edificio su Oxford Street, le 18,0000 piastrelle in alluminio di cui è ricoperto si muovono seguendo il vento come uno specchio d’acqua e regalando luminosità surreale all’intera struttura.

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4.Fortnum and Mason

Impossibile ed estremamente riduttivo definirlo come negozio di alimenti, Fortnum and Mason rientra perfettamente nella descrizione del department store inglese andando al di là della definizione stessa. Nato nel 1770 come emporio della regina, il negozio è oggi noto  fornitore di prodotti alimentari di qualità, celebre soprattutto il simbolo più tipico del Regno Unito, il tè. Il palazzo situato nel cuore di Myfair  racchiude all interno dei 5 piani una grande varietà di rivenditori alimentari e numerosi ristoranti, rifornito di cibi esotici, caviale, foie gras e vini provenienti da tutto il mondo.

La qualità dei prodotti è indiscutibile essendo il negozio abituato a soddisfare le richieste del palazzo reale, se siete indecisi su quale ricordo portare a casa dal vostro soggiorno inglese, l’assortitissima varietà di tè presenti è quello di cui avete bisogno.

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Benedetta Di Prospero

 

 

5 posti dove far shopping ad Edimburgo

Dopo aver lasciato la mia adorata Scozia ormai da un mese (Flami, mia compagna di viaggio, potrà capire il grado della mia sofferenza), ho deciso di scrivere questo articolo per ripercorrere la mia memory lane e versare qualche lacrimuccia nella speranza che qualcuna di voi, giovini fanciulle, abbia la fortuna di recarsi in questa meravigliosa città e possa fare shopping anche per me.

La varietà offerta dalla città è piuttosto ampia, dalle catene di negozi principali ad adorabili negozietti vintage di nicchia che non ci deludono mai. Leggete oltre per scoprire le mie mete favorite.

1.Princes Street: il Corso principale

Se il genere di shopping che amate è quello che non nuoce gravemente alle vostre tasche il mio consiglio è di andare qui. Troverete tutte e dico tutte le catene inglesi che più amate da Primark a River Island passando per il tanto amato Topshop e tutti gli altri store di fast-fashion da H&M a Zara. Insomma, questo è il posto dove farete incetta di qualsivoglia capo o accessorio.La passeggiata vi incanterà a tal punto da trovarvi tra due fuochi: da un lato il fascino dell’Old Town che ammirerete sognanti, dall’altro la New Town con la sua sfilza di negozi.

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2.Stockbridge: vintage mood

Se il vostro animo hipster-bohémienne ha sempre la meglio, non potrete non fare un giro a Stockbridge, paradiso dei radical-chic. Se invece siete banalmente amanti delle buone cause (a prezzi irrisori) troverete qui tantissime occasioni essendo consapevoli di donare parte del ricavato a cause umanitarie. Unica pecca per noi è stata la quasi totale assenza di capi di taglie piccole. Detto ciò vale la pena di fare un giro lo stesso, troverete anche tantissimi accessori e libri.

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3.Jenners: mall madness

Situato su Princes Street è il centro commerciale con la C maiuscola. Parente stretto dei magazzini Lafayette e del Corte Inglés non potrà che essere la tappa prediletta delle amanti delle grandi firme. Sempre tenendo conto, a malincuore, dello svantaggioso cambio euro-sterlina.

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4.Princes Mall e St. James Centre

Da segnalare anche altri due centri commerciali meno d’élite, che purtroppo vuoi per mancanza di CCC (cash che conta), vuoi per mancanza di tempo non ho avuto modo di visitare. Mi riferisco al Princes Mall, piccolo centro commerciale vicino alla stazione Waverly, con annessa food court dai prezzi molto più accessibili e al St.James che coniuga in una sola struttura sia le esigenze da fashion-addicted che eventuali acquisti tradizionali aka souvenir.

