Quando la moda incontra Keith Haring

Keith Haring , maggiore esponente del graffitismo, è sicuramente l’artista più riprodotto anche nella vita quotidiana, dalla piccola oggettistica casalinga, passando per riproduzioni per Coca-Cola arrivando ad essere protagonista anche nella moda.

 

Il designer britannico, Nicholas Kirkwoodche, infatti, ha creato una nuova linea di calzature femminili; 12 modelli, realizzati in collaborazione con la Keith Haring foundation.Scarpe fuori dall’ordinario,con un tocco moderno e stravagante che solo l’arte può dare ad un oggetto così comune come una scarpa. Seppur non mettendo di certo fine al dubbio della fatidica domanda “cosa metto questa sera?” che tutte ci poniamo, almeno una volta la settimana, sarebbero comunque l’alternativa perfetta per un look stravagante e di certo, non banale.

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Purtroppo queste scarpe scultura sono state esposte alla Biennale di Venezia nel lontano 2012, ma se avete una passione per la street art la vostra meta per il 2016 sono i Paesi Bassi dove si  di innovazione, ma in un altro contesto artistico, nell’esposizione Keith Haring. The Political Line, alla Kunsthal di Rotterdam dal 20 settembre al 7 febbraio 2016.

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Keith Haring, Untitled, 1985, credits Keith Haring Foundation

 

 

Rachele Mandarano

Friends: gli anni Novanta conquistano i nostri cuori (e armadi)

NB: Questo articolo è nato dalla collaborazione con Zai.net, la rivista madre che ci ha dato la possibilità di dare vita al progetto editoriale di Looksmart.Se vi va passate a dare un’occhiata alla loro versione multimediale la trovate su Apple e Android.

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Se una cosa è preceduta da “keep calm” devi farla, it is known

Se cinque anni fa mi avessero giurato che gli anni 90 sarebbero tornati di moda, sarei scoppiata in una fragorosa risata. Impossibile. Abbiamo presente lo stesso decennio? Salopette, collane in plastica, jeans a vita alta e magliette corte. Oh mamma, in questo momento mi rendo conto di aver elencato i trend più in voga del momento, eppure, non sono di certo stati inventati nel 2015.Anzi.

In questa rubrica dedicata alle contaminazioni, vi parlo oggi di una serie televisiva sempre attuale (e non solo per i vestiti) che compie quest’anno ben 20 anni dal suo primo episodio. L’ultima volta abbiamo parlato di Jess di New Girl ( se volete leggere il pezzo lo trovate qui), oggi parleremo di tre personaggi: Rachel, Monica e Phoebe della serie tv Friends.

La serie è ambientata in un loft newyorkese (anzi, tecnicamente due) dove un gruppo di sei amici abita e si scambia battute irriverenti sulla propria vita sentimentale e non. Un po’ sulle righe di How I Met Your Mother, serie tv che ha ripreso lo stesso fil rouge se avete presente il genere.

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Tre ragazze, tre diversi stili che riflettono le loro personalità: in primis abbiamo Jennifer Aniston che interpreta Rachel, il cui bob ha segnato la storia delle acconciature.

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È LUI

Tutte le donne che hanno vissuto gli anni 90 ,e sono sufficientemente adulte per ricordarseli (mie madre inclusa, ahimè), hanno una vera e propria fissa per questo taglio scalato. Il suo stile, ben più invidiabile in fatto di vestiti, mischia abbigliamento sportivo e casual con abiti minimal davvero di classe, all’insegna del less is more.

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Monica, aka Courtney Cox, è una donna forte, con i piedi per terra che si può permettere abiti di alta sartoria, come si nota nelle sue scelte. Indossa spesso abiti eleganti, sicuramente meno eccentrici della altre due, rendendo i suoi look i più ricreabili anche due decenni dopo. La sua firma, spesso un dolcevita nero o colorato, che allora spopolò, insieme anche al suo iconico taglio di capelli.

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Ultima ma non ultima, Phoebe,interpretata da Lisa Kudrow.Il suo animo fricchettone è protagonista anche nella scelta dei look: ama i colori accesi, le fantasie e i gioielli vistosi,per farla breve amava gli statement necklace prima ancora che si chiamassero in tal modo.Insomma,ha uno stile un po’ country e colorato dall’aria estremamente vintage.

