Pasqua alle Terme dei Papi a spese di mamma o free Tanti buoni motivi per andarci

Si avvicinano le vacanze di Pasqua, l’acqua del mare è ancora fredda, il colorito pallido nascosto sotto strati di vestiti. Che c’è di meglio allora di un bagno all’aperto nell’acqua calda? Non sarà l’abbronzatura dei Caraibi, ma toglierà quell’aria asfittica e la pelle vi ringrazierà. Se abitate in Centro Italia potrete sfruttare i giorni di Pasqua per godervi un po’ di relax e fare un break primaverile prima di tirare avanti fino all’estate alle Terme dei Papi che si trovano nel cuore della Tuscia, a 75 Km da Roma e a 180 Km da Firenze. Conosciute e apprezzate sin dai tempi degli Etruschi per le straordinarie proprietà terapeutiche, in epoca medievale divennero meta privilegiata di molti pontefici: da qui il nome Terme dei Papi.

terme

terme3

Le sorgenti emergono da una frattura della crosta terrestre lunga 12 chilometri, da cui scaturiscono acque con una temperatura variabile dai 40°C ai 58°C ricche di sali di zolfo e bicarbonato di calcio, classificate come sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose.
La sorgente più importante e famosa è la Bullicame. Le Terme dei Papi offrono il piacere di immergersi nella Monumentale Piscina Termale di oltre 2000 mq, alimentata esclusivamente con acqua termale della sorgente Bullicame: un bagno tonificate prezioso per la cura della pelle in tutte le stagioni. La piscina è immensa con un’area profonda dove potrete nuotare, la Grotta naturale, invece, rappresenta un trattamento unico nel suo genere: un bagno turco naturale dove cascatelle di acqua sorgiva alla temperatura di 58°C riscaldano e saturano l’ambiente di vapori benefici.

termeromane1443169727_227581_50

La piscina termale osserva un orario continuato (chiusa il martedì) ed è aperta tutto l’anno dalle 9.00 alle 19.00 e il sabato notte dalle 21.30 all’1.00 di notte. Il prezzo per l’ingresso è di: 12 euro feriale; 20 euro prefestivo; 25 euro festivo; 20 euro sabato sera. In molte offerte degli hotel delle terme di Viterbo è incluso l’ingresso a questa piscina, ma non i trattamenti che sono da provare.

Alcuni esempi: Vasca emozionale (22 euro), Massaggio sotto doccia termale (40 euro), Watsu in piscina termale (80 euro), Thermal Tonic (40 euro).

http://www.termedeipapi.it/centro-termale/

Se non volete spendere nulla e, soprattutto, provare la sfida di un bagno in completa libertà (magari al tramonto), intorno a Viterbo ci sono alcune terme libere. Le terme libere del Bullicame si trovano sulla strada Bullicame a 2 km e mezzo da Viterbo. Ci sono una vasca piccolina e una più grande ed allungata e l’acqua è caldissima. C’è soltanto un parcheggio e non sono sorvegliate.

2

Un’alternativa molto suggestiva e meno spartana è rappresentata dal Bagnaccio. Le acque delle sorgenti del Bagnaccio, già note in antichità con il nome “Aquae Passeris” sono complessivamente di tipo solfato/bicarbonato/alcalino terrose debolmente solfuree, ipertermali e sgorgano alla temperatura di circa 63°C. Le acque  delle sei pozze presenti nel sito provengono da due sorgenti, la sorgente “Polle Bagnaccio” che alimenta principalmente le pozze B4 e B5, ed il Pozzo Bagnaccio (perforato nel 1952 nel corso di ricerche di forze endogene) che alimenta le pozze B0 (pozza tiepida), B1, B2, B3.

650b55b5ebe58a7e57100b04dd7164b9

http://www.ilbagnaccio.it/

Una curiosità? Il Bagnaccio si trova lungo la Via Francigena, e nei secoli passati è sempre stato un luogo di sosta e ristoro per i pellegrini in viaggio a piedi verso Roma, che trovavano beneficio e sollievo nelle sue acque. Presso il Bagnaccio potrete anche trovare il timbro per la Vostra Credenziale del Pellegrino, ammesso che “andare per Spa” possa definirsi un…pellegrinaggio!

Blondie

 

 

Annunci

The Mask (no, non quella di Jim Carrey)

Signore e signori, oggi parliamo di impurità della pelle. Punti neri, brufolozzi, schifi misti: li conosciamo – purtroppo – tutti, e tutti li detestiamo amabilmente. È cosa nota che il primo passo per limitare l’insorgere di questi fedeli compagni dell’adolescenza sia la pulizia quotidiana e approfondita della pelle, ma non tutti conoscono i grandi benefici che le maschere per il viso possono apportare. Ne esistono a decine, a seconda della tipologia di pelle e delle relative problematiche: oggi vi propongo quella che ormai è diventata la mia migliore amica, e per estensione nemica giurata di tutti i mostriciattoli che la sottoscritta tanto detesta. Scovata non ricordo nemmeno più dove fra i meandri della rete, è facilissima da fare (perché sì, è homemade) e soprattutto modificabile a seconda delle esigenze.

