50 sfumature di Rosso Valentino

 Valentino Garavani, uno dei re indiscussi della moda nel mondo è il creatore dell’omonimo marchio e del famoso “rosso Valentino”. Forse non tutti sanno, però, che questo colore non è un semplice modo di dire ma Rosso Valentino è una particolare sfumatura di rosso creata da Valentino ed usato in linea di massima solo per alcuni dei suoi abiti.

Si tratta di una tonalità di rosso molto acceso tra il carminio, il porpora ed il rosso di cadmio. Valentino ne ha avuto ispirazione dai vivaci toni cromatici visti durante una vacanza in Spagna.

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La sua consacrazione nella moda avviene nel 1962 con due pagine di Vogue completamente dedicate a lui dopo il trionfo della sua prima collezione, nel 1967 gli viene conferito a Dallas il premio Neiman Marcus, l’Oscar della moda per intenderci,e nel 1968 inizia ad usare l’ormai prestigiosa “V” come griffe.

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Inutile dire che la sua lunga carriera è stata costellata da vere e proprie stelle, e creazioni in grado di far sognare ogni donna.

Nel 2007 Valentino dice addio alla moda e a celebrarlo l’anno successivo esce il film-documentario “ Valentino: The Last Emperor” (consiglio di guardarlo per chi ancora non l’avesse fatto).

Facciamo un salto al 5 dicembre 2011 il giorno del debutto sul Web del  “Valentino Garavani Virtual Museum”: un archivio virtuale che raccoglie 50 anni di creazioni per un totale di oltre 5mila documenti tra abiti, filmati e foto.

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Lo spazio, equivalente a un superficie di quasi 10mila metri quadrati con tanto di corridoi e camere, ospita molti degli storici pezzi di Valentino: dagli abiti indossati da Jackie Kennedy durante il suo matrimonio con Onassis (1968) ai vestiti delle immense  Elizabeth Taylor e Sophia Loren fino a quello scelto da Julia Roberts per la cerimonia degli Oscar nel 2001 con aneddoti, foto, schizzi, campagne pubblicitarie e filmati di gala a raccontare mezzo secolo di creatività italiana. Cliccando su ogni vestito sarà, infatti, possibile scoprire tutta la sua storia.

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L’ultimo contributo del maestro per le giovani leve della moda realizzato anche grazie alla creatività del suo socio Giancarlo Giammetti; tutto questo per condividere con voi la suggestiva esperienza di visitare un museo realizzato in modo innovativo ma fine ed elegante, questo è il link .

Rachele Mandarano

 

Vintage-mania: la moda passa, lo stile resta

Poche settimane fa. Brick Lane. Il luogo più hipster di Londra, culla della street art e della moda vintage. Poi ci sono io,  una bambina entusiasta persa in un parco giochi di mercatini, capelli colorati, look eccentrici. Tra un innamoramento fugace e l’altro, tra un “perché io vestita così sembro stupida e lei (ragazza stilosa random) invece è pazzesca?”, non ho potuto resistere. Mi sono concessa un acquisto, ponderato e limitato, fra i mille che avrei fatto se avessi avuto in tasca la carta di credito di Enzo e Carla. Una felpa stile anni ’80, taglio crop e manica lucida/cangiante in acetato. Non vi interessa, lo so, ma mi sembrava giusto concludere il discorso. Ancora più giusto, è aprire un’indispensabile parentesi: tra pezzi davvero vintage e accessori fatti a mano, occhio alle etichette tagliate: qua e là ho riconosciuto qualche articolo di H&M spacciato per un pezzo da collezione e venduto anche a più di quanto fosse stato pagato. Dopo questo lungo preambolo, passiamo al vero articolo (Oh no! Avete letto dieci righe superflue! È che vi rendo partecipi del flusso di pensiero che mi porta a scrivere).

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Brick Lane

La riflessione scaturita da una giornata a Hipsterlandia all’insegna del vinile e delle tute acetate, oltre al fatto che dovrei svuotare l’armadio di nonna e potrei farne una fortuna, è piuttosto un’analisi sociale da diversi punti di vista. Quanto realmente capiamo di ciò che la moda ci propone e, soprattutto, ripropone? L’anno scorso guardavamo un video di Cindy Lauper e pensavamo “o mio Dio come si conciava la gente”, oggi,  col calzino di spugna bene in vista, andiamo alla ricerca del Levi’s a vita alta. Negli anni ‘90 pancia scoperta e vita bassa, nel 2000 maglie oversize e poca carne in mostra, nel 2015 pancia di nuovo scoperta, ma solo un po’, senza ombelico.