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5.Royal Mile: alla ricerca di qualche ricordo

Se il genere di shopping che volete fare è più per qualche souvenir o del buon cachemire, il mio consiglio è quello di fare una passeggiata sulla Royal Mile. Rassegnate all’idea che come un mini-colosseo di fuffa a Roma vi costa 5 euro, una calamita del clan Fraser vi costerà altrettanto, non potrete che prenderne atto e passeggiare per l’old Town dove almeno avrete l’imbarazzo della scelta.

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La vostra,

Gaia Ravazzi-Fraser

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Per chiunque avesse colto il riferimento

Ombretto frantumato, insulto assicurato (Come ricompattare un ombretto)

Dopo il tanto apprezzato Balkis-quasi-senza-testa inauguriamo oggi un nuovo capitolo per ciompe andanti, quello del tragico momento in cui, trasportati gli ombretti per un tragitto superiore a tavolo-mano non possiamo che far danni spaccando e sbriciolando anche l’ombretto più tenace.

Il dramma di oggi riguarda la mia amata palette Neve Cosmetics (per capire a cosa mi riferisco, trovate qui la mia review), il cui packaging, c’è da dire,  non resisterebbe nemmeno all’urto contro un cuscino.

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Fotografi che spaccano ombretti per fare foto ahhhh

Scettica dei tutorial ma bramosa di ottenere un qualsivoglia risultato, anche un ombretto in polvere libera mi avrebbe accontentato, mi sono armata di attrezzi magici e ho tentato di ricompattare il povero ombretto caduto in battaglia.

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Il risultato: Gaia e Minnie sono felici

OCCORRENTE:
-Piccolo recipiente
-Pellicola o carta da forno
-Spatola per le più fortunate o cucchiaino, alle brutte MANI
-Piattino
-Alcol

STEP 1
Il primo step nonché il più masochistico, che vi farà persino versare qualche lacrimuccia è quello di prendere il vostro ombretto, fare un respiro profondo e frantumare quello che ne resta in modo da rimanere con la vostra cialdina vuota e il resto nel vostro piccolo recipiente.

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STEP 2
Dopo aver realizzato di aver preso una decisione da cui non potrete fare ritorno, armatevi di alcol e iniziate a versare qualche goccia finché non si formerà una specie di cremina. Continua a leggere

Ragazze che odiano le proprie labbra sottili

Chi di noi non ha mai sognato delle labbra carnose, grandi e morbide? Chi di noi almeno una volta ha pensato alla chirurgia estetica oppure al filler per avere delle labbra stile Angelina Jolie?

Ovviamente non le fortunatissime ragazze dalle labbra carnose naturali ma solo chi si trova in eterna lotta contro un contorno labbra presso che inesistente e il dramma del: se sorrido si vede ancora il rossetto o sparirà insieme al mio labbro superiore? OTTIMA DOMANDA.

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Mettiamo le mani aventi, non vi sto assolutamente suggerendo di unirvi al resto degli scimpanzé e provare l’ultima diavoleria che causa contusioni in stile Kylie Jenner challenge. Tutti ormai ricorrono a piccoli tricks (trucchi ndr) per rimpolpare ma a volte sono costosi e anche inutili perché non durano nel tempo. Esistono trucchi che uso ogni giorno e mi permettono di indossare un rossetto senza che le mie labbra  sembrino  una linea sottile e piatta.

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Non questo OVVIAMENTE

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5 posti dove fare shopping a Madrid

La Spagna è da sempre culla di civiltà e tradizioni diversissime tra loro, e ognuna delle diciotto regioni spagnole presenta le sue caratteristiche e le sue particolarità, che variano dalla Corrida di Siviglia alla classica paella valenciana e si estendono molto oltre.
Come è facile immaginare, il cuore della Spagna è nella sua capitale, Madrid.
Celebre per la ricchezza archiettonica e la forte presenza artistica, la città regale è anche il centro della moda spagnola che si esprime nella perla iberica in ogni sua sfaccettatura.

Puntando l’obiettivo sulla mappa, ne esce fuori un pentagono di shopping variegato per tutti i gusti, eccone un piccolo zoom.

1.Serrano Coello: chic Paris

Situata nel barrio di Salamanca, Serrano è la strada più elegante di Madrid, l’equivalente degli Champes Elysée parigini.