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Il segreto per ricreare i loro look è semplice: andate a caccia di capi vintage nell’armadi delle vostre madri, qualcosa salterà sicuramente fuori e ,magari, senza saperlo vi ritroverete vestite esattamente come Rachel in un episodio di Friends, è capitato persino a Taylor Swift, perché non dovrebbe succedere a voi?

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E se non conoscete la serie (o non l’avete vista), correte a seguirla

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Gaia Ravazzi

Operazione U.N.C.L.E: i magici anni 60

La moda passa, cresce, corre. Ah no, non era così il detto.

Sugli schermi italiani ormai da inizio settembre il film di Guy Ritchie ispirato alla celebre serie televisiva americana Organizzazione U.N.C.L.E che fa dello spionaggio internazionale la sua carta vincente. Se la trama lascia qualche punto interrogativo per gli amanti del genere,  l’atmosfera, un misto tra 007 e Vacanze romane, non può che attrarre l’occhio esteta delle amanti del look alla Twiggy. Senza tralasciare i due bei pezzi di manzi: Henry Cavill (lo ricorderete nei panni dell’ultimo Superman) e Armie Hammer che interpretano rispettivamente bonazzo 1 e bonazzo 2 (scherzo), Napoleon Solo, spia americana e Illya Kuryakin, suo acerrimo nemico e spia russa.

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La  prima cosa che colpisce l’occhio avido della fashionista sono i costumi (e che costumi).Gli anni 60 minimalisti e geometrici, dai colori vivaci e dalla classe infinita, da Prada a Dior.Vi verrà voglia di essere Gabrielle, sempre circondata da uomini bellissimi e abiti chic dall’aria retrò.

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Joanna Johnston, costumista del film conosciuta per film come Indiana Jones e Chi ha incastrato Roger Rabbit ci fa rivivere emozioni del passato riportandoci direttamente nella Dolce Vita.Eccovi alcuni dei look più interessanti indossati da Gabrielle e dalla cattiva di turno, Victoria Vinciguerra. Continua a leggere

BURBERRY PRORSUM INCONTRA KLIMT

Cosa succede se i direttori creativi di Burberry Prorsum rimangono folgorati sulla via di Damasco da un quadro di Klimt?

Una collezione da Urlo! No scusate, ho sbagliato artista.

Tutti conosciamo Klimt per il famosissimo dipinto “Il Bacio”, che ormai ricopre agende, cuscini, cover e molti altri oggetti.

Il Bacio

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Ciò che non dobbiamo dimenticare è che Klimt è un artista complesso, che è riuscito a saldare insieme l’Art Nouveau e il Simbolismo. La sua produzione artistica è molto varia, anche se conserva alcuni tratti distintivi che permettono di riconoscerlo a prima vista. Inoltre quello che sconvolge guardando alcuni dei suoi dipinti è che sembrano molto moderni, simili ad alcune grafiche che siamo abituati a vedere oggi nel 2015.

Un esempio è l’opera “Teseo e il Minotauro”.

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Gustave Klimt nasce nel 1862 a Vienna. La maggior parte delle sue opere sono custodite nella sua città natale, quindi se non sapete cosa fare a Capodanno, vi conviene prenotare un volo già da adesso! Emoticon smile

Tra le sue opere più belle (anche se non tutte hanno la fama che si meriterebbero) ricordiamo:

Il Fregio di Beethoven (particolare)

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L’Albero della Vita

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Pesci d’Oro

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Le tre età della vita

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La Vergine

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Tra i temi e le figure ricorrenti nei suoi lavori ci sono: sensuali donne dai capelli rossi, spirali, alberi della vita, occhi dalla forma allungata che ricordano l’arte egizia e infine il colore oro, che impreziosisce ulteriormente i suoi capolavori.

Alcune tra queste suggestioni le ritroviamo nella collezione Autunno Inverno 2015/2016 di Burberry Prorsum, nota casa di moda inglese.