Copri sopra scopri sotto, scopri sopra copri sotto, scopri tutto.

Dopotutto, la moda è questo. La moda è attingere, la moda è ispirare, la moda è rendere omaggio, la moda è reinventare. E’ tutto già esistito. La moda ci rende incoerenti, ci rende ingenui. Il suo fascino vi farà sempre fare un passo falso, vi farà sempre indossare qualcosa che in precedenza avete criticato. Troverete la giustificazione adatta, per continuare a credervi anticonformisti convinti e incorruttibili. Poveri illusi.

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Avere qualcuno (o meglio qualcosa) che ci concede, oggi, di indossare una gonna longuette con un paio di sneaker senza sembrare ridicoli, è così diabolicamente irresistibile. L’importante è non navigare nell’ignoranza. Sapere che le tendenze di oggi provengono dalle tendenze di ieri, che il passato è un pozzo senza fondo da cui pescare, reinterpretare e personalizzare nuove idee, nuovi stili, nuovi abbinamenti. E’ qui che sta la personalità, non siate passivi, Non copiate la forma senza conoscere il contenuto, non pensiate che il trend urban sia spuntato da un giorno all’altro negli store di Brandy&Melville, “spulciate” un po’ nella storia delle subculture.

Sapere rende liberi, diceva il buon vecchio Socrate.

Non si tratta semplicemente di riproporre in chiave moderna una tendenza del passato, né di fare shopping di seconda mano al mercatino dell’usato, anche perché, in quel caso, fareste grandi affari, mentre il vintage richiede molto tempo e non meno denaro. Il suo valore, infatti, cresce in maniera esponenziale. Troppo facile altrimenti. L’importante è riconoscere la differenza.

La linea sottile tra vintage e vecchio sta tra qualcosa di raro e ancora oggi prezioso, e qualcosa di semplicemente antico e demodé, superato e non più interessante. Basta pensare a un vino d’annata, lasciato invecchiare trent’anni, e per questo considerato pregiato, e un vino conservato più del dovuto, che sfortunatamente sa solo di tappo. L’oggetto vintage ha un valore riconosciuto, di culto, irriproducibile, che spesso fonda le sue radici nella qualità e nella produzione dei materiali che purtroppo, oggi, non è più cosi curata e non soddisfa a pieno il rapporto col prezzo, perfino nei più grandi brand di lusso.

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Credits What I wore

Ancora diverso è il retrò, che può essere attuale ma di gusto passato, un’automobile può avere delle linee che ne ricordano il modello storico, mantenendo invece tecnologia e innovazione dei nostri tempi.

Insomma non è così difficile, bisogna solo scegliere con consapevolezza evitando l’effetto cheap; se sembrate la copia senza rughe di vostra nonna ve ne dovreste pure accorgere, qualcosa evidentemente è andato storto. Siate furbi allora e sfoggiate il vostro outfit con disinvoltura e una buona dosa di autoironia, che non guasta mai.

Francesca Mogioi

Il Plastron

Ammetto che non sapevo si chiamasse plastron

Usatissimo tra gli sposi, pare

Usatissimo tra gli sposi, pare

Un articolo di storia della moda che vi consigliamo vivamente di leggere,
FATELO

Racconti dal passato

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Buongiorno a tutti e ben ritrovati!

12138_176669882062_3107705_nDiamo inizio alla settimana con un post sulla moda! Oggi parliamo del Plastron. Vi starete chiedendo cos’è questa cosa con questo strano nome dunque non indugio oltre.

Il nome plastron deriva dall’impiego militare di questo ornamento, i due lembi della cravatta coprivano il petto nascondendo una parte di armatura che si chiamava appunto piastra, da qui il termine francese plastron.

Il Plastron nacque come “sciarpa da caccia”; un nastro in stoffa annodato intorno al collo che poteva servire in casi di emergenza per soccorrere cavalieri e cavalli: per fermare le emorragie, come per immobilizzare arti fratturati.

Il Plastron è un tipo di cravatta per uso sia maschile sia femminile; si riserva di solito alle occasioni particolarmente formali o importanti; si accoppia bene con il tight e con l’abito da giorno (morning suit).c38292e4c015365fa8acf60335f18e99

Il plastron moderno si indossa eseguendo un particolare nodo non stretto…

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Il Profumo ~ storia, evoluzione, attualità.