I negozi di alta moda si estendono dal Plaza Colon su tutta Calle Serrano, per poi ramificarsi tra i vicoli adiacenti.

Christian DiorChanel, Cartier, Christofle.Le quattro C del diamante della moda aprono la strada ad un scelta infinita di abbigliamento e design, perfino l’aria che si respira è firmata Narciso Rodriguez.

Per voi che il tacco non uscite mai di casa senza tacco dodici e smalto, Serrano 77 è il must del vostro soggiorno spagnolo.

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2.Fuencarral Plaza 2 Mayo: vintage London

Spostandosi più in basso verso Calle Fuencarral per terminare oltre Plaza Dos De Mayo, Malasagna è il quartiere adatto a chi cerca qualcosa di originale e vissuto.

Malasagna, barrio molto popolare la sera vista l’elevata presenza di pub e locali, pullula  di giorno di negozietti vintage non troppo lontani da quelli londinesi.

Dai classici Levis 501 agli stivali di pelle spagnola, questa Carnaby Street madrilena vi sorprenderà per la varietà di indumenti presenti in store.

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3.Gran via: all around the world Continua a leggere

Una spa per due: Venturina Terme in Toscana

Tra i primi ricordi della mia infanzia ne spicca uno piuttosto inconsueto: dalla brumosa Torino arrivavamo in un’isola dove fiorivano i limoni e potevamo nuotare nell’acqua caldissima, quella termale di Ischia. Nel corso degli anni è stato tutto un susseguirsi di esperienze acquatiche e sensoriali praticamente ovunque: dalle cascate bollenti del Montana, a Blue Lagoon in Islanda, al bagno turco in pieno Sahara. Naturalmente tutte (o quasi) le terme italiane. Insomma, mio malgrado, sono diventata un’esperta di beauty acquatica scoprendo che è un modo molto piacevole per curare gli inestetismi della pelle, contrastare la cellulite, passare un paio d’ore con mamma magari estorcendole il pagamento di un trattamento estetico speciale con la scusa di stare insieme. Sarà lei, Blondie, che ora mi sostituisce alla tastiera, a recensire una volta al mese Terme e Spa: comfort, efficacia, atmosfera e prezzi.

Si comincia con Venturina Terme in Toscana (Livorno) a cinque kilometri dal mare. Due sono le opzioni : la prima il Calidario, un grande lago con sorgente di acqua calda a 36 gradi a cui si accede passando da spogliatoi riscaldati con passaggio interno diretto: un tuffo nel passato ai tempi in cui il popolo etrusco si concedeva bagni e massaggi.

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La struttura è semplice (dovete portarvi gli asciugamani o noleggiarli per 5 Euro), ma l’atmosfera è incantata e l’acqua lascia la pelle morbidissima. L’ingresso costa 20 euro; per chi ama nuotare al tramonto, dalle 17 c’è lo sconto “sunset” del 50% (offerta valida fino all’11 gennaio 2016, data di chiusura). Se mamma mette mano alla carta di credito, più lussuoso è il percorso Thermarium, in un ambiente suggestivo con sauna, bagno turco, docce sensoriali, vasca con idromassaggi, area relax e tisaneria.

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Il loro sito: http:Il Calidario

La seconda possibilità è L’hotel delle Terme, più elegante, con due piscine, interna ed esterna alimentate dalle acque termali della Sorgente Cratere. Sgorgano a 45° centigradi durante tutto l’anno e sono classificate come solfate-calciche-magnesiache-bicarbonate-alcalinoterrose: una manna per la pelle.

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Il loro sito: L’hotel delle Terme

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Il costo? Venticinque euro l’ingresso; apertura fino al 2 novembre. A questo punto sarete levigate, splendenti, con le gambe leggere e quasi narcotizzate dal relax. Occhio solo ai capelli: ogni acqua termale li rende stopposi e intrattabili (quelle sulfuree anche olezzanti di uova marce!); perciò, prima del tuffo, usate spray protettivi o balsamo.

