Mai fidarsi di un boyfriend

Quante volte capi di gran moda non ci donano affatto? Oppure sono scomodissimi nella vita di tutti i giorni? Leggete come è andata la con i jeans più cool del momento:

Originally posted on La Ciarla:

Mai fidarsi di un boyfriend

Ebbene sì: i cosiddetti “BoyFriend” hanno fregato anche me.

E non mi riferisco al fidanzato stronzo che prima dice di amarti e poi ti lascia con un messaggio su WhatsApp…
Mi riferisco al prodotto più IN della moda del momento: I JEANS LARGHI ANNI 90 (non potevano chiamarli così perchè fa poco figo- è un po’ come chiamare i Leggins “Fuseaux”.)

Bombardata dalle immagini di fashion Blogger, Fashion addicted, di Belèn a spasso per le vie di Milano con Santiago,

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sentivo l’esigenza di acquistare un paio di Jeans all’ultimo grido (di mia nonna, appena me li ha visti addosso): così sabato ero sicura, convinta di volerli. Avevo già pensato tutti gli abbinamenti: scarpetta stile vintage, cropTop e si esce a comandare. Che poi non li ho pensati io ma qualche stylist oltreoceano, ma andiamo avanti. Sono entrata nel negozio più COOL della mia città e ho chiesto:
– vorrei un paio di jeans larghi tipo quelli in vetrina, ma non devono costare troppo.

La commessa è tornata con un paio di jeans effettivamente belli, compiaciuta: li ho provati “Si, belli” ho pensato, ma ho letto il cartellino e a momenti svenivo…
189 euro per un paio di jeans!
Glieli ho restituiti dicendole la verità: “Tesoro io quasi 200 euro per un paio di Jeans strappati che l’anno prossimo passeranno di moda non li spendo.”
Della serie: l’accettazione del proprio problema mentale è il primo passo verso la via della salvezza.

Lei mi ha guardato sconvolta, quasi schifata e mi ha passato nel camerino un paio di Jeans della Subdued simili ai primi: 50 euro e passa la paura. Sebbene l’angioletto sulla mia spalla mi diceva “Simo, pensaci: vale la pena spendere 50 euro per un paio di Jeans che non ti coprono le caviglie, strappati, che tra poche settimane non potrai indossare più perchè farà freddo?”, il Diavoletto che veste Prada sull’altra spalla gli ha dato un calcio in culo così forte da farmi rivestire in 10 secondi e dirigermi soddisfatta in cassa.

Lo ammetto: ho fatto un acquisto senza pensarci. Ieri ho indossato i jeans, mi piacevano, erano fighi, ma al tramonto SENTIVO UN FREDDO DELLA MADONNA CHE ENTRAVA DALLE CAVIGLIE E MI SALIVA FINO ALLE PROFONDITA’ NASCOSTE.
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La genealogia dello zainetto

NB: Questo articolo è nato dalla collaborazione con Zai.net, la rivista madre che ci ha dato la possibilità di dare vita al progetto editoriale di Looksmart.Se vi va passate a dare un’occhiata alla loro versione multimediale la trovate su Apple e Android.

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Se una cosa è preceduta da “keep calm” devi farla, it is known

I ragazzi sono fortunati, fortunatissimi. La loro vita entra nello spazio microscopico di una tasca, due: portafoglio, chiavi varie e l’immancabile – e enorme- smartphone che sbuca fuori da ogni dove.

La vita delle ragazze è diversa, crescendo si comprano le prime borse e borsette di ogni foggia e dimensioni, talmente piene da sviluppare un nuovo tipo di scoliosi: la schiena storta da borsa. Una patologia rara delle ragazze che non riescono a spostare la propria borsa dalla spalla destra alla spalla sinistra che risultano quindi immancabilmente piegate da un lato a mo’di torre di Pisa.