Ingredienti:

  • 1 cucchiaino di argilla bianca 
  • 1 cucchiaino di argilla verde
  • poche gocce di o.e. di tea tree (in genere io ne metto un paio)
  • miele e yogurt (in quantità non specificata perché, da persona precisa quale sono, vado ad occhio: in genere me la cavo con mezzo cucchiaino di miele e uno e mezzo di yogurt)

Come si fa? Sono necessarie, come ho scritto sopra, notevoli doti tecniche: mischiate in una terrina le polveri, per poi aggiungere i liquidi e mescolare. Fine. La consistenza varierà a seconda del quantitativo di yogurt che metterete, chiaramente, rendendo l’applicazione con le dita possibile soltanto nel caso in cui la maschera non si presenti eccessivamente liquida; in caso contrario, un pennello da viso pulito (o, se volete seguire il mio esempio, uno ciccione da pittura) farà al caso vostro.


La cosa comoda di questa maschera è la possibilità di modularne l’effetto a seconda della necessità: nei giorni in cui sento la pelle particolarmente grassa e impura, per esempio, preferisco usare della semplice acqua al posto del miele e dello yogurt, creando una maschera molto più liquida e raggiungendo risultati decisamente più drastici: si secca molto più velocemente – in genere la rimuovo prima che si solidifichi del tutto per evitare alla pelle uno stress eccessivo – e asciuga TANTO. La crema idratante subito dopo, ovviamente, è d’obbligo, onde evitare di ritrovarsi prima del tempo come Yzma qui sotto.

Se invece la vostra pelle è tendenzialmente secca e temete che l’argilla verde sia troppo forte, potete tranquillamente ridurne il quantitativo o, addirittura, eliminarla del tutto: l’effetto sarà probabilmente più nutriente che purificante, ma ugualmente garantito.

Ciao, belle bambole

Flaminia Russo

5 usi dell’olio di cocco

Lo ammetto senza vergogna: ho una passione per l’olio di cocco. Non si tratta di una tresca estiva, badate bene, ma di un vero e proprio amore che perdura da anni e resta fresco come il primo giorno. Uno dei grandi meriti che Il Maggico (lo chiamo così, nell’intimità) ha dimostrato negli anni è la sua straordinaria versatilità che lo rende il prodotto giusto per l’80% delle mie necessità nel campo del beauty (nonchè il compagno ideale da portare in vacanza, come ha spiegato Gaia qui). Vediamone qualcuna:

Non vi illudete, sarete molto più pandose di così

1) Lo struccaggio, acerrimo nemico delle pigre come me: non dico di essere arrivata ad apprezzarlo grazie all’olio di cocco, ma ad averne una migliore opinione rispetto ad un tempo sì.  In primo luogo perchè normalmente sono sempre costretta a dedicare a questa fase almeno 5-6 preziosissimi minuti che potrei altrimenti donare ben volentieri all’adorato sonno; utilizzando l’olio, invece, il tutto si riduce ad un’operazione ben più rapida e, soprattutto, meno traumatica. Non so voi, ma personalmente perdo sempre frotte di ciglia quando si tratta di eliminare il trucco occhi, anche quando cerco di essere più delicata possibile: l’olio di cocco è l’unico prodotto, ad oggi, che lascia ogni ciglio al proprio posto, visto che scioglie il mascara – anche quello waterproof – con una facilità imbarazzante.   Continua a leggere

Maschera a base di fragole: la mia esperienza

Oggi vi racconto la mia sfigatissima settimana con inclusa reazione allergica e labbra modello Parietti, ma sopratutto un meraviglioso prurito da maschera. E che maschera.

Da brava studentessa universitaria le mie giornate passano tra libri e quaderni e il brivido fugace dello scrivere qualche articolo da pubblicare. Scarseggiando il tempo a disposizione, decido per la terza settimana consecutiva di fare da cavia per una delle ricette scovate su internet di cui vi parlerò in seguito.Preparatevi a godere della mia sfiga.

INGREDIENTI11421664_10205664372242085_32947201_n

– 2 fragole

– 1/2 cucchiaini di miele

– 1  cucchiaino di succo di limone

– mini-pimer o qualsiasi altro aggeggio malefico per frullare

PREPARAZIONE

Per preparare la maschera schiacciate bene le fragole o frullatele, vi consiglio se non sono molto mature di frullarle per ottenere un composto più omogeneo, dopo aggiungete il miele e il succo di limone.Lasciare agire per 2-3 minuti.

RISULTATO E OPINIONI

Continua a leggere

Faccia da culo: la mia esperienza

Non vi spaventate, non mi sono spalmata un culo in faccia.

Nella mia vena  da “topo da laboratorio” ho deciso di tentare un’altra delle maschere naturali  amate dalle nostre blogger, oggi vi parlo di Cliomakeup e di una delle sue ricette a base di albume.