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Tutte le foto della sfilata provengono da http://www.marieclaire.it/Sfilate/sfilata-Burberry-Prorsum-Autunno-Inverno-2015-2016#1 

Il legame tra Klimt e la moda tuttavia non inizia con Burberry. Non possiamo dimenticare che Klimt e la sua compagna Emile Flöge si occuparono volentieri di moda. Lei, insieme alle sorelle, aveva un salone di moda frequentato dalle donne benestanti di tutta Vienna. Lui, disegnava stoffe e abiti per la maison. Quando si dice che l’unione fa la forza!

Emile Flöge splendidamente vestita.

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Che dire, una bella coppia!

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Klimt e Burberry Prorsum sono l’ennesimo esempio che ci mostra come la moda e l’arte continuino a intrecciarsi nel corso della storia in modi sempre nuovi e stupefacenti, contaminandosi e arricchendosi a vicenda.

Chiara Martano

LA MODA SECONDO OBEY

Dopo aver parlato dell’arte secondo Obey (se vi va di curiosare cliccate qui), trattiamo oggi dell’impatto di Shepard Fairey, in arte Obey, sul mondo della moda.

Quando pensiamo al marchio Obey ci vengono in mente dubito due cose. La prima è questo cappellino, che avremo visto in testa a qualche ragazzino della nostra città.

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La seconda è questa t-shirt con il logo di Obey e il faccione di André Giant.

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Chi vi ha detto che Obey si riduce solo a questi due pezzi-culto? Sul sito ufficiale potete trovare un sacco di abiti in stile Obey.

Come questa t-shirt per dire al mondo che odiate i social network:

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Una deliziosa canottiera con tanto di palme disegnate:

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Bermuda finemente decorati con figure geometriche: Continua a leggere

L’ARTE SECONDO OBEY

L’appuntamento con la nostra rubrica dedicata all’arte e alla moda continua ma oggi abbiamo deciso di lasciarvi sulle spine fino al nostro prossimo appuntamento dedicato alla moda secondo Obey.

Shepard Fairey, meglio conosciuto come Obey, è un artista di strada statunitense. Molti di voi probabilmente lo conoscevano solo come una scritta sui cappellini da rapper. Sono sicura che, ne siate consapevoli o meno, avete già visto almeno un’opera di Obey. Avete presente l’immagine di Barack Obama utilizzata per la sua campagna elettorale del 2008 ? Ecco, l’ha disegnata Obey.
Barack_Obama_Hope_posterArtista di strada, si inserisce a pieno titolo tra quei nomi celebri come Keith Haring e Basquiat ,che hanno dato dignità alla street art. Per ammirare questo tipo di opere non è necessario recarsi in un museo e pagare un biglietto, ma esse convivono con noi dipinte sui muri della città. Una delle sue opere più celebri, oltre al poster dedicato a Obama, è “André the Giant Has a Posse” che rappresenta un famoso lottatore. La scelta di questo soggetto non ha una motivazione ben precisa, ma Obey voleva scatenare una reazione mediatica in tutto il mondo. E possiamo dire che ci sia riuscito. Obey utilizza la tecnica della Sticker Art: la maggior parte delle sue opere sono adesivi. Continua a leggere

Da Chanel a Renoir: viaggio nei giardini particolarmente fioriti della Moda e dell’Arte

Parlare di fiori a maggio? Che banalità!
Mentre scrivevo questo articolo temevo che da un momento all’altro sarebbe arrivata Miranda Priestley a dirmi:

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Ci state a fare un esperimento? Provate a chiedere a una qualsiasi vostra amica, anche a quella a cui di moda non frega proprio niente, il nome di una casa di moda a sua discrezione
Sono sicura che,con buone probabilità, fra le prime risposte ci sarà Chanel.

Bene, prendete Chanel, uno dei marchi di moda più celebri (lo conosce pure la vostra amica!) e influenti al mondo e immaginate una collezione Haute Couture Primavera Estate che ha come filo conduttore….i fiori.
(E qui ci ristarebbe bene la gif con la nostra cara Miranda).
Ebbene, è possibile oggi, nel 2015, riproporre nella moda un tema così visto e stravisto per le collezioni primavera come è quello dei fiori? La risposta è senz’altro sì.
Tutto merito di Karl Lagerfeld, vero guru della moda, che disegnando abiti per Chanel negli ultimi tempi sta davvero anticipando tutto e tutti.

Bene, ci siamo. Ricapitolando dicevamo: Fiori-Primavera-Chanel. Continua a leggere