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A noi bambini degli anni 90 e primi 2000  hanno insegnato che zaini e marsupi sono IL MALE SCESO IN TERRA, l’orrendo lascito degli appariscenti anni 80. Crescendo si sono create due fazioni: quelle a favore dello zainetto Invicta prima generazione e quelle che abolirebbero anche l’utilissimo zaino dei Pokemon dei bambini delle elementari. Continua a leggere

Barbe in tecnicolor

Questa cosa dei colori assurdi ci sta sfuggendo di mano, prima i capelli (blue hair don’t care, Looksmart sempre sul pezzo), poi il free your armpit movement (qui), ora le barbe.

Sì, signore e signori, le barbe da qualcheisis tempo a questa parte vanno di moda portate lunghe che il pigneto sembra un covo dell’ISIS e l’ultimissima moda le vuole anche colorate.

Non si sa se il trend sia iniziato al Coachella festival, a Tenerife o in California, ma ormai spopola, ennesima moda idiota, conquistando la rete.

blogdilifestyle_6ef169a5aac4f1f2882737b506da3bfe download 2015-01-14_1055 Continua a leggere

Caviglie… tutte da “scoprire”!

Abbiamo già parlato dei leggins che dividono il web in due fazioni: stessa sorte per i pantaloni alla caviglia. Ma stavolta voglio spezzare una lancia a favore del tanto criticato “risvoltino” o delle parodie stile “ma dove vai, a raccogliere le telline?”.

6a8be0327f6c6b27ef9037d4efe82d32Come sempre, tutto sta nel come indossare determinati outfit. In questo caso, caviglia e piedi sono la parte maggiormente scoperta del look, bisogna quindi stare molto attenti a quali scarpe scegliere. Il taglio di questo tipo di pantalone rende facile l’effetto gamba mozzata, l’ideale dunque è optare per un paio di decolletés o ballerine che slanciano la figura ed evitare stivali o scarpe altezza ankle.

La questione si fa ancora più delicata quando non parliamo di pantaloni a sigaretta ma di cropped pants, vero must have della stagione. Molto più ampi e di gusto maschile, con taglio a palazzo, solitamente a vita alta, si prestano in maniera versatile a uno stile chic, se indossati con tacchi alti per la sera, ma anche a uno più urban per il giorno, se abbinati a delle stringate.

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Personalmente, sono un capo che amo vedere sugli altri ma con cui non riuscirei a sentirmi a mio agio, d’altronde sono alta più o meno quanto un succo di frutta e, più che una fashion blogger, mi sentirei una casalinga in pigiama o una bambina che si diverte a frugare nell’armadio dei genitori. Non voglio però scoraggiare chi invece, nonostante l’altezza, ha abbastanza carisma e autostima da sfoggiare il look con la stessa convinzione di una modella russa alta due metri. Continua a leggere

FRANGE ovunque

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Zara, tracolla in pelle grigia €29,95

Come vi sarete accorte il trend imperante dell’estate sembrano essere le frange, riproposte di prepotenza da tutte le case di moda, in prima linea i giganti del low cost, Zara, Mango, H&M e via dicendo.

Un trend del genere è presto collegato agli anni ’70, alla moda hippie, ad uno estile estivo bohémienne, ma visto che per sapere l’ovvio non dovete leggere questo blog, ho pensato di proporvi una selezione di outfit più particolari:

Colori pastello e gonna a ruota, iper femminile:

outfit composto su Polyvore da jenee-oss (cliccate sulla foto per il link)

outfit composto su Polyvore da jenee-oss (cliccate sulla foto per il link)

Classy toni sabbia:

collage by bklana su Polyvore (cliccate sulla foto per il link)

collage by bklana su Polyvore (cliccate sulla foto per il link)

Questo è anche un esempio di outfit estivo fresco, comodo, ma elegante, prendere nota 😉

Sportivo ma chic: Continua a leggere

“Free your arm pit” movement, quando il femminismo diventa lo scusa per il cattivo gusto

Altro che “blue hair don’t care“, negli USA sono sempre avanti ed a quanto pare il nuovo trend pseudo femminista che coinvolge le tinte forti riguarda le armpit, ossia le ascelle.