Blondie

Balkis-quasi-senza-testa (o Come riparare il vostro rossetto decapitato )

A chi non è mai successo di trovare il rossetto preferito reciso a metà?
Se c’è qualcuna che può vantare un evento del genere shame on you campana, perché tutta la sfiga che è stata risparmiata a voi è chiaramente stata data in dotazione alla sottoscritta.

OVVIAMENTE quale potrà mai essere l’ innocente rossettino che la sorte ha voluto cercare di strappare dalle mie amorevoli cure, se non il preferito del momento, il primogenito, colui che si prospettava mio compagno nella stagione fredda? Sì, parlo di lui: il povero Balkis.

Sorvolando sul rantolo di disperazione che ho emesso quando mi sono accorta del disastro (che poi pure io che posso volere, a portarmelo costantemente dietro era inevitabile che accadesse), dopo appena quattro/cinque ore di lamentele ho deciso di rimediare alla situazione come meglio potevo e di informarmi sulle tecniche per sistemare il suddetto rossetto in fin di vita.

La prima modalità che ho scovato penso si adatti soltanto a chi non ha problemi ad applicare il rossetto in questione con un pennellino, che sia per abitudine o perché il prodotto non è proprio un must quotidiano e se anche quella volta che decidete di indossarlo ci passate qualche minuto in più non muore nessuno. In parole povere, si stacca definitivamente il rossetto, avendo cura di prelevare con una spatolina o un qualunque altro attrezzo sufficientemente sottile anche ciò che resta all’interno del pack, e lo si squaglia. Come? La maggioranza dei post che ho letto in merito lo ripongono in un cucchiaio – io vi consiglierei di usarne uno da tavola, a meno che il prodotto non sia proprio pocopoco – scaldandolo poi con la fiamma di un accendino o di una candela fino a liquefarlo (attenzione a non scaldarlo troppo, ovviamente!). Una volta sciolto basta travasarlo in un qualunque contenitore, lasciandolo raffreddare per qualche ora.

Il secondo metodo è quello che maggiormente si adatta alle mie necessità: applicare un rossetto con le dita è improponibile, a mio parere, ma allo stesso tempo Balkis è talmente versatile da rendermi impossibile non desiderare di usarlo nel 95% delle occasioni in cui metto il naso fuori di casa. E che fai, ti porti costantemente dietro il pennellino labbra, dileguandoti per 3 ore per andarlo a riapplicare? Non se ne parla proprio.

BUGIA.

Quindi, armatevi di buona pazienza e di tranquillità e cominciate l’opera di sutura.

In primo luogo, anche in questa modalità è necessario decapitare definitivamente il povero rossetto: un colpo netto e tac! Balkis ha perso la testa. Sentendovi in colpa come una madre che abbia fatto fuori il proprio figlio preferito, tornate a rivolgervi alla fida candela, fata madrina di noi ciompette: scaldate con cautela la base del rossetto, non tanto da scioglierlo del tutto e bruciare anche la plastica/metallo del packaging ma a sufficienza perché il prodotto cominci a liquefarsi, rendendo così possibile l’opera di riattaccamento (eh?). Quindi riaccostate rapidamente le estremità separate, facendo leggermente pressione perché si uniscano. Il consiglio è di lavorare

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indossando dei guanti per evitare di impastrocchiare tutto ciò che c’è nelle vicinanze, e magari premunirsi di tovagliolo/ scottexbenedetto/ qualsiasi cosa risparmi la superficie su cui state lavorando dall’uscire fuori maculata. Una volta soddisfatte della presa messa in atto fra moncherini potete passare un’ultima volta il tutto sulla fiamma, richiudere e riporre in frigorifero per qualche ora. Io l’ho lasciato una giornata, visto che non si sa mai (non perchè mi ero dimenticata di toglierlo, nono).

Metto le mani avanti: ho dovuto provare questa tecnica 3-4 volte prima di riuscire nell’intento, ma alla lunga l’ho spuntata io, nonostante la manualità da alpaca ubriaco. Abbiate fede e tentate!