Il fascino eterno del profumo e la sua storia. Condividiamo oggi un articolo di Racconti del Passato che parla del compagno per eccellenza di ogni donna. Un monito per ogni ragazza e donna: non abusatene troppo perché altrimenti sarete oggetto delle maledizioni di tutti i malcapitati in ascensore dopo di voi #truestory

Racconti dal passato

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Storicamente….

alabastronIl Profumo (dal latino per, “attraverso”, e fumum, “fumo” attraverso il francese parfum) è una miscela a base di alcool o sostanze oleose, con sostanze odorose, il cui uso è principalmente quello di procurare sensazioni olfattive gradevoli, che stimolino un senso di benessere.

I cosmetici profumati come il Kyphi erano già conosciuti ed utilizzati dagli Egizi circa 5000 anni fa, come attestato da rinvenimenti archeologici nel sito di Luxor, vennero largamente utilizzati da tutti i popoli del Mediterraneo antico, dai Greci, dai Romani e dagli Arabi.

bottiglie-di-profumo-romano-I-III Bottiglie di profumo epoca romana

Durante questa fase storica lo scopo principale era proteggere la pelle dal sole ed infatti quasi tutti i profumi erano a base oleosa con aggiunta di aromi vegetali, tra i più utilizzati si potevano trovare: la mirra, l’aloe, l’incenso, il benzoino, il nardo e il terebinto. Alcuni erano coltivati dai Sabei ed altre popolazioni vicine, zona ora…

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Il foulard delle star

Jacqueline Kennedy Onassis, aka lo spirito degli anni '60

Jacqueline Kennedy Onassis, aka lo spirito degli anni ’60

Non è nota una data di nascita e nemmeno un evento particolare, il foulard è sempre

stato un accessorio di primaria importanza per le donne: legato al collo oppure per tenere i capelli in ordine come usavano fare le iconiche Pin Up degli anni ’30.

Occhi da gatta e foulard colorato starring Sophia Loren

Occhi da gatta e foulard colorato starring Sophia Loren

Forme diverse di stole e foulard si trovano e sono usate in tutto il mondo: in Cina, India, vecchia Europa e America, dove negli anni ’60 le star sono solite legarlo sotto il mento e amano abbinarlo con un paio di occhiali scuri.

Audrey Hepburn,Sofia Loren e Jacqueline Kennedy sono solo alcuni dei tanti nomi che hanno reso celebre questo accessorio negli scatti rubati dei paparazzi e sul tappeto rosso.

Nel celebre

Nel celebre “Vacanze romane”

Passiamo a questioni più serie, parlando di prezzo, volete sapere il più costoso? Pensate che Hermes li vende oltre gli 800 dollari!

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Tyger Tiger scialle 70% cachemire e 30% seta (140 x 140 cm) disegnato da Alice Shirley

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Il Corsetto

Se non è storia della moda questa: il corsetto, storia e attualità (perché sì, belle sgnacchere, c’è un’attualità)

Racconti dal passato

Strumento di seduzione dei tempi moderni o strumento di tortura del passato? Vediamolo insieme!

PIC3729O Catalogo corsetti magazzini del Louvre.

Già nell’antichità esistevano lacci che, opportunamente tirati, modellavano e assottigliavano la figura; le donne greche e romane, sotto il chitone e la tunica, portavano strisce di cuoio che modellavano il corpo.

La vita sottile è sempre stata importante nella storia dell’attrazione erotica, in parte perché è una caratteristica tipicamente adolescenziale, e quindi è collegata con la verginità.

 

Il Corsetto nell’Epoca Vittoriana

imagesCASVVFMFNel 1800 il più grande desiderio di tutte le donne fu avere il vitino di vespa, ossia una circonferenza che non superava i quaranta centimetri, in contrasto con l’ampiezza della gonna, (verdugale o guardinfante). Si diceva infatti che una bella donna avesse una vita che un uomo poteva circondare con due mani. Penso che questo sia sufficiente a descrivere quale fosse l’ideale di bellezza e quali, invece, le torture…

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Il Ventaglio

Girando per WordPress ho trovato questo bellissimo post di “Racconti dal Passato”, che ripubblico (ovviamente con il consenso dell’autrice Dama con il cappello) perché è davvero interessante ed in tema con il caldo africano che imperversa in questi giorni.

Oltre ad essere la versione vintage dell’aria condizionata, il ventaglio è stato per secoli un accessorio importantissimo per donne e uomini giocando un ruolo fondamentale nel galateo, nella difesa personale e, come leggerete, nell’arte della guerra.

Il ventaglio: moda e usi nel tempo:

Racconti dal passato

Il Ventaglio ~ Moda e usi nel tempo

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L’uso del ventaglio risale a moltissimo tempo fa, in questo articolo vedremo come nel tempo è passato da strumento per rinfrescarsi o scacciare gli insetti ad accessorio di gran moda prettamente femminile.