Non depilate e colorate, tié:

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Dal blog dove tutto è cominciato (e si spera finisca), clicca per il link

Tutto nasce da Roxie Hunt, parrucchiera di Seattle che un bel giorno propone ad una cliente di tingere di blu, oltre che i capelli, anche la “chioma” sotto le ascelle, fa foto dell’esperimento e le posta sul suo blog http://www.howtohairgirl.com

Il post  viene condiviso freneticamente (ad oggi è arrivato a 37200 shares”) e da lì nasce il  movimento “free your armpit”, vera e propria campagna per l’emancipazione dal rasoio e per la valorizzazione dell’autentica bellezza femminile: centinaia di attiviste postano fiere il risultato  dell’addio al rasoio, enfatizzato da qualche tinta sgargiante.

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La foto dello scandalo

REAZIONI DELLA RETE/MONDO:
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VEDO NON VEDO. La maledizione del leggins.

Protagonisti indiscussi di link, gruppi, pagine facebook sono i leggins indossati in maniera inopportuna. Il motivo di dibattito principale che divide il web in due fazioni è che NON SONO PANTALONI.

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E qui c’è da dire che, non è una questione di poterselo permettere o meno, quanto piuttosto un problema di coscienza. Non c’è galassia o stampa zebrata in grado di confondere abbastanza, per quanto sicuramente quelli in microfibra o quelli sportivi più strutturati siano meno trasparenti, dovreste comunque avere una collezione di slip con cuciture laser per non incappare in spiacevoli inconvenienti.

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E’ vero, sono comodi, sportivi, freschi, perfetti per uno stile sporty chic e ottima alternativa per chi non usa una normale tuta neanche per andare in palestra, ma, se amate i crop top, le camicette, i maglioncini corti e trendy del momento, e proprio non volete rinunciare all’effetto skinny, optate per un paio di pantaloni super-elasticizzati a vita alta… L’effetto sarà esattamente lo stesso, ma nessuno saprà di che marca è il vostro intimo!

Francesca Mongioì

LA MODA CHE PARLA. A volte un po’ troppo.

Troppo spesso la stravaganza viene spacciata per originalità, ma tra un abbinamento ricercato e il cattivo gusto c’è una gran bella differenza. E’ vero che nella moda non ci sono regole e che ormai abbiamo abbattuto tutti i cliché, ma se vi accorgete che qualcuno vi sta fotografando di nascosto, non siate così sicuri che sia un blogger di moda, è molto più probabile che stia per inviare la vostra foto nel gruppo Whatsapp dei suoi amici per commentare il vostro outfit o, nella peggiore delle ipotesi, potreste ritrovarvi su qualche pagina imbarazzante di Facebook del tipo #genteinmetro, #l’outfitdelsapientino, #ODM o cose del genere.

Ecco alcuni consigli apparentemente molto difficili da ricordare quando la situazione vi sta sfuggendo di mano.Il tema di oggi: le abusatissime t-shirt con le scritte.

Ci sono brand che hanno fatto dei loro slogan ironici un vero e proprio manifesto, basti pensare alle t-shirt Happiness o a Moschino, altri che hanno voluto lanciare messaggi più impegnati, come Valentino che ci parla d’amore tra un ricamo e l’altro.

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Ma voi non siete Jeremy Scott, e se il vostro “Stasera faccio le brava” non interessa a nessuno -se non forse a vostra madre-dovete arrendervi.Nessuno cercherà il significato nascosto, il messaggio sarà interpretato in modo univoco, e non c’è bisogno che vi spieghi altro.

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Stesso discorso vale per informazioni strettamente indispensabili e di ottimo gusto quali “Senza t-shirt sono anche meglio”, “Stasera ho il tavolo”, o “When life gives you lemon ask for salt and tequila”, quindi sappiate che se decidete di avvicinarvi ai fashionisti indossatori di magliette del genere potreste avere davanti un ninfomane, un montato, un alcolizzato, o più semplicemente un cretino che ha interpretato male il concetto di libertà di “stampa”.

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Che la moda debba lanciare un messaggio si sa, che “dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei”, pure, ma non sempre dovete dire proprio tutto nei minimi dettagli, ricordate che un velo di mistero non fa mai male.

Francesca Mongioì