Il titolo è una diretta citazione di mia madre che non appena mi ha visto ha detto ridendo: odori di culo.Eh già, l’amore materno.

mothers-day-funny-meme-2015-2

Innanzitutto sfatiamo il mito: non è vero che l’uovo è inodore, ve lo garantisco.Diciamo che è sicuramente meglio l’albume del tuorlo ma l’odore resterà nell’aria finché terrete questa adorabile maschera addosso.

Nel frattempo, preparatevi ad un Halloween anticipato.Vi avverto.

Schermata-2014-11-18-alle-16.14.27INGREDIENTI:

-Un albume

-Carta igienica

-Un pennello

-Un limone (facoltativo)

REALIZZAZIONE:

Se anche voi eravate delle piccole amanti di Art Attack il procedimento vi ricorderà Giovanni Muciaccia e e i mille attacchi d’arte a base di colla vinilica e carta igienica.Ecco, immaginate questa scultura sulla vostra faccia.

hqdefault

1. Separate il bianco dal rosso dell’uovo e mettetelo in una ciotola.Montatelo fino a che non diventerà un po’ più schiumoso, non a neve, semplicemente deve diventare possibile stenderlo con un pennello, ve ne accorgerete facilmente.

2.Stendete l’albume montato sul viso e attaccate la carta igienica con il metodo Art Attack, quindi prima mettete la carta e poi rispennellate nuovamente sopra il composto.

3. Aspettate che il tutto si solidifichi finché la vostra espressione facciale non sarà che un unico rigidissimo ghigno.Circa 20-30 minuti ,ma quello dipenderà molto da quanto albume + carta avrete usato.

4.Togliete la maschera solidificata come se fosse una maschera peel off, state attente che non tutta verrà via subito se non si è ben solidificata e rimarrete con i caccoletti di carta igienica per tutto il viso.Un po’ come quando da piccole vi versavate la Vinavil sulle dita per poi staccarla.

11350070_10205582176147234_1505909891_n

*Step facoltattivo: prima di stendere l’albume mettete del limone sulle zone più grasse della vostra pelle come la zona-T per detergere più a fondo.

OBBIETTIVO: 

Nutrire e purificare la pelle.

OPINIONI:

Devo dire che ero molto scettica in partenza, in primis perché non sono un’ amante delle uova e l’idea di spalmarmele in faccia mi ispirava quanto un piatto di formiche.Superato il grande scoglio consistenza dell’albume e la parte per cui ero terrorizzata di staccarmi la “pelle di pesca” (cosa che grazie al cielo non è successa) sono rimasta davvero soddisfatta del risultato. Sento la pelle fresca e pulita ma anche leggermente nutrita, il giusto per chi ha una pelle normale/grassa. Non la consiglierei alle pelli particolarmente secche perché non fa un grande lavoro per nutrire la pelle, ma se cercate una maschera lievemente purificante che non asciughi troppo la pelle è decisamente adatta anche a voi.

La ricetta è tratta da questo video di Cliomakeup che mi è letteralmente balzato nella home del suo sito e ahimè non sono riuscita a resistere.

Fatemi sapere se avete provato questa ricetta, che ne pensate e se vi possono interessare altri test su me medesima o nuovi topi da laboratorio per le ricette più famose.

Buona fortuna con l’intruglio,

Gaia Ravazzi

Fish Pedicure: funziona?

Abbiamo deciso per l’articolo di oggi di “ospitare” Federica Sabbatucci aka la protagonista del nostro photoshoot Blonde Ambition che ha recentemente aperto un blog, Indaco&Cannella, e che ci parlerà della Fish pedicure (unitevi a me e la cara Eli se DECISAMENTE non vi ispira).

Detto ciò lascio la parola a Federica, buona lettura e date un’occhiata al suo tenerissimo blog 🙂

Immagine

Oggi vi parlo della mia esperienza con la Fish Pedicure, un trattamento estetico innovativo che ha preso piede (in tutti i sensi) già da qualche anno. Io l’ho provata in Grecia e, sebbene lì ci fosse un apposito negozio ogni 20 passi, qui in Italia non sembra essere altrettanto famosa.

Cos’è la Fish Pedicure?

Come ci suggerisce il nome, non è nient’altro che una pedicure fatta in acqua, ma non dalle classiche estetiste armate di lima, smalto e succosi scoop che aspettano solo noi per essere discussi, bensì da un branco famelico di “pesciolini dottore”. Ma non vi fate spaventare, non è doloroso e terrificante come può sembrare.

COPERTINA (1)

Questa pratica ha origini antichissime e nasce in Oriente, per poi diffondersi in tutto il mondo. Si narra che un pastore turco abbia immerso un piede ferito nel fiume Kangal, un corso d’acqua popolato da questo tipo particolare di pesciolini chiamato Garra Rufa. Grazie a questa casualità, si sono scoperti gli effetti miracolosi e assolutamente naturali di questo trattamento, che non solo avrebbe eliminato la pelle morta del povero pastore, ma pare abbia anche stimolato la guarigione delle sue lacerazioni. Continua a leggere