In Giappone il ventaglio era utilizzato dagli uomini: in guerra, durante le battaglie, con esso i comandanti trasmettevano segnali e all’occorrenza si trasformava in arma poiché le stecche erano in ferro.

RARO VENTAGLIO PUGNALE DI PROBABILE PRODUZIONE INGLESE, CON ELSA IN FILIGRANA E DECORI IN ARGENTO. IMPUGNATURA IN METALLO PLACCATO. 1860/70 CA. CM.28. CM.19 COCCARDA APERTA. (fonte http://www.ventagli.org/) RARO VENTAGLIO PUGNALE DI PROBABILE PRODUZIONE INGLESE, CON ELSA IN FILIGRANA E DECORI IN ARGENTO. IMPUGNATURA IN METALLO PLACCATO. 1860/70 CA. CM.28. CM.19 COCCARDA APERTA. (immagine di proprietà di: http://www.ventagli.org/)

Anche in Occidente, almeno fino a tutto il XIX secolo, gli uomini usavano il ventaglio.

 Il lusso sfrenato che talvolta questi oggetti raggiunsero indusse il Senato della Repubblica Veneta, più volte, ad emanare leggi che impedissero l’uso di materiali eccessivamente preziosi.

 Nel ‘600 il ventaglio attrasse non pochi artisti…

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TBT:Mary Quant, Peter Pan in (mini)gonnella

È primavera, e la minigonna, uno dei capi più sfruttati di tutti i tempi, torna a spadroneggiare nei nostri armadi; lasciati da parte per qualche mese leggins e collant, suoi fedeli compagni nella stagione fredda, torna a proporsi fresca e colorata, a tinta unita o in stravaganti fantasie, simbolo indiscusso della proclamata libertà femminile.

Mary Quant, High Priestess of Sixties fashion, come è  stata definita, geniale ideatrice di questo intramontabile must, ha visto ben ripagata la propria indipendente originalità: da giovanissima bohèmienne londinese, assolutamente spiantata e unicamente dotata di grande inventiva, è arrivata a ricevere dalle mani della regina Elisabetta l’alta onorificenza di Cavaliere della Corona Britannica per aver esportato il look inglese in tutto il mondo.

November 1965: Chelsea fashion designer and make-up manufacturer Mary Quant. (Photo by Keystone/Getty Images)

November 1965: Chelsea fashion designer and make-up manufacturer Mary Quant. (Photo by Keystone/Getty Images)

Lasciati gli studi e la casa dei genitori, la ragazzina che non voleva crescere e indossare abiti da adulta trova un compagno di vita e ideali in Alexander Plunket Greene, con il quale compera, non appena si presenta la possibilità, una boutique, Bazaar, punto di partenza per la diffusione a macchia d’olio del suo stile fra i ragazzi.

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TBT: Storia della moda oggi,Jennifer Lawrence

Jennifer-Lawrence-Rolling-Stone-1Chissà cosa si deve provare sentirsi definire a soli 23 anni «la più talentuosa giovane attrice di tutta l’America» (Rolling Stones) e saper di essere finita nella lista delle persone più influenti dell’anno secondo il “Time”.

Nel 2012 Jennifer Lawrence diventa celebre grazie al film Hunger Games, tratto dall’omonimo romanzo di Susanne Collins. La pellicola è subito un successo planetario. Il personaggio interpretato da Jennifer, Katniss Everdeen, è destinato a entrare nella storia del cinema. Hunger Games infatti è il primo film d’azione con una eroina al femminile che ha riscosso così tanto successo. Segno che anche gli stereotipi del cinema stanno cadendo?

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Un altro ruolo per cui ricordiamo Jennifer è quello nel film “Il lato positivo” (affiancata da Bradley Cooper). Grazie alla sua interpretazione della giovane vedova Tiffany, la Lawrence si è portata a casa rispettivamente un Oscar e un Golden Globe come migliore attrice.

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E invece ve la ricordate in American Hustle? Continua a leggere

TBT:COCO CHANEL UN PROFUMO DI MISTERO

“A casa sua il N°5 scorre a fiumi, anche se il suo preferito era il N°19.

Diciannove, come la sua data di nascita e come quella del padre. Gabrielle Chanel, in arte Coco, rivoluziona la percezione della donna abolendo lacci, corsetti e acconciature impossibili, stravolge il concetto di eleganza che può essere “sobria”, ma senza rigidità, femminile ma senza artifici”

La sua è la moda dell’emancipazione femminile: accorcia le gonne, lancia i jersey e il “camicione” a V, libera il corpo da orpelli e ornamenti inutili.

coco-chanel chanel_19_tester_w Continua a leggere