Novica in association with National Geographic

Oggi vi parlo di uno store online, e fin qui niente di nuovo sotto al sole, ma questa volta si tratta di una piattaforma con un profilo etico molto speciale: Novica è un portale che consente di acquistare oggetti di artigianato di arredamento e abbigliamento provenienti da tutto il mondo.

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La politica di Novica è mettere in contatto gli artigiani locali delle parti più svantaggiate del mondo direttamente con i consumatori finali, dando loro la possibilità di godere interamente del frutto del proprio lavoro, senza essere sfruttati da catene di produzione lunghissime, e consentendogli così di produrre oggetti di maggiore qualità.

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In pratica Novica è una piattaforma gratuita sulla quale gli artigiani possono accedere ai potenziali clienti e ad un team di assistenti in loco che li aiuta nel processo di inserimento nei prodotti nel sistema e ne certifica la qualità. Continua a leggere

16 Luscious Italian Words And Phrases You Need In Your Life

Che l’Italia abbia il suo indiscusso e meritato fascino è cosa risaputa, che gli stranieri siano vittime del suddetto fascino anche, quindi nessuna sorpresa che Buzzfeed abbia fatto una gallery molto stile tumblr sulle 16 parole che in italiano esistono e in inglese no:

16 Luscious Italian Words And Phrases You Need In Your Life

quello che sorprende sono le parole scelte da Buzzfeed, alcune desuete (meriggiare, andiamo!) altre fin troppo recenti (apericena).

Chi ha studiato una lingua straniera lo sa: una delle prime cose che lo studente italiano (ma penso valga un po’ per tutti) fa è provare a tradurre tutte le espressioni italiane o dialettali di fatto intraducibili, ottenendo un indubbio effetto comico. Tutto ciò è per dire che, cari amici di buzzfeed, capiamo i vostri sforzi e comprendiamo.

Ciò premesso, che cavolo è il culaccino?

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5 cose che non vi dicono sul DIY

Con DIY ovvero Do It Yourself si intende la modifica, la riparazione o il cambiamento di qualcosa realizzato senza l’aiuto di un professionista ovvero quello che noi italiani barbari -per qualche strano e inspiegabile motivo l’italiano è fuori moda tra gli italiani- chiamiamo FAI DA TE o, più comunemente, se siete stati anche voi bambini degli anni ’90: un ATTACCO D’ARTE.

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Quello che però non vi dicono dei nostri amatissimi attacchi d’arte è che non è oro tutto quello che luccica e adesso vi dirò le 5 cose che non vi dicono sul fai-da-te. Preparatevi ad una lista di ovvietà.

1.Non è sempre economico come sembra
Uno dei grandi pregi del sistemarsi le cose da soli è il prezzo.Possiamo rimodernare magliette, fare dei meravigliosi shorts (un ottimo esempio sono questi realizzati da Indaco&Cannella) e tutto ripescando oggetti dai meandri di casa nostra.Quello che non vi dicono però è che vi farete prendere la mano (ve o assicuro) e a quel punto li spenderete comunque per ottenere qualcosa di strafigo o perché la vostra youtuber preferita usa PROPRIO QUELLA COLLA.

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2. Se non siete capaci, non siete capaci
Una cosa NECESSARIA che a volte dimentichiamo per capire il DIY è che la manualità è essenziale.Se siete ciompette non potete realizzare qualcosa di improponibile al primo tentativo, come tutte le cose c’è bisogno di un po’ di pratica e fidatevi, i tutorial mentono (tranne i miei hehe).
Quindi andateci piano, partite da qualcosa di semplice seguendo la filosofia Rome wasn’t built in a day e fate dei piccoli passetti.Da regina delle ciompette vi posso dire che c’è speranza ma non provate a realizzare un abito da sposa se non sapete nemmeno come si tiene in mano un ago.

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I falsi miti sull’abbronzatura

Facciamo del bene e ribadiamo una volta per tutte che la protezione solare non vi impedirà di abbronzarvi, ma vi aiuterà a scongiurare il rischio di un melanoma quindi, mettetela.

Detto ciò, ci sono una serie di falsi miti duri a morire che riguardano l’esposizione al sole:

Fonte: sito di Eucerin

1) Applicando un elevato fattore di protezione è possibile esporsi tutto il tempo che si desidera
Per mantenere costante la protezione iniziale è necessario riapplicare i solari con frequenza, soprattutto dopo bagni in mare o docce, o comunque in accordo con il FP utilizzato. In ogni caso, è sempre preferibile evitare scorpacciate di sole durante le ore più calde.

2) Una volta abbronzata, la pelle non necessita più di protezione
Anche la pelle scura deve essere protetta, sebbene con filtri inferiori rispetto a quelli impiegati durante i primi giorni dell’esposizione. L’abbronzatura infatti rende la pelle più resistente alle scottature, ma non la protegge dall’invecchiamento cutaneo.

3)Strofinando la pelle, l’abbronzatura se ne va
Nulla di più sbagliato: al contrario, sono consigliati uno o due scrub alla settimana su tutto il corpo per eliminare le cellule morte. Il risultato è un’abbronzatura più omogenea e luminosa.

4) Per il viso è idonea la comune crema con filtro 15 impiegata normalmente in città durante tutto l’anno
Errato, perché i “semplici” prodotti d’uso quotidiano sono formulati per proteggere dal fotoinvecchiamento, non dalle scottature, mentre le creme solari contengono filtri e principi attivi specifici contro l’azione nociva dei raggi UVA/UVB.

5) Lampade abbronzanti prima di esporsi al sole contribuiscono a evitare scottature
La pigmentazione data dalle lampade UVA è solo superficiale: non conferisce alla pelle lo stesso livello di fotoprotezione che si ottiene invece con i raggi solari. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha deciso di alzare il livello di rischio delle apparecchiature Uv passandole dalla categoria “probabili cancerogeni” a quella di “cancerogeni per l’uomo”. Quando si va a fare una lampada bisogna comportarsi come quando si prende il sole: occorre procedere con gradualità. Meglio darsi una regolata e, in caso di dubbi, chiedere al dermatologo.

6) La predisposizione all’eritema solare è congenita
In questo tipo di reazione al sole gioca un ruolo determinante la predisposizione, ma l’eritema solare può anche essere la conseguenza di esposizioni incontrollate o dell’impiego di prodotti sensibilizzanti.

7) Il sole asciuga acne e brufoli
I raggi solari migliorano solo apparentemente l’acne: nell’immediato, imperfezioni e brufoli sembrano scomparire, ma alla fine della stagione estiva può verificarsi un peggioramento delle lesioni acneiche e dei punti neri. È fondamentale applicare prodotti con filtri solari elevati, non comedogenici.

Elisa Yoshitake

Ecco perché gli outlet store possono non essere il grande affare che crediamo

Qualche tempo fa stavo vedendo il programma di Rai2 “Boss in incognito” e la boss di turno era il direttore creativo di un’importante firma di calzature made in Italy.

Infiltratasi negli stabilimenti dove le scarpe vengono prodotte , la finta apprendista passa anche dal controllo qualità dove i prodotti perfetti vengono spediti ai negozi, mentre quelli con difetti visibili ma non gravissimi vengono catalogati come seconda scelta, infine i capi irrimediabilmente danneggiati vengono scartati. Chiaramente le calzature di prima scelta hanno un valore di mercato superiore, quasi doppio, rispetto alle altre, pure essendo stessi modelli della stessa marca.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6d6167fd-5671-42fa-a19a-704886e3c374.html?iframe

Il pezzo in questione è da 1:05:00 in poi

Ora, la riflessione che è nata da questa osservazione è stata “questo spiega gli sconti del 70% negli outlet”, potrà sembrare sciocco ma effettivamente c’è un netto contrasto tra come i capi vengono venduti al pubblico e il loro reale rapporto qualità-prezzo, perché raramente si pensa che quelli che si acquistano sono capi almeno in parte difettati, che quindi non hanno mai avuto lo stesso valore dei capi che si vendono in negozio. Continua a leggere

Gadget made in Japan, paese che vai…

Pensate al Giappone, cosa vi viene in mente? Sol levante, geishe, samurai bla bla bla, luoghi comuni, bla bla bla, ovviamente come per ogni paese straniero ci si confronta con usanze e con mode diverse.
Nel caso del Giappone molto diverse, ma della serie che pensi “WTF, te pare”.

Ora, visto che su internet abbondano le classifiche di invenzioni nonsense made in Japan che spesso riguardano oggetti che si venderanno anche su Internet, ma che non fanno veramente parte della vita reale in Giappone, vi riporterò la mia personale lista di cose assurde che sono effettivamente comuni.

1) Carillon copri-rumore-dello-scarico
Ebbene sì, vi sembrerà incredibile ma in Giappone la gente proprio non può sopportare che si sentano rumori di vario genere quando si usa il bagno, tanto che nei bagni pubblici i WC intelligenti (perché sì, nei bagni pubblici vi sono sovente WC intelligenti) fanno partire una musichetta di sottofondo, o il suono di acqua scrosciante, per coprire suoni incresciosi durante tutto il tempo in cui si usa la cabina.

Eco Melody 3201 Toilet Sound Blocker

Notate anche il rivestimento cutie per la carta igienica, ma quello (lì) è normale

Questo è un gadget molto diffuso, tanto che ormai è, come ho già detto, incorporato nella maggior parte dei bagni.

2) Maniche anti-UV3-way-three-arm-hand-sun-cover-2
No, non sto scherzando, sono comunissime specialmente nella provincia, le donne le indossano quando si espongono al sole camminando per strada o andando in bicicletta. Continua